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Viaggi di Cultura - Turismo culturale dal 1953 Islam > Iran
Sulla Via della Seta: Iran
conduce Giovanni Curatola

Partenza: 27/10
Ritorno: 04/11
Prezzo: €
Polizza: €
Tasse: €

Con la collaborazione di Vittorio Emanuele Parsi.
L’idea di definire l’Iran come impero del Male ha una storia più lunga di quanto non si creda. Forse non sarebbe errato collocarla già nel V secolo a.C. quando Atene raffigurò se stessa nel suo monumento più famoso come simbolo di razionalità e libertà, in contrapposizione all’ignoranza oscura e potente dei mille popoli e delle mille lingue parlate nell’Impero Persiano. E fa nulla se la storia di quelle famose Guerre persiane non si concluse, come vorrebbero i Greci, con la loro definitiva vittoria. I Persiani, sconfitti in Grecia, mantennero ancora a lungo quelle città della costa anatolica che, con la loro ribellione, avevano innescato le guerre.
Strana storia quella della Persia. Agisce da secoli come potenza regionale nel Vicino Oriente: da Ciro il Grande ai giorni nostri essa ha mantenuto una pressione costante e spesso vincente. Inutilmente cercarono di contenerla Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Turchi. Non si comprende tanta continuità se non ci si misura con la cultura persiana o ci si illude che l’Iran sia solo uno dei tanti, deboli stati del Vicino Oriente. La forza dell’Iran non sta nei suoi eserciti, ma nella sua straordinaria vitalità ideale e politica. È persiana l’idea di un impero universale in cui tutte le lingue e tutti i popoli hanno uguali diritti e doveri di fronte all’imperatore. Oggi quell’idea - diventata grande con Roma - sopravvive più giovane che mai nell’ideale universale della Chiesa cattolica. Persiana è gran parte di quella che viene comunemente definita ‘cultura araba’. Persiane sono le Mille e una notte. Persiano fu Avicenna. Persiano è il grande ciclo epico Shahnameh di Firdusi. Persiano (se mai è esistito) fu Omar Khayyam. Persiana è una delle più straordinarie culture architettoniche del mondo che celebrò il suo trionfo in epoca timuride (XV sec.) e safavide (XVI-XVIII).