I cookies servono a migliorare e ottimizzare l'esperienza offerta all'utente mentre visita questo sito. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies di questo sito.
Come usiamo i cookies?
Viaggi di Cultura - Turismo culturale dal 1953 Asia Interna > Corea
Corea del Sud
conduce Maurizio Paolillo

Partenza: 13/04
Ritorno: 28/04
Prezzo: €
Polizza: €
Tasse: €

Paese splendido, come pochi immaginano.
Dopo il colpo terribile della crisi asiatica
(1997-99) che l’ha portata sull’orlo della
bancarotta, la Corea si è rimboccata le
maniche e facendo affidamento su una
straordinaria compattezza sociale ha
saputo risalire la china fino ad affermarsi,
oggi, come una delle economie più potenti
dell’Asia.
Itinerario d’arte, molta, e importante. La
Corea agì da grande educatrice del vicino
Giappone: furono i Coreani a introdurre il
buddhismo e la sua arte in Giappone. Oggi
l’arte coreana in Giappone è considerata
un poco come quella greca da noi: l’arte
di un periodo arcaico, ma classico, di
un’insuperabile eleganza e spontaneità.
Di tutto questo grande passato ci sono
in Corea monumenti, templi e sculture
splendidi. Sarà proprio l’arte la prima e
sorprendente esperienza.
Tuttavia, come nell’itinerario autunnale,
anche questo primaverile lascerà attoniti i
nostri amici per lo splendore della natura:
amata, protetta come riesce difficile
immaginare. La Corea è un paese di
infinità varietà: splendide e romite le zone
montuose, poetiche le risaie a terrazza.
Quasi italica per bellezza la costa. La
primavera - con il trionfo di azalee e
rododendri in fiore, e una temperatura
semplicemente perfetta - è la grande
amica di un viaggio fatto di camminate
in boschi: nessun tempio è in città o è
raggiungibile in auto, occorre sempre
camminare almeno venti minuti, in
contesti paesaggistici indimenticabili.
Infine l’ospitalità e la tradizione: oltre
la capitale ecco l’incontro con una terra
dove gli occidentali sono ancora visti con
curiosità. Dove può capitare, è capitato,
che una classe di bambini delle elementari
si fermi ad applaudire per strada per il
solo fatto di essere “occidentali”. Un
viaggio in un Oriente vero e non fittizio.
Orgoglioso della propria cultura e tutt’altro
che innamorato di quella occidentale.
Un Oriente che vive questo momento
di ricchezza e rinascita con la calma
consapevole di chi ’l’ha sempre saputo’.
La Corea gode di pessima fama in
Occidente: troppe cose sbagliate si sanno
su questo paese per poterle cancellare
con la semplice presentazione di un
viaggio. Ma al ritorno in Europa, negli
occhi le immagini ancora vive della
campagna e dell’arte coreana, sarà
difficile non sentirsi prendere da una
sorta di affettuosa nostalgia. E allora ci si
accorge di cercare sul giornale notizie su
questo paese come se si volesse tenere
ancora in piedi un rapporto. E agli amici
che domandano cosa ci sia da vedere in
un paese ’solo modernità e inquinamento’
viene voglia di rispondere ricordando
lunghe passeggiate di fianco a un fresco
ruscello di montagna, affiancato da cuscini
di azalee e di rododendri in fiore, in un
silenzio d’altri tempi, camminando verso
il tempio, sulla sommità del monte da cui
giunge, sempre più vicino, il mormorio dei
monaci in preghiera.
O ricordando il tepore di una tazza dove si
scioglie, in un intenso profumo di bosco, il
’tè di pino’.
Un viaggio molto particolare, che non si
improvvisa e che richiede a chi l’organizza
competenza e tradizione: dal lontano 1986
- primo nostro viaggio in Corea - molte
cose sono cambiate, quasi tutte in meglio.
VIAGGI di CULTURA le ha seguite con amore
e competenza ed oggi, probabilmente, è
una delle pochissime in Europa a potere
organizzare un viaggio di questa qualità.