Lampi di cultura

Vietnam, Pagoda I

La pagoda (Chùa)

Ci sono pagode nei villaggi vietnamiti, ma non sono pagode di villaggio: piuttosto sono villaggi che si sono formati intorno a pagode particolarmente venerate, composti da commercianti di oggetti sacri e di offerte per il tempio. La differenza sembra sottile, ma non lo è. Un villaggio vietnamita è geloso custode delle proprie tradizioni, della propria gente, della propria vita ordinaria. Non costruirebbe mai una pagoda nei pressi del villaggio perché finirebbe con l’essere oggetto di culto e di curiosità anche esterni. Sicché le pagode e i luoghi di culto buddhisti vengono costruiti lontano da un villaggio, magari in un luogo a cui si può accedere da più villaggi. La pagoda, emblema di un culto giunto dall’esterno, è venerata e rispettata ma... non è completamente Vietnam, non è la tradizione.



Così non sorprende che alcune della pagode più belle del paese abbiano un fondatore il cui nome è ben noto e ricordato all’ingresso del tempio. Questi spesso è un monaco di grande fede o, più spesso ancora, un funzionario di Stato di alto grado - quello che noi chiamiamo mandarino. Spesso le pagode sono di fondazione femminile, nel senso che le donne di una casa nobiliare vietnamita si riconoscono volentieri nel bodhissatva Guanyin che in Vietnam porta il nome Quan Âm.

Poi ci sono i filosofi, gli storici delle religioni: e beh, loro non la vedono in modo così semplice. Riflettendo sui luoghi dove le pagode vengono innalzate preferiscono sottolineare come si preferiscano i monti isolati, le grotte,  certi fiumi di intenso significato. Parlano dunque di luoghi di culto che incorporano un antico nume, una presenza spirituale: il dio di un monte, di un fiume, di una grotta, sarebbe dunque ospitato nel tempio buddhista e spesso vive una nuova vita, di successo, sotto le spoglie di un eremita, di un lohan, o della stessa Quan Âm.
Semplici incongruenze, di un mondo senza verità.