Lampi di cultura

Tajikistan, Wakhan

Il ‘corridoio Wakhan’ tra Tajikistan e Afghanistan



L’Afghanistan, paese senza sbocco al mare. è delimitato da un confine lungo circa 5.600 km, sul quale non ha mai esercitato un controllo reale. È circondato da quattro paesi: Tajikistan e Uzbelkistan a nord (2.140 km di confine comune), l’Iran a ovest (945 km), il Pakistan a sud e est (circa 2.430 km) e la Cina a nord-est (76 km ). Ognuno di questi confini venne fissato nell’ultimo terzo del XIX secolo. Fu il “grande gioco”, la famosa rivalità tra Gran Bretagna e Russia in Asia centrale, che portò a contemplare la creazione di uno stato cuscinetto, una sorta di barriera difensiva intesa ad eliminare ogni rischio di scontro diretto. Così è nato l’Afghanistan nei suoi attuali confini: come conseguenza di trattative politiche in cui non ha svolto alcuna parte indipendente. La definizione territoriale del paese fu un processo completamente esogeno, soprattutto perché il ruolo degli emiri di Kabul fu ulteriormente limitato dall’esercizio da parte della Gran Bretagna di un protettorato di fatto sulla politica estera dell’Afghanistan dal 1879 al 1919, il periodo principale in cui i confini furono tracciati. Nessun segmento della frontiera fu dunque tracciato senza un intervento diplomatico diretto da parte degli inglesi.
In quanto dettate da imperativi strategici del periodo coloniale, le attuali frontiere dell’Afghanistan sono il classico esempio di confine artificiale: dividono gruppi etnolinguistici che condividono un passato secolare e partecipano di una cultura comune. I contatti attraverso le frontiere, legali o meno, non sono mai cessati, tranne che nel nord, dove la frontiera cinese è totalmente chiusa.

Il confine tra Russia e Afghanistan fu il primo ad essere definito. L’espansione zarista in Asia centrale aveva allarmato gli inglesi: i governi russo e britannico conclusero un accordo nel 1869 che definiva  le rispettive zone di influenza: gli emirati di Bukhara e di Khiva vennero attribuiti alla Russia, l’Afghanistan all’Impero britannico. Onde evitare che le due potenze giungessero a diretto contatto, i confini vennero tracciati lasciando libero un lungo corridoio che seguendo il fiume Panj si chiude con le vette al confine cinese. Il ‘corridoio’ era una vecchia carovaniera tra Yarkand (oggi Cina) e Badakhshan, attiva fin dai tempi più antichi e percorsa fra gli altri anche da Marco Polo. Isolata sia dal Tajikistan che dall’Afghanistan, oggi il Wakhan corridor è area naturale eccezionalmente conservativa, pochissimo popolata. Di fatto un immenso parco naturale. Aperto da anni sul versante tajiko il Wakhan è ufficialmente chiuso in Afghanistan sebbene siano sempre più numerosi coloro che - a proprio rischio e pericolo - lo percorrono in trekking.