Lampi di cultura

Nepal, Ritorno in Nepal III

Stefano Cammelli, Ritorno in Nepal, Gennaio 2019 (III)

Pulizia
No, non quella delle strade: Kathmandu è la stessa Kathmandu di sempre: un po’ campo, un po’ discarica, un po’ traffico. Anzi forse è peggiorata. La pulizia che hanno fatto è ben più sostanziosa e importante. Una accurata politica di visti (mi pare molto simile a quella giapponese) rende di fatto costosissimo o impossibile risiedere nel paese se non si è cittadini nepalesi. La città è stata completamente liberata dai negozi di paccotiglia e finto antiquariato. Fine dei negozi con le musiche di Bob Marley, di ‘artisti’ creativi europei o occidentali. Kathmandu è tornata a essere in buona misura una città nepalese. Non so come ci siano riusciti, ma è gioia pura. I pochi negozietti sopravvissuti fanno quasi tenerezza. Il turismo da supermercato (Una tanka e due statuine del Buddha, pura arte nawari: 50 dollari) o è scomparso o si nasconde.

Restauro post terremoto
Sono intervenuti in tanti, in particolare cinesi, giapponesi, americani e tedeschi. Gli indiani hanno promesso e poi, così mi si dice, non hanno fatto ancora nulla. A Patan, Kirtipur e negli altri centri medievali di arte nepalese la sensazione è quella di un rinascimento. O forse qualcosa di più. Nei crolli legati al terremoto sono collassate strutture in mattone. Le splendide impalcature lignee che sostenevano – eccellenza dell’arte nawari – si sono nella maggior parte salvate. In numerose aeree la ricostruzione si è completata quasi al 100%. Ma è il come che incanta. C’è qualità: qualità di studio e documentazione, qualità di intervento, qualità di ricostruzione. È avvenuto una sorta di miracolo: i restauri hanno richiamato in vita tecniche e conoscenze artigianali che si stavano perdendo. L’intera capitale pare un gigantesco quartiere dove la vecchia bottega che scolpiva il legno, quella che montava opere di carpenteria sulla muratura... tutte le antiche occupazioni di un tempo, quelle che rendono grandi le città, sono di colpo rinate. È sorprendente vedere come la città stia rinascendo: direi che è uno spettacolo nello spettacolo. Ho parlato con architetti, progettisti. Ho visto al lavoro artigiani. Deve essere affascinante sentire il loro racconto – la sera in albergo – su come si interviene, su quello che è accaduto. Un po’ come facemmo nelle città del Mississippi in uno splendido itinerario di qualche anno fa. L’idea è piaciuta alla famiglia che mi ha ospitato: conoscono tutti, sarà facile organizzarlo e di estremo interesse.