Lampi di cultura

Messico, Uxmal

Il sito di Uxmal

La fine dei centri maya di epoca classica nelle pianure meridionali è dovuta a cause tuttora oscure: il deciso e graduale abbandono dei siti, dei quali i pochi sopravvissuti in epoca postclassica mostrano i segni di progressivo crollo demografico e dell'as-senza della precedente gerarchia elitaria, ha sollecitato la formulazione delle più svariate ipotesi: spiegazioni ecologiche - depauperamento delle terre, calamità naturali - si sono affiancate a quelle sociologiche - rivoluzione popolare e ribaltamento del regime al potere. Il loro declino coincide comunque con l'ascesa di insediamenti più settentrionali per qualche tempo interpretati da alcuni come i siti - chiave di un «Nuovo Impero Maya» fiorito nello Yucatán dopo il 900 d.C.

L'ipotesi, fondata sulla possibilità che le popolazioni meridionali fossero confluite a nord del Petén, fondandovi nuove città, fu presto smentita dalle successive indagini archeologiche che dimostrarono l'esistenza di insediamenti settentrionali già in tarda epoca classica. Nell'area del Petén i siti si connotano per la presenza di edifici in stile «Bec», caratterizzati da strutture a torre con finta facciata; procedendo verso nord, nel Campeche meridionale s'incontrano strutture templari di inconfondibile stile «Chenes» riconoscibili per le porte d'ingresso a dragonmouth, aventi cioè la forma di mostruose maschere animalesche. Nell'area Puuc, compresa tra il Campeche settentrionale e lo Yucatán, sorgono invece i più bei siti maya classici del nord, caratterizzati oltre che dalla sofisticata tecnica di costruzione, dal perfetto equilibrio delle forme e dall'estesa utilizzazione di elementi scolpiti sulla facciata delle strutture, che, spesso applicati a migliaia e dotati di evidenti valenze simbolico-religiose, costituiscono superbi mosaici in rilievo.

Accanto a Uxmal, vanno ricordate Labná, Kabáh e Sayil, tutti centri puuc, in parte responsabili della formazione della cultura tolteco - maya, fiorita nello Yucatán sotto il dominio tolteco in epoca postclassica, i cui modelli architettonici e artistici risultano decisamente ispirati allo stile maya - puuc.

La grande piramide

A differenza delle ricerche condotte in gran parte dei siti mesoamericani, le indagini archeologiche su Uxmal non hanno ancora prodotto evidenze cronologiche tali da poterne ricostruire la formazione. In assenza di stele iscritte e di codici ci si è basati sulla sola data rinvenuta, il 909 d.C., iscritta su una pietra angolare, sull'analisi della produzione fittile e delle stele non datate e sullo stile puuc degli edifici per la formulazione di ipotesi relative all'epoca di sviluppo del sito. I dati desunti lasciano supporre che l'occupazione di Uxmal si sia verificata tra la fine del periodo classico e l'inizio delle invasioni messicane dello Yucatán. Essa rappresenta il più sofisticato esempio di realizzazione urbanistica nel panorama della penisola e non a caso la capitale artistica del Puuc; a Uxmal la ricerca di un equilibrio formale tra spazio - volume e impianto ornamentale, attuata grazie a una sapiente e calibrata opera di sintesi architettonica, trova espressione in imponenti edifici caratterizzati tecnicamente dall'impiego del pietrisco a copertura di uno strato di calcare e artisticamente dall'elaborata decorazione della fascia superiore delle facciate. La riduzione dell'ornato alla parte alta degli edifici è indice significativo del senso della misura che connota tutta l'architettura puuc in cui la decorazione, per quanto cospicua e di effetto, non sconfina mai oltre i limiti della ricercata eleganza. Lo stile iconografico e la scultura di Uxmal presentano inoltre, anche se discontinuamente, tracce di prestiti esterni evidenti in tratti quali gli elementi scolpiti a tutto tondo di ispirazione messicana o la comparsa di immagini di Tlaloc, il dio messicano della pioggia, accanto alle effigi di Chac.

Tra i monumenti più rappresentativi del sito è il Palazzo del Governatore che si estende per quasi 100 metri, risultando formato da tre diverse ali erette su di una piattaforma, e che è costruito entro i confini di un'ampia corte.

Il palazzo del governatore

Al suo interno è diviso in ambienti non tutti intercomunicanti; all'esterno è la tipica decorazione di stile puuc, consistente in un'ampia fascia ornamentale di tre metri di altezza, formata da migliaia di blocchi litici scolpiti e perfettamente incastrati senza aiuto di malta, superbo mosaico riproducente ben 150 maschere stilizzate di Chac. Peculiare struttura monumentale di Uxmal sono i cosiddetti Quadrilateri, complessi di edifici disposti su livelli sfalsati e distribuiti su perimetri quadrangolari. Il quadrilatero denominato «Delle Monache» dagli Spagnoli ospita diversi edifici tra i quali si distingue per monumentalità il palazzo meridionale; è nel quadrilatero delle Monache, inoltre, in particolare nell'edificio occidentale e in quello settentrionale, che si trovano gli elementi di matrice messicana di cui si è detto che, anche se perfettamente inglobati nell'impianto figurativo dei festoni frontali a mosaico, conferiscono alle strutture connotazioni in qualche misura cosmopolite. L'edificio settentrionale è arricchito dall'aggiunta di fregi merlati nella parte superiore e dalla presenza, ai lati della scala d'accesso di strutture a portico sorrette da pilastri. In direzione nord - est è collocata, sempre entro il perimetro del Quadrilatero, la Casa delle Colombe, che deve il suo nome all'odierno aspetto simile a una colombaia, conferitole da una serie di pannelli decorativi che sormontano la struttura, ancora pressoché integri, a differenza della restante parte dell'edificio.

Quadrilatero delle monache, dettaglio

All'interno del recinto che ospita il Palazzo del Governatore è situato un altro dei numerosi quadrilateri di Uxmal: di dimensioni assai inferiori rispetto a quello delle Monache, il Quadrilatero detto Casa delle Tartarughe deve il suo nome alla presenza di elementi decorativi in altorilievo, raffiguranti tartarughe, disposti sul fronte della fascia ornamentale, nella parte alta della struttura conformemente ai canoni estetici tipici dell'architettura di Uxmal e ricorrenti in gran parte degli edifici costituenti il nucleo archeologico. La tecnica di edificazione sui resti di costruzioni preesistenti, diffusa in tutta la Mesoamerica, si trova mirabilmente esemplificala a Uxmal dalla Piramide dell'Indovino la cui odierna altezza complessiva è dovuta a successivi strati e stadi di sovrapposizione di corpi architettonici. La Piramide è infatti il risultato di una edificazione che nel corso dì circa 300 anni - stando alle datazioni ottenute dai rilievi archeologici - ha visto il sovrapporsi di ben cinque templi, con scale di accesso originariamente orientate ad est quindi ad ovest e in cui spicca la presenza nel IV tempio, di una suggestiva porta a dragonmouth. La porta aderisce al tradizionale modulo stilistico Chenes, si aggiunge agli altri segni esteriori di prestiti artistico-iconografici, indici di una vivace attività di scambio culturale fra Uxmal, e tutto lo Yucatán, ed altre regioni mesoamericane.

Piramide dell'indovino

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