Lampi di cultura

Vietnam, La danza del serpente

La danza del serpente

Comparve nella nebbia, sopra il mare verde scintillante delle risaie di Ninh Binh.
Poteva sembrare una pubblicità o qualcosa di non così interessante. Solo avvicinandosi apparve chiaro che un gruppo di alcune decine di contadini correvano sul bordo delle risaie sostenendo con pali un lunghissimo drago giallo di stoffa. Ognuno di loro alzava il palo al suono di un gong. Un colpo e toccava ai numeri dispari, due colpi ai numei pari. Sembrava così che un lunghissimo serpente giallo stesse danzando sulle risaie. Quando un argine o un gruppo di alberi nascondevano gli uomini si sarebbe potuto dire che il drago volava da solo, sui raccolti.

È una festa ben nota in Vietnam del nord. In realtà non ha una cadenza fissa per tutti i villaggi e, naturalmente, è legata a un giorno preciso del calendario lunare, villaggio per villaggio. Tutto ebbe inizio in modo miracoloso. Si dice che una principessa dei Lý, in epoche così lontane da non avere anno, stesse facendo un giro in barca, sulle rive del fiume Dáy. La ragazza era, come si conviene, molto bella e profumata. Un mostro acquatico sorse improvviso davanti a lei e la rapì. Malgrado le promesse di una ricca ricompensa nessuno si presentò a sfidare il mostro acquatico. Venuto a sapere della vicenda, volle provarci un giovane pescatore del villaggio di Lê Mât. Sfidò il mostro, lo uccise e liberò dalle vischiose profondità del fiume la bella principessa. Si dice che abbia rifiutato il titolo di mandarino, oro, argento e denaro che avrebbe reso felice la sua famiglia per molti anni. Chiese solamente il permesso di bonificare la regione e di regalarla agli abitanti del suo villaggio.

Fu così che nacque il quartiere di Giang Vo, in Hanoi.

Probabilmente ogni villaggio avrà una sua leggenda, certo non meno interessante di quella della principessa. Sebbene sia capitato molte volte di notare, riposto in un angolo di un tempio, il corpo di stoffa del drago, non è più successo a chi scrive di vederlo danzare in modo così magnifico sulle risaie. Molte volte ancora, con o senza nebbia, si sono scrutati i campi nella speranza di vederlo. Ma certo la tradizione è ancora ben viva. La foto è stata scattata nel 2014.