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Messico, Organizzazione politica dei Maya

Chichen Itza

Le prime notizie in forma scritta riguardanti l'organizzazione politica dei Maya yucatechi risalgono al X secolo d.C. Esse riguardano perlopiù grandi eventi politici, evidentemente di enorme importanza per la classe dominante indigena. Sebbene i dati siano approssimativi, confusi e contraddittori, se ne può ricavare un'immagine, per quanto sfocata, delle realtà politiche e di governo esistenti alla fine del periodo Classico.

Nonostante i limiti, le fonti storiche ci permettono di stabilire che, già dalla fine del periodo Classico, l'organizzazione politico-governativa maya fu soggetta a numerose trasformazioni, caratterizzate da una complessità sempre maggiore del sistema e determinate dall'arrivo di conquistatori provenienti dall'altopiano messicano, insediatisi nella penisola dello Yucatán nel corso della seconda metà del X secolo. Secondo la versione indigena, raccolta nei Libros de Chilam Balam, verso il 968-987 d.C. gli Itzá conquistarono Chichén Itzá e vi si stabilirono definitivamente. In seguito, tra il 987 e il 1007 d.C., gli Xiu irruppero nella penisola e occuparono Uxmal; infine giunsero i Cocom, i cui regnanti si installarono a Mayapán poco tempo dopo. Come conseguenza, a partire dall'XI secolo, la società maya si trovava già sotto il controllo di questi gruppi; essi convertirono i nuovi insediamenti in centri politico-amministrativi condizionanti in toto lo svolgimento della vita politica yucateca. Chichén Itzá cominciò a espandere i propri confini territoriali attraverso conquiste e, sebbene sia difficile stabilire con certezza l'estensione dei suoi domini, secondo le fonti storiche sembra che questi comprendessero anche il Chiapas e il Guatemala. Ricerche archeologiche recenti suggeriscono che, in realtà, la sua area di influenza fosse molto più ristretta poiché le notevoli resistenze incontrate da questo centro nel corso del suo processo di conquista resero impossibile mantenere il controllo sulla regione compresa tra Yaxuná e Cobá. A ogni modo l'impeto espansionistico di Chichén Itzá fu tanto vertiginoso che, verso la metà dell'XI secolo, la città era già diventata il principale centro politico di un vasto territorio, nonché la sede dell'ah tepal o sovrano.

Chichen Itza

L'affermazione dell'autorità di Chichén Itzá e la comparsa dell'ah tepal richiesero la creazione di una struttura politica complessa, in grado di governare un territorio particolarmente esteso. Questo comportò la creazione di un'organizzazione di tipo statale in tutta la penisola dello Yucatán. Probabilmente, in quanto facenti parte di questa struttura, alcuni dignitari maya furono designati a cariche politiche di rilievo. La fedeltà ai conquistatori dovette assumere un ruolo cruciale affinché questi funzionari continuassero a esercitare un certo potere e, qualora fossero stati promossi a ranghi più elevati, potessero mantenerlo. Inoltre, l'afflusso di ingenti quantità di tributi fu determinante nella creazione di un'organizzazione amministrativa complessa, tanto da imporre alla cittadinanza un gruppo di funzionari abilitati alla contabilità delle entrate e alla gestione della forza lavoro, rappresentata dalla popolazione assoggettata. Chichén Itzá, in quanto città egemone, manifestò il proprio splendore anche attraverso il raggiungimento di altissimi livelli di espressione architettonica e monumentale, divenendo uno dei centri più grandi e fiorenti dell'area maya, esteso su una superficie di quasi venticinque chilometri quadrati. Allo stesso tempo, con il crearsi di ordini militari, l'organizzazione sociale di Chichén Itzà assunse un carattere marcatamente castrense. Vennero inoltre imposte al pantheon yucateco nuove divinità quali, per citarne alcune, Tezcatlipoca, Tlaloc, Chicomecoatl e, con queste, comparvero nel panorama religioso della penisola rituali completamente nuovi. Senz'ombra di dubbio, la cerimonia che acquisì maggiore fastosità fu quella relativa al culto di Kukulcan. Allo stesso tempo l'apparato sacerdotale assunse gradualmente una maggior complessità strutturale. Verso la metà del XIII secolo si concluse l'apogeo di Chichén Itzá poiché i conflitti tra Chac Xib Chac, sovrano della città e Hunac Ceel, gran signore di Mayapán, portarono a un periodo di guerre intestine che ebbero come esito la caduta di Chichén Itzá e il suo virtuale declino. Comunque si siano svolti i fatti, è indubbio che a partire dalla seconda metà del 1200 la decadenza del grande centro accelerò, mentre Mayapàn cominciò a emergere come nuova capitale settentrionale della penisola yucateca.

Mayapan

L'affermazione di Mayapán quale nuova sede del governo comportò cambiamenti che richiesero una ridefinizione territoriale, religiosa e politica. A differenza di Chichén Itzá, la sua sfera d'influenza si limitò all'area nordoccidentale della penisola dello Yucatán. Inoltre, diversamente da quest'ultima, luogo di residenza del sovrano, Mayapán rappresentò soltanto la sede principale di un governo confederato, forma di organizzazione, questa, totalmente innovativa nella storia politica maya che per sua natura portò a una serie di alleanze e sudditanze tra i signori che ne erano membri.

Nonostante gli evidenti contrasti con Chichén Itzá, a partire dalla seconda metà del XIII secolo, il destino politico, amministrativo e religioso del nordovest della penisola yucateca passò sotto il dominio di Mayapán. Vennero dunque elaborate nuove proposte di carattere politico-amministrativo, finalizzate a mantenere il controllo del territorio. Una di queste imponeva che i sovrani membri del governo confederato ridefinissero le proprie zone di influenza. Il frate Diego de Landa riferisce al riguardo: "Tra ... [i signori si] ... spartirono la terra, dando a ognuno un numero di abitati conforme all'antichità del casato e all'importanza della persona" . Poiché la classe dominante risiedeva a Mayapán, assegnò a un personaggio denominato caluac l'amministrazione degli esuberi tributari. Inoltre, per poter meglio controllare ognuno dei loro distretti, i sovrani cominciarono a delegare responsabilità politiche, giudiziarie, amministrative e persino religiose al batab. Si conosce poco dei legami che vincolavano questa figura all'aristocrazia di Mayapán, ma il fatto che essa fosse insignita o meno della carica, dipendeva apparentemente dall'appartenenza a un lignaggio comune. Intorno alla metà del XV secolo, in seguito agli scontri tra gli Xiu e i Cocom, Mayapán fu distrutta e il governo confederato si disintegrò. Conseguentemente a questo avvenimento si creò un vuoto di potere, in seguito al quale la nobiltà non fu più in grado di configurare una nuova struttura politica capace di accentrare nuovamente le funzioni governative, così ciascuno dei signori, citando le fonti indigene riportate da Diego de Landa, "fece ritorno ... alla propria terra", dalla cui capitale ricominciò a regnare con il titolo di halach uinic o gran signore. I Maya denominarono questa nuova entità cuuchcabal, gli Spagnoli, invece, "provincia".

Uxmal

Alla caduta di Mayapán seguì un'epoca d'incertezza politica nel mondo maya yucateco. In queste circostanze, un numero imprecisato di bataboob o cacicchi, con i rispettivi sudditi, rimase indipendente dalle capitali indigene. La storia di questi personaggi e delle entità che configurarono è ancora oscura, sebbene sia possibile che in seguito molti di questi gruppi siano passati sotto il dominio di una delle capitali, grazie ad accordi di tipo politico o matrimoniali. I meno potenti tra loro vennero probabilmente annessi o semplicemente conquistati. In un modo o nell'altro, durante l'ultimo secolo di vita preispanica, la presenza di bataboob autonomi fu molto importante nel territorio peninsulare.

Quando gli eserciti europei cominciarono a saccheggiare le coste della penisola dello Yucatán, durante la prima decade del XVI secolo, i suoi abitanti erano politicamente divisi.

Questa caratteristica dell'organizzazione politica indigena fece sì che la conquista spagnola si trasformasse in un processe piuttosto lungo, protraendosi all'incirca dal 1527 al 1547.

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