Lampi di cultura

Vietnam, Delta Fiume Rosso

L’uomo delle grida (Vietnam del Nord, delta del Fiume Rosso)


Nel delta del Fiume Rosso è molto apprezzata tra i contadini l’opera popolare detta chèo, una rappresentazione che avrebbe molti secoli di vita e che continua ad essere rappresentata anche ai nostri giorni. In uno dei testi più conosciuti (La dea bodhissatva Thi Kinh) c’è una scena molto richiesta che suscita sempre generale ilarità. È quando la seducente donna di un ‘uomo delle grida’ lascia partire delle frecce affilate contro il sindaco del villaggio e i notabili.

Nei villaggi vietnamiti l’uomo delle grida - si potrebbe dire banditore, ma non è esattamente la stessa cosa -  occupava uno dei posti più bassi nella scala sociale. Inferiore anche a quello delle guardie, considerate servitù del villaggio. Un tempo l’uomo delle grida usava annunciare la sua presenza con uno scacciapensieri. Alle riunioni della comunità nella grande sala dinh l’uomo delle grida non aveva diritto a un proprio posto. Al centro della sala c’era una piattaforma di bambù rialzata dove potevano sedersi solo i notabili. In genere si disponevano in fila, l’uno dietro l’altro, lungo l’asse centrale della piattaforma. Altre volte si sedevano da un lato e da quello opposto si sistemavano i vecchi delle Quattro colonne, gli anziani del villaggio, ovvero coloro che avevano superato i sessanta e i settanta anni. Nel restante spazio della piattaforma si sedevano quindi tutti gli altri, in un preciso ordine gerarchico.

L’uomo delle grida si affannava intorno al dinh eseguendo le semplici richieste dell’assemblea, come il più umile dei fattorini. ‘Vai a prendere del tè! ’, ‘Fai venire qui il contadino Nguyen! ’, ‘I registri - insomma! - i registri!’. L’uomo correva di qua e di là, sopportando le offese più umilianti, in cambio del tiên du, ovvero del pasto dei resti.
Nessun uomo dotato di senno avrebbe mai accettato quel lavoro. Ai suoi figli e discendenti era negata la scuola e il matrimonio con le famiglie più antiche del villaggio. Il posto veniva così preso da uomini che erano stati scacciati dal proprio villaggio e che avevano chiesto di essere accolti in una comunità non loro.
Spettava loro girare per il villaggio suonando lo scacciapensieri: ‘Questa sera riunione al dinh!’  o ‘È stato deciso di scavare un nuovo canale! ’. Gli abitanti del villaggio si affacciavano alla porta, ascoltavano e obbedivano.