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Viaggi di Cultura - Turismo culturale dal 1953 Nord Mediterraneo > Grecia
Salonicco
conduce Marcello Barbanera

Partenza: 07/12
Ritorno: 10/12
Prezzo: €
Polizza: €
Tasse: €

Città ’drammatica’ per eccellenza
Salonicco ha veduto nel corso del XX
secolo distruzioni spaventose e rinascite
sorprendenti.
All’inizio del XX secolo la città era
una delle più importanti dell’Impero
ottomano (insieme a Istanbul e Smirne).
La sua popolazione comprendeva una
grande comunità ebraica, una fortissima
presenza turca, una maggioranza relativa
di popolazione greca e numerose altre
minoranze tra cui Bulgari, Albanesi, Slavi
del Regno di Serbia o di Skopje.
Lo skyline di Salonicco era dominato
da decine di minareti e da alcune
delle più belle moschee del mondo
ottomano. Mustafa Kemal Atatürk - il
fondatore della Turchia contemporanea
- nacque a Salonicco. E a Salonicco fu
particolarmente attivo il movimento dei
Giovani turchi che avrebbe condotto alla
fine dell’Impero ottomano.
Agli inizi degli anni Venti, con la tragedia
della spartizione greco-turca, la città perse
quasi integralmente la propria popolazione
turca, rimpiazzata da Greci espulsi
dall’Anatolia, in particolare dal Ponto.
Poco prima (1917) un incendio di dubbia
origine aveva devastato e sostanzialmente
cancellato i quartieri ebraici e musulmani.
All’inizio degli anni Trenta si completò
il dramma urbanistico: quasi tutte le
moschee vennero distrutte, i minareti
abbattuti, con l’intento di cancellare ogni
traccia della presenza musulmana. Questa
tragedia artistica e storica portò tuttavia
alla riscoperta e tutela della Salonicco
cristiana e bizantina con la salvaguardia
di monumenti e dipinti di incalcolabile
importanza. La IIa Guerra mondiale portò
la tragedia dell’Olocausto con il totale
annientamento della comunità ebraica di
Salonicco.
Un’insperata e sorprendente rinascita
ebbe inizio nella seconda metà del
XX secolo quando una scuola di
archeologi fortemente motivata anche da
considerazioni di carattere nazionalistico
iniziò il sistematico scavo delle aree
archeologiche legate alla cultura
macedone e in particolare alla Macedonia
negli anni di Filippo e Alessandro.
A partire dagli anni Settanta gli studiosi
locali, guidati da Manolis Andronikos -
uno dei più grandi archeologi della Grecia
contemporanea - realizzarono scavi e
scoperte sempre più sorprendenti fino
al trionfo finale: la scoperta della tomba
di Filippo II, padre di Alessandro - nella
località di Verghina.
Trasferiti inizialmente a Salonicco e poi
parzialmente riportati a Verghina in una
superba sistemazione museale, i reperti
della tomba del condottiero macedone
trasformarono Salonicco e la sua regione
in una delle aree archeologiche più
interessanti dell’intera Grecia.
Oggi il Museo archeologico di Salonicco,
oltre a una formidabile collezione di
oggetti macedoni, ospita anche una
splendida raccolta di epoca imperiale
romana. Non lontano il Museo di arte
bizantino è uno dei luoghi di maggiore
importanza per la conoscenza dell’arte
cristiana orientale.
Le chiese di Salonicco - Hagios Demitrios
e Hagia Sophia in particolare - sebbene
restaurate sono notevole testimonianza
dell’arte bizantina tra il V e l’VIII secolo.
Sebbene il viaggio tocchi una città che
conobbe il suo momento di maggiore
importanza nei quasi cinquecento anni di
occupazione ottomana, oggi della città
turca resta ben poco ed il conferenziere
che ci accompagnerà nel viaggio sarà
chiamato ad essere più archeologo del
mondo classico che islamista.
Un itinerario splendido, in una delle aree
storiche e archeologiche più importanti del
Mediterraneo.
Marcello Barbanera è professore di
Archeologia classica all’Università La
Sapienza di Roma. Curatore di numerose
mostre e studioso prolifico ha tra gli altri
pubblicato Storia dell’archeologia classica
in Italia (Laterza, 2015); L’archeologia
come strumento di coscienza civica
(con Elisabetta Celia, Rubbettino, 2015);
Originale e copia nell’arte antica (Tre
Lune, 2011). Ha condotto - con grande
successo - nel 2016 l’itinerario ad Atene in
sostituzione di Eva Cantarella.