Lampi di cultura

Giappone, Sesshu Toyo

Sesshu Toyo

Probabilmente, uno dei più grandi pittori giapponesi

(1420 - 1506)

Forse nessun pittore in Giappone ebbe la stessa fortuna, la stessa straordinaria capacità di cogliere le opportunità offerte dalle circostanze, lo stesso successo: notevole in vita e immenso dopo la morte.
Si dice che fin da ragazzo l'abilità di Sesshu Toyo nel dipingere fosse molto al di sopra del normale e che questo lo distraesse dai severi doveri dell'educazione religiosa di quel tempo. Una volta, in punizione per non avere studiato, sbalordì il suo maestro dipingendo con le lacrime un topolino sul pavimento, vicino alla colonna cui era stato legato. Fin dall'inizio della sua vita: educazione artistica ed educazione religiosa procedettero di pari passo.

Nel 1440 Sesshu andò a Kyoto dove visse come monaco in un famoso tempio zen, lo Shokoku-ji. Qui ebbe la fortuna di imparare e studiare i dipinti cinesi dal grande Tensho Shubun, il cui stile severo era ispirato all'arte dei grandi pittori cinesi dell'epoca dei Song meridionali e in particolare a Ma Yuan, Xia Gui e altri.


Probabilmente Sesshu pensava che un giorno sarebbe diventato lui stesso maestro presso il suo tempio. E tuttavia qualcosa non funzionò, la nomina venne negata e Sesshu si trovò costretto ad accettare di divenire abate del tempio Unkoku nella prefettura di Yamaguchi. Un po' come se – avendo studiato a Roma – fosse stato costretto a trasferirsi a Gela o a Marsala. Questa fu – tuttavia – la sua fortuna. Legando la sua storia a quella del clan Ouchi, potentissima famiglia con relazioni commerciali con la Cina, Sesshu ebbe occasione di viaggiare, visitare la Cina, raccogliere dipinti. Conoscere gli sviluppi della pittura agli inizi dell'epoca Ming, una fase storica geniale in cui la Cina scoprì l'arte dei maestri del periodo precedente, dominato da figure come Ni Zan e Chao Mengfu.

Questo incontro con la Cina e la sua pittura cambiò per sempre l'arte di Sessh?. Abbandonò il severissimo linguaggio pittorico del suo maestro Shubun. La poetica silente e nebbiosa delle marine che tanto avevano fatto la fortuna della pittura di epoca Song venne ingentilita e poeticamente arricchita da una nuova sensibilità verso il colore e alla natura, prima assente nel filosofico approccio zen.
Fiori e uccelli, iniziarono a cantare nei suoi dipinti senza che nulla del silenzio delle marine e delle vedute lacustri si perdesse.

Fiori e uccelli di Sesshu Toyo - Freer Gallery, Washington

Nacque la leggenda di un pittore insuperabile, leggenda ancora viva nella cultura giapponese. Dal 1506, l'anno della sua morte, la pittura giapponese iniziò una strada nuova che la portò allo splendore e al cromatismo dell'epoca Momoyama.

Draghi e tigri di Kano Sanraku (1559-1635) - Epoca Momoyama, Myoshin-ji, Kyoto

Oggi i musei di Tokyo e di Kyoto conservano le sue pitture più famose. All'annuncio di una mostra dedicata a Sesshu le prenotazioni giungono così numerose che occorre ricorrere al sorteggio per selezionare coloro che potranno entrare e vedere la mostra.