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Lampi di cultura

Cuba, 21 sec., Obama

L'affondamento della corazzata statunitense Maine nel porto di L'Avana. L'evento, le cui circostanze non furono mai chiarite, determinò lo scoppio della guerra ispanoamericana

La storia della Cuba contemporanea è intimamente legata alla storia degli Stati Uniti: l'isola divenne indipendente dopo che il governo americano decise di intervenire a favore degli indipendentisti cubani che da anni si battevano contro l'Impero spagnolo. L'intervento statunitense in quella che sarebbe diventata nota come la guerra ispano americana (1898) sancì la fine dell'Impero spagnolo che dovette rinunciare a Cuba e anche a quel che rimaneva del suo impero asiatico, le Filippine. La guerra fu breve: in appena tre mesi gli Stati Uniti, in piena crescita economica e industriale, ebbero la meglio su una Spagna che portava il peso di un impero che non era più in grado di governare.

Un sorridente Batista visita gli Stati Uniti nel 1938

Dopo un periodo di governo diretto degli Stati Uniti, l'isola nel 1902 si avviò verso una difficile indipendenza (segnata da una notevolissima influenza americana).


Nel 1934 dopo un lungo periodo di disordini, si affermò come uomo forte di Cuba il sergente Fulgencio Batista: nominato capo di stato maggiore dell'esercito dopo il successo del golpe da lui guidato, governò direttamente o indirettamente l'isola per i successivi venticinque anni.

Fidel Castro fa il suo ingresso a Santa Clara, 1959

Il governo di Batista, incapace di frenare la corruzione e di garantire un minimo di equità sociale, viene rovesciato da una ribellione guidata da Fidel Castro: dopo una lotta di sei anni, cominciata col fallito assalto alla caserma Moncada di Santiago di Cuba, i rivoltosi riusciranno ad occupare L'Avana e costringere Batista all'esilio.


Inizialmente il nuovo governo rivoluzionario non ha una precisa connotazione ideologica: sarà l'ostilità del governo degli Stati Uniti a spingere sempre di più Cuba verso il blocco sovietico.

Fidel Castro a colloquio con alcuni soldati cubani dopo aver appreso dello Sbarco alla baia dei porci

L'ostilità statunitense verso il nuovo governo di Cuba diventerà evidente con lo Sbarco alla baia dei porci (1960): un riluttante presidente Kennedy, rassicurato dalla CIA sulle possibilità di successo di un colpo di mano guidato da esuli cubani e ribelli anticastristi, dà la sua approvazione all'operazione.


Sarà un fallimento clamoroso che spingerà definitivamente Cuba verso l'Unione Sovietica.

Kennedy e i suoi collaboratori in riunione durante quella che diventerà nota come La crisi dei missili

Il rischio di un nuovo tentativo americano di rovesciare il governo di Fidel Castro e il desiderio di riequilibrare la bilancia strategica con gli Stati Uniti portarono Kruscev ad una drastica decisione: l'installazione di missili nucleari strategi a Cuba. Fu uno dei momenti più caldi della Guerra fredda e il mondo si ritrovò in effetti vicinissimo ad una guerra nucleare: fortunatamente Kennedy e Kurscev resistendo alle pressione dei reciproci "falchi" trovarono una soluzione negoziata.


L'Unione Sovietica ritirava i missili da Cuba, in cambio gli USA si impegnavano a non invadere l'isola e a ritirare i propri missili nucleari dal confine russo-turco.

Giovanni Paolo II stringe la mano a Fidel Castro durante la sua visita a Cuba

Per anni i rapporti tra Cuba e gli Usa rimasero congelati: un primo spiraglio si aprì nel 1998 con il viaggio di Giovanni Paolo II a Cuba, il primo pontefice nella storia a visitare Cuba. Ci vorranno però altri 18 anni prima di una vera e propria svolta: nel 2016, grazie alla mediazione di papa Francesco, gli Stati Uniti e Cuba hanno cominciato un processo di graduale riavvicinamento. Simbolo di questo nuovo corso è la visita di Obama a l'Avana.

Il presidente Obama e Raul Castro vistiano il Museo della Rivoluzione a l'Avana

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