Lampi di cultura

Tajikistan, I Tajiki

I Tajik sono un popolo iraniano, che parla una variante di persiano. Vivono nel bacino dell’Oxus, nella valle Fergana (Tagikistan e Uzbekistan) e su entrambe le sponde dell’Oxus superiore, vale a dire, sui monti Pamir (monti Badakhshan, in Tagikistan) e l’Afghanistan nord-orientale (Badakhshan). La maggior parte dei Tajiki del Pamir (compresi i circa 34.000 nel distretto di Tashkorgan nella regione autonoma dello Xinjiang-Uighur nella Cina sudoccidentale) parlano dialetti apparentati a quelli dell’Iran orientale: quelli in Tagikistan usano il persiano come lingua amministrativa e di contatto, mentre quelli in Cina generalmente non conoscono il persiano e usano uiguro e cinese nei rapporti con i loro vicini. Emigrati dal Tagikistan si trovano in Russia, Israele, Europa occidentale e Nord America. I Tajiki nel mondo sono circa cinque milioni.



Dalla “delimitazione nazionale” sovietica dell’Asia centrale nel 1924, il Tagikistan è stato considerato la casa nazionale dei Tajik: prima come repubblica autonoma all’interno dell’Uzbekistan, poi dal 1929 come repubblica dell’Unione Sovietica e dal 1991 come stato indipendente. Il dialetto nordico del persiano tagico (sostanzialmente quello di Bukhara) fu adottato come lingua nazionale e letteraria nazionale e approdò a una letteratura in stile sovietico, su modelli russi. Tuttavia, i tradizionali centri culturali di Bukhara e Samarcanda, con popolazioni tajika considerevoli, furono assegnati all’Uzbekistan; questo e la registrazione (volontaria o obbligatoria) di molti tagiki in Uzbekistan come uzbeki sotto il dominio sovietico, sono stati fonte di attrito tra le due repubbliche. La politica delle nazionalità sovietiche incoraggiava una celebrazione controllata dell’identità etnica e culturale tagika come iraniani, limitando nel contempo i contatti con i tagiki dell’Afghanistan e i persiani dell’Iran e riducendo l’accesso alla letteratura in caratteri perso-arabi. Due volte  il sistema di scrittura del tagico è sttao modificato: prima in latino e infine in cirillico. Sin dall’indipendenza, il rinnovato insegnamento della scrittura araba e una ri-persianizzazione della lingua (che era stata fortemente russizzata nei contenuti, ed bandita dalla sfera pubblica) hanno riaffermato l’identità nazionale tagica facilitando il contatto con il resto del mondo di lingua persiana. In Afghanistan, l’invasione russa e la successiva guerra civile (1979-2001) hanno acuito le divisioni etniche. I successi militari di gruppi moj?hedin tagiki come quelli di Panjšir — tradotti in una certa misura in guadagni politici dopo che l’Alleanza del Nord si unì alle forze statunitensi per catturare Kabul e sconfiggere il governo talibano — hanno innalzato il profilo dei Tajiki, contro le altre etnie tradizionalmente dominanti, i pashtun.

La maggior parte dei tagiki sono tradizionalmente musulmani: sunniti, della scuola Hanafi, con una minoranza  di Ismailiti, in particolare nei Pamir.