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Le emozioni nel mondo classico

Con Donatella Puliga

Quando
Ottobre 29; novembre 5, 9, 19, 26 - ore 18
Come
Diretta on-line: 40’ di lezione + 20’ di domande.
Differita: registrazioni disponibili fino a 30 giorni dalla fine del corso.
Costo
120,00 €

Siamo abituati ad accostarci al mondo classico, greco e romano, attraverso i monumenti, attraverso oggetti manufatti e attraverso opere letterarie: patrimonio immateriale, quest’ultimo, ma comunque costituito da monumenti (letteralmente, realtà che aiutano a “fare memoria”) della parola scritta e tramandata.
Coloro che frequentano il mondo classico sanno che quei monumenti costituiscono punti di riferimento essenziali per comprendere le nostre origini. Ma in questo modo - per tanto tempo - abbiamo lasciato molto poco spazio ad indagare il sentire degli uomini e delle donne, la dimensione psicologica ed emotiva degli antichi. Perché anche l’antica Grecia, l’antica Roma erano popolate in primis di persone.
Da un lato, il ruolo delle emozioni era oggetto di dibattito già nell’antichità: moltissimi testi di etica, di estetica, di retorica trattano questo tema, che non poteva certo essere eluso dalle culture che avevano visto nascere la grande tragedia attica, in Grecia, o i grandi poemi fondanti della molteplice identità romana.
Basti ricordare che già l’antico autore del trattato “Sul sublime” (I sec. d.C.) affermava: “Esiste un’infinita molteplicità di emozioni, e nessuno può dire quante sono”. Ma certamente, se Greci e Romani riconoscevano l’importanza delle emozioni nella storia, oltre che naturalmente nelle opere d’arte visiva, certo non avevano riflettuto sulla storia delle emozioni. Eppure - oggi possiamo dirlo con gli strumenti che ci vengono messi a disposizione dalla ricerca neurobiologica e dalle scienze cognitive - le emozioni costituiscono forze storiche potenti, non facili da concettualizzare: ed è interessante capire come esse hanno funzionato in mondi da noi così lontani.
La domanda di fondo che dobbiamo porre è prima di tutto questa: le emozioni di ieri e quelle di oggi sono sovrapponibili? Le risposte sono naturalmente variegate, e provare ad addentrarci in questo universo, a partire dalle parole che lo definiscono e che - oggi come ieri- dicono di noi e del nostro modo di sentire il mondo, ci stimola ad una comparazione transculturale che può riservarci molte interessanti sorprese.
Donatella Puliga