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Viaggi di Cultura - Turismo culturale dal 1953 Orizzonte Pacifico > Isola di Pasqua
Isola di Pasqua, Atacama
conduce Davide Domenici

Partenza: 27/12
Ritorno: 07/01
Prezzo: €
Polizza: €
Tasse: €

Sì, il nome di per sé stesso, è in grado di fare sognare.
Non c’è persona che non abbia sentito parlare di quest’isola, dispersa nell’oceano.
Un tempo era difficile da trovare: quando gli strumenti di navigazione non erano così raffinati, un errore anche minimo era sufficiente per perderla.
Che dire poi dei suoi misteri e della storia di quel popolo che in modo davvero eroico la occupò? Non si sa da dove vennero, anche se se ne intuisce l’area, la Polinesia, probabilmente.
Né si sa con certezza quando migrarono, anche se si teme di sapere come. Viaggi di tragedia, preceduti da cerimonie funerarie. Quando l’isola della Polinesia era ormai troppo popolata e non era più in grado di mantenere in vita la popolazione, una parte delle famiglie saliva in barca e sfidava l’oceano, alla ricerca della morte e, più raramente, di un’isola spopolata, dove ricominciare.
Giunsero così, a quasi quattromilatrecento chilometri da Papeete, a tremilaottocento dalla costa americana. Ulisse, al loro confronto, fu quasi un turista in crociera aziendale. Le zattere furono il loro mezzo, i venti e le correnti la forza che li sospinse.
Su Pasqua quegli uomini diedero vita a un’arte particolare, enigmatica: premessa di interrogativi inquietanti.
Ma per quanto i moai abbiano il fascino dell’enigma, altri sono gli interrogativi, assai più inquietanti. Cosa ci fa un muro così perfetto sulla costa orientale dell’isola da sembrare costruito dagli Incas?
E che rapporti ebbero le popolazioni di Pasqua con quelle lontanissime della costa americana?
Prima di Heyerdal chi avesse osato porsi simili interrogativi sarebbe sembrato folle, quasi temerario. Oggi, dopo l’impresa del Kontiki, la domanda è diventata attuale anche tra gli archeologi: dunque giunsero anche in America? O dall’America? Il Pacifico fu dunque più di collegamento di quanto si è a lungo creduto?
Nel mentre le onde blu dell’oceano flagellano ogni giorno l’isola e lentamente, millimetro per millimetro ne erodono la costa.
Un giorno anche Pasqua scomparirà: l’oceano si riprenderà l’isola, i suoi misteri e anche i grandi, scuri moai che ne punteggiano la costa. Ma non sarà domani... possiamo evitare di preoccuparci!
Paesaggi duri, popolazione spesso ostile - dicono i naviganti del XIX secolo. E una luce unica, moltiplicata dalle onde del mare e dalle schiume del suo frangersi sulla roccia vulcanica.

A fianco dell’Isola di Pasqua – nel rispetto di un’evidente attinenza culturale – l’andino deserto di Atacama con vedute così oniriche da sembrare irreali o appunto – come usa dire – ’lunari’.
Infine, ma ha l’aria di un trionfo della natura, le superbe torri del Paine. Probabilmente il luogo più impressionante di un viaggio che ,alternando i colori del Pacifico, quasi Polinesia, alle durezze andine della sierra, a vette immense di patagonica solitudine, sembra quasi un Canto Americano, per dirla con Neruda.
Un viaggio di atmosfere australi, luminose e misteriose.
Un viaggio splendido.