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Lampi di cultura

Messico, I Maya nello spazio e nel tempo

Area culturale maya

L'antica civiltà maya fiorì per oltre duemila anni, dalla metà del primo millennio a.C. fino alla conquista spagnola del XVI secolo d.C. I suoi eredi culturali, che ancora oggi si contano a milioni, vivono nel Messico moderno e nella parte settentrionale dell'America Centrale. Gli antichi Maya sono famosi per il notevole livello raggiunto nel campo dell'arte, dell'architettura, della scrittura, della scienza e della pianificazione urbana nel complesso e difficile ambiente della penisola dello Yucatàn e delle aree circostanti. Negli ultimi anni innovative ricerche archeologiche, epigrafiche ed etnostoriche hanno trasformato la percezione scientifica di questa importante civiltà precolombiana e hanno dato vita a nuove prospettive sullo sviluppo degli antichi Maya. Gli studiosi sanno oggi che l'area maya era parte integrante di una più vasta area culturale nota come Mesoamerica, che include l'area maya e a nord gran parte del Messico; sanno anche che gli antichi Maya intrattenevano numerose relazioni economiche, politiche e ideologiche con popolazioni di altre zone del Messico, come quelle dei bassopiani della costa del Golfo, della valle di Oaxaca e della valle del Messico.

Rovine di Las Palmas, Uxmal

Lo spazio

L'area maya si estende per oltre trecentomila chilometri quadrati, su un territorio che oggi include il Messico meridionale (gli stati del Campeche, del Chiapas, del Tabasco, del Quintana Roo e dello Yucatàn), il Guatemala, il Belize e parti dell'Honduras e di El Salvador. Il confine settentrionale di questa regione coincide approssimativamente con l'istmo di Tehuantepec, mentre il confine meridionale è segnato dai fiumi Lempa e Ulùa, nel Salvador occidentale e nell'Honduras occidentale, rispettivamente. Quest'area può essere divisa in tre zone principali: i bassopiani, gli altopiani e la pianura e la zona pedemontana della costa Pacifica. I bassopiani e gli altopiani possono a loro volta essere divisi in zone meridionali e settentrionali. In queste zone si può identificare una grande varietà di ambienti, che non differiscono significativamente da quelli di duemila anni fa. I Maya sfruttarono con successo questi ambienti diversi e difficili ma dovettero anche far fronte alla loro fragilità e all'impatto di mutamenti improvvisi dati da calamità naturali come siccità o eruzioni vulcaniche. L'antica civiltà maya raggiunse lo zenith nei bassopiani e in particolare al sud, ma tutte le aree geografiche svolsero ruoli chiave nello sviluppo e nella fioritura di questa complessa e affascinante cultura precolombiana.


I bassopiani settentrionali. 

Erano coperti in passato da una fitta foresta così come lo sono ancora oggi in molte parti. La zona meridionale, con la maggiore piovosità annuale, era coperta da foresta tropicale, mentre quella settentrionale presentava piuttosto una fitta boscaglia. Questi bassopiani poggiano su uno strato calcareo inclinato con la parte alta a nord. Per questo, la zona settentrionale della penisola dello Yucatàn presenta suoli poco profondi sotto ai quali si trova subito il calcare poroso. L'acqua piovana viene rapidamente assorbita e i corsi d'acqua superficiali come i fiumi sono relativamente scarsi. La conservazione dell'acqua era quindi un problema fondamentale per gli antichi Maya di questa zona. I bassopiani settentrionali non presentano rilievi, tranne basse colline nella regione puuc che costituiscono l'unica eccezione nella piatta topografia. La coltivazione estensiva era apparentemente la norma, sebbene una grande varietà di tecniche, come ad esempio i terrazzamenti nella regione puuc, permettevano agli antichi Maya di intensificare la loro produzione agricola. Il sale veniva raccolto lungo le coste e prodotti specializzati come il miele erano oggetto di intenso commercio.


I bassopiani meridionali.

La parte meridionale della penisola dello Yucatàn è interessata da un'alta piovosità, specialmente nella zona sud dove la media annuale può superare i tremila millimetri. La foresta tropicale dei bassopiani meridionali ha suoli molto fertli ma fragili che - con l'attento controllo della durata delle coltivazioni e dei cicli di maggese - potevano offrire sostentamento a una popolazione numerosa. Veniva praticata sia l'agricoltura estensiva sia quella intensiva. La bonifica di aree paludose forniva inoltre fertili terre agricole dove impiantare coltivazioni intensive. Nella parte orientale dei bassopiani meridionali, le montagne maya fornivano vari materiali tra i quali la pietra dura, utilizzata per la fabbricazione di strumenti per la macinazione. Una serie di fiumi importanti come l'Usumacinta, il Rio de la Pasión, il Candelaria, il Nuevo Hondo e il Rio Belize si trovano nelle zone occidentale, meridionale e orientale dei bassopiani meridionali. I fiumi rappresentavano importanti rotte commerciali, forni-vano utili risorse alimentari e, con alcune modifiche come i terrazzamenti, permettevano un intensivo sfruttamento agricolo delle loro rive e delle pianure alluvionali. Oltre al mais, piante come il cacao (che era usato come moneta, oltre che per ottenere una pregiata bevanda al cioccolato) e il cotone venivano coltivate in località fluviali.

Statuetta femminile, periodo Preclassico Medio

Gli altopiani.

L'area è caratterizzata da grandi rilievi, con vette che talvolta superano i quattro-mila metri. Sugli altopiani meridionali, che sono anche zona sismica, vi sono alcuni vulcani attivi, responsabili di devastazioni e catastrofi nella vita dei Maya, antichi e moderni. Il clima degli altopiani è essenzialmente temperato ma in alcune zone, in particolare in quelle più settentrionali, è quasi tropicale. Gli altopiani settentrionali sono relativamente più umidi di quelli meridionali, raggiungendo in alcune aree una piovosità pari a quella dei bassopiani meridionali. Entrambe le aree hanno un notevole potenziale agricolo, in particolare le numerose valli che solcano le montagne. Alcuni fiumi importanti come il Grijalva, l'Usumacinta e il Motagua, nascono sugli altopiani. I rilievi offrono importanti risorse minerali come le pietre dure da cui ricavare attrezzi per la macinazione, la giada che era un bene di commercio particolarmente prezioso e l'ossidiana, l'importante vetro vulcanico i cui giacimenti principali si trovano sugli altopiani meridionali, che era ampiamente commercializzato in tutta l'area maya. La pianura e la zona pedemontana della costa sul Pacifico.

È una zona altamente produttiva, che corre lungo l'intero margine meridionale dell'area maya. È interessata da una piovosità relativamente alta e comprende una grande varietà di fertili regioni agricole. Include l'attuale linea di costa, accesso diretto a una notevole quantità di risorse marine e dove si può raccogliere il sale. In alcune zone della costa vi sono lagune ricche di vita animale e vegetale. La pianura costiera è solcata da un gran numero di piccoli fiumi che dai vicini altopiani scorrono verso sud e che bagnano grandi estensioni di fertili terre. La linea di costa e i molti fiumi costituivano importanti rotte commerciali, sfruttate dagli antichi Maya nel corso dei secoli. La zona pedemontana settentrionale, alla base degli altopiani, permetteva la coltivazione intensiva di importanti piante come il cacao. Nel corso della storia, il cuore demografico, politico ed economico dell'antica civiltà maya si spostò in questa grande area geografica. La nascita di strutture sociali organizzate avvenne nella zona costiera e pedemontana del Pacifico. Poco più tardi, iniziarono a progredire rapidamente sia gli altopiani che i bassopiani; la scrittura si sviluppò nella prima zona e l'architettura nella seconda. Furono infine i bassopiani a caratterizzarsi come cuore della civiltà maya, prima al sud e più tardi al nord, anche se altopiani e zona costiera e pedemontana del Pacifico furono teatro di importanti sviluppi nella fase più tarda della storia della civiltà maya. L'epilogo avvenne con l'arrivo degli europei quando, a partire dall'inizio del XVI secolo, l'intera area fu conquistata dagli Spagnoli con tempi e intensità della conquista significativamente diversi da zona a zona.

Vaso malacomorfo, periodo Tardo Classico

Il tempo

L'area maya fu inizialmente occupata alla fine dell'ultima era glaciale, oltre diecimila anni fa. Nel corso dei successivi millenni, piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori nomadi sfruttarono le abbondanti risorse animali e vegetali della zona, lasciando frammenti di utensili in pietra quali occasionali tracce delle loro brevi occupazioni. L'inizio della coltivazione del mais, pianta di importanza fondamentale, può attualmente essere fatto risalire alla metà del quarto millennio a.C. Al secondo millennio a.C. risale invece l'inizio della vita stanziale in villaggio, basata sulla raccolta e sull'immagazzinamento di piante coltivate. È questo il momento in cui identificare le radici dell'antica civiltà maya. La cronologia è tradizionalmente divisa in tre parti, Preclassico, Classico e Postclassico, con ulteriori suddivisioni interne. Questi periodi cronologici furono inizialmente formulati per marcare importanti cambiamenti nella storia maya, in particolare quello che fu poi ritenuto il culmine della civiltà: il periodo Classico dei bassopiani meridionali. Recenti studi hanno dimostrato che le caratteristiche principali del periodo Classico, come scrittura, arte e architettura monumentali, volta in aggetto e ceramica policroma, erano già diffuse in epoca preclassica. Le ricerche hanno poi dimostrato che il Postclassico non fu un periodo di declino seguente la fine del Classico e che anche altre zone, oltre ai bassopiani meridionali, furono teatro di significativi sviluppi culturali. La tradizionale periodizzazione della storia maya rimane vigente sia in ambito scientifico che in quello popolare. E tuttavia utile, per evitare confusioni, raggruppare questi periodi tradizionali in tre fasi più lunghe, Iniziale (dal2000 al 300 a.C.), Media (dal 300 a.C. al 1200 d.C.) eTarda (dal 1200 al 1540), che usano termini neutrali e meglio si adattano alle tendenze generali di sviluppo della civiltà maya di quanto non faccia lo schema tradizionale. La fase Iniziale include il Preclassico Iniziale e Medio; la fase Media include il Tardo Preclassico, il Classico Iniziale, il Tardo Classico, il Classico Finale e il Postclassico Iniziale, la fase Tarda corrisponde invece al Tardo Postclassico e alla conquista spagnola. La discussione che segue sarà organizzata sulla base di queste fasi più ampie e dei periodi più brevi al loro interno.

Statuetta antropomorfa periodo Tardo Classico

La fase Iniziale (2000-300 a. C.). 

Gli studiosi fanno risalire l'inizio della civiltà maya alla fase Iniziale, quando stabili insediamenti agricoli, dove si coltivavano piante come il mais, erano am-piamente diffusi nell'area stessa. Anche l'affermarsi di complessi sviluppi tecnologici, economici, politici, artistici e religiosi può essere fatto risalire a questa fase.

La fertilità della costa sul Pacifico e della zona pedemontana e la disponibilità di una grande varietà di risorse alimentari attorno alle lagune costiere portò alla nascita dei primi villaggi e al loro ruolo di protagonisti nello sviluppo culturale dell'area maya, seguiti ben presto da quelli degli altopiani e dei bassopiani meridionali. Nei secoli successivi, la crescente popolazione di quest'area si spostò in zone precedentemente non occupate e le dimensioni dei villaggi agricoli aumentò. Tra il 1000 e il 500 a.C. l'aumento demografico e la scarsità di terre per l'insediamento e per la coltivazione portarono alla formazione di agglomerati più grandi di popo-lazione e al conseguente sviluppo amministrativo, a forme di agricoltura intensiva per sostenere la crescente popolazione e, infine, alla nascita di conflitti per le terre e per le risorse sempre più scarse. I primi segni visibili di mutamento iniziarono intorno al 500 a.C., se non prima, quando diversi centri iniziarono ad accrescersi rapidamente e grandi edifici pubblici vennero eretti in centri come Nakbé, El Mirador e Tikal, nei bassopiani meridionali e Kaminaljuyù ed El Portón, sugli altopiani. Pietre monumentali incise con immagini di governanti locali apparvero prima sugli altopiani e nell'area costiera. È evidente che i governanti erano ora capaci di mobilitare considerevoli quantità di forza lavoro per innalzare grandi edifici pubblici e di utilizzare la scultura monumentale per celebrare e consolidare il loro potere econo-mico, politico e religioso. Già in questa fase i Maya interagivano con gruppi delle aree vicine, come gli Olmechi della costa del Golfo, i Mixe-Zoque insediati sulla costa del Pacifico e sugli altopiani vicini e gli Zapotechi di Oaxaca. Tali interazioni alimentarono il commercio e l'introduzione di nuove idee e ideologie. La scrittura glifica e il calendario, per esempio, furono inventati a nord dell'area maya, in luoghi come la valle di Oaxaca. Queste invenzioni si diffusero nell'area maya dove vennero sviluppate per dare vita al complesso sistema di scrittura prima della fine della fase Iniziale. Quelle che gli archeologi definiscono "signorie" nacquero proprio in questa fase, quando molti insediamenti maya accrebbero la loro complessità culturale e vennero gettate le fondamenta degli stati e delle città.

Altare a forma di anello di probabile uso sacrificale, periodo Postclassico Iniziale

La fase Media (300 a.C.-1200 d.C.).

È questa l'epoca in cui la civiltà maya raggiunse il suo apogeo. Le città si estesero sino alle massime dimensioni, i sovrani godettero di immensi poteri e i successi artistici, architettonici e scientifici furono straordinari. Se i bassopiani meridionali furono il cuore di questi sviluppi culturali, anche in tutte le altre aree geografiche si ebbero sviluppi significativi durante questa fase. Gli studiosi oggi sanno che tutte le caratteristiche distintive della civiltà maya del periodo Classico erano già presenti sin dal Tardo Preclassico, se non da periodi ancor più antichi. In particolare, la nascita dei centri urbani, del potere politico, e del potere dinastico può essere fatta risalire al periodo Classico sia sugli altopiani che nei bassopiani.

Le iscrizioni glifiche con informazioni calendariche e storiche si diffusero sugli altopiani, nella zona pedemontana e nella zona costiera del Pacifico e presto si diffusero anche nei bassopiani. Queste iscrizioni, su monumenti in pietra, erano associate nelle prime due zone alla rappresentazione dei governanti. Dalla metà del Tardo Preclassico si iniziò a usare anche il sistema calendarico tipicamente maya, il cosiddetto "conto lungo", basato sulla misurazione lineare del tempo a partire da una data di partenza, corrispondente al 3114 a.C. Queste associazioni e l'uso del conto lungo non divennero comuni nei bassopiani prima del periodo Classico. Centro dello sviluppo culturale durante la prima parte della fase Media furono gli altopiani, la zona pedemontana e la zona sul Pacifico, in particolare gli altopiani meridionali. Il più importante centro maya dell'epoca fu Kaminaljuyù, entro i limiti urbani dell'attuale Città del Guatemala. Kaminaljuyù gestì un importante giacimento di ossidiana vicino alla città e poteva anche controllare le principali rotte commerciali tra la zona sul Pacifico e i bassopiani. Nel frattempo, in quest'ultima zona, siti come El Mirador e Tikal accrebbero la loro importanza.

I sovrani di Tikal costruirono alcune delle piìi grandi strutture mai erette nell'area maya, con immense piattaforme di pietra a sostegno di imponenti edifici per i notabili della città. Verso la fine del Tardo Preclassico i centri urbani degli altopiani e della zona sul Pacifico iniziarono a declinare, come anche alcuni dei centri dei bassopiani. Una delle cause di questo declino può essere stata, direttamente o indirettamente, l'eruzione del vulcano Ilopango, nei pressi del confine orientale degli altopiani meridionali, avvenuta attorno al 250 d.C. L'eruzione causò grandi distruzioni, affossò la produzione agricola e danneggiò gravemente il commercio. Centri dei bassopiani come El Mirador, che avevano rapporti stretti con gli altopiani, ne furono probabilmente danneggiati fino alla decadenza. Altri centri preclassici iniziarono invece una nuova fioritura nel III secolo d.C. Il potere dinastico già diffuso sugli al-topiani si radicò nei bassopiani a tal punto che sia i siti più vecchi come Tikal, sia altri relativamente giovani come Copàn nei pressi della frontiera meridionale dei bassopiani, crebbero in dimensioni e in importanza sotto la guida politica delle dinastie regnanti. Fu in questo periodo che il centro economico e politico della civiltà maya si spostò dagli altopiani ai bassopiani. Sebbene Kaminaljuyù e altri siti degli altopiani avessero conosciuto un nuovo sviluppo alla fine del Tardo Preclassico, avevano tuttavia perduto per sempre quel ruolo preminente ora passato ai centri dei bassopiani.

Scultura zoomorfa, periodo Classico Finale

Periodo Classico.

La popolazione dei centri più antichi aumentò, vennero fondate molte nuove città e il paesaggio si arricchì di una sempre più numerosa popolazione. I bassopiani settentrionali prosperarono e regioni come quella del Rio Bec, al confine settentrionale dei bassopiani meridionali, raggiunsero il loro apogeo verso la fine di questo periodo. Nonostante l'acceso dibattito accademico sulle stime demografiche, all'inizio del Tardo Classico la popolazione totale dei bassopiani dovette superare i cinque milioni di individui e i centri più grandi come Tikal, dovettero ospitare diverse decine di migliaia di abitanti. Le arti e l'architettura fiorirono e importanti scoperte ven-nero fatte in astronomia e in matematica. Parallelamente si sviluppò un intricato sistema ideologico, popolato da numerose divinità e da molteplici personaggi. Le divisioni sociali si esarcerbarono: una ristretta élite accrebbe il suo potere e la sua ricchezza, mentre un vasta classe contadina forniva cibo e forza lavoro alle città in espansione. È oggi in corso un acceso dibattito tra gli studiosi per definire se quest'ultima classe fosse a sua volta suddivisa in una serie di altre classi. Recenti straordinari progressi nella decifrazione dei testi geroglifici maya hanno permesso agli studiosi di apprezzare il complesso panorama politico dei bassopiani del periodo Classico e lo sviluppo e la decadenza delle fortune politiche di singole città o di di-nastie regnanti. Importanti ricerche archeologiche nei grandi centri urbani di Tikal e Calakmul, insieme a nuove letture dei testi storici, hanno fatto luce sulle rivalità tra queste due città che (prima Calakmul e poi Tikal) guadagnarono potere e influenza, diretta o indiretta, su un gran numero di altri centri dei bassopiani. Importanti ricerche in corso a Copàn hanno permesso di inserire il potere dinastico, la crescita architettonica, l'insediamento urbano e rurale e l'ecologia della valle di Copàn nel quadro estremamente complesso della crescita e della decadenza della città nel periodo Classico.

Pittura murale, Mayapan

L'area maya giocò in questo periodo un ruolo importante anche nell'ambito del più vasto sistema culturale mesoamericano. Città come Tikal e Kaminaljuyù tenevano relazioni con Teotihuacan, la grande città del bacino del Messico e merci pregiate e persone si muovevano su distanze relativamente grandi. Verso la fine dell'VIII secolo d.C., dopo un lungo periodo fiorente, molte delle principali città dei bassopiani meridionali videro rapidamente diminuire popolazione e potere. A partire da questa data, la zona rimase scarsamente popolata e divenne drasticamente meno importante sia dal punto di vista economico che politico. Le cause di questo declino sono sistemiche e molteplici, dallo stress demografico, dalla possibile siccità, all'interruzione dei commerci, ai conflitti tra le diverse città. Gli studiosi hanno a lungo ritenuto che la civiltà maya fosse collassata nel IX secolo d.C., ma recenti ricerche indicano che l'ipotesi non è esatta. In primo luogo alcune città dei bassopiani meridionali, in particolare quelle ubicate vicino alle rotte commerciali e ad aree di produzione del cacao e del cotone, continuarono a fiorire mentre altre città erano già in declino. In secondo luogo i centri dei bassopiani settentrionali, in particolare Chichén Itzà e i siti della regione puuc come Uxmal, Kabah, Sayil e Labnà, iniziarono a prosperare proprio quando le città dei bassopiani meridionali stavano decadendo. Infine, mercanti marittimi maya Chontal o Putun, provenienti dai bassopiani della costa del Golfo del Tabasco e del Campeche in contatto con molte aree dell'antica Mesoamerica, iniziarono in quest'epoca ad allargare la loro influenza sia sugli altopiani, sia sui bassopiani, per concentrare infine la loro attenzione sui bassopiani settentrionali. Così, il centro demografico, politico ed economico della civiltà maya, proprio come nella prima parte della fase Media si era spostato dagli altopiani meridionali ai bassopiani meridionali, allo stesso modo si spostò ancora, verso la fine della stessa fase, dai bassopiani meridionali a quelli settentrionali. La civiltà maya non collassò ma continuò a prosperare in modo differente e su scala ridotta. Durante il Classico Finale alcune città dei bassopiani meridionali, molti nuovi centri degli altopiani settentrionali, Chichén Itzà, le città della regione puuc e altri centri dei bassopiani settentrionali vissero una nuova fioritura che portò Chichén Itzà a centro maya dominante. Ricerche in questo grande sito e in altre zone del nord come Isla Cerritos, sulla costa settentrionale, gettano nuova luce su questa enigmatica città e indicano che essa ebbe una diffusa influenza politica, militare ed economica su tutti i bassopiani settentrionali durante il Classico Finale e il Postclassico Iniziale. Essa giocò probabilmente un ruolo chiave nella rapida decadenza delle città puuc nel X secolo d.C. Ebbe anche una grande importanza religiosa e il suo sacro pozzo o cenote era importantissima meta di pellegrinaggi. I suoi governanti, probabilmente Maya Chontal, avevano strette relazioni con altri gruppi della Mesoamerica, specialmente del Messico centrale. La maggior parte degli studiosi oggi ritiene che questa grande capitale politica non sia stata conquistata dai Toltechi del Messico centrale e che le somiglianze tra la Tuia tolteca e la Chichén Itzà maya siano il risultato di mutui rapporti culturali. Verso la fine del Postclassico Iniziale, Chichén Itzà declinò per ragioni ancora non del tutto chiare e i bassopiani settentrionali si frammentarono in un gran numero di piccole entità politiche.

Architrave 24 di Yaxchilan, periodo Classico

La fase Tarda (1200-1540 d.C.).

Questo periodo fu testimone di importanti cambiamenti culturali dell'antica civiltà maya, tra i quali possiamo ricordare una nuova enfasi nelle attività commerciali, il mutamento degli schemi urbani, la significativa diminuzione degli investimenti di forza lavoro in grandi opere architettoniche destinate a celebrare la classe dominante e le sue città e una nuova forma di controllo politico. Quest'ultima è caratterizzata dall'emergere di una vasta confederazione politica guidata da Mayapàn, centro dei bassopiani settentrionali che, all'interno delle mura che la circondavano, ospitava circa dodicimila persone. Il commercio marittimo a lunga distanza attorno alla penisola dello Yucatàn acquisì grande importanza e stimolò la nascita di molti centri commerciali, come l'isola di Cozumel al largo della costa orientale, che divennero punti nodali nello scambio di beni come cotone, miele e sale. Sugli al topiani una serie di centri regionali nati verso la fine della fase Media, tra i quali possiamo ricordare Utatlàn (capitale dei Maya-Quiche) e Iximche (capitale dei Maya Cakchiquel), accrebbero il loro potere e la loro egemonia politica. Queste città erano ancora nel pieno della fioritura all'epoca della conquista spagnola del XVI secolo. Mayapàn era invece decaduta verso la metà del XV secolo e il panorama politico dei bassopiani all'arrivo degli Spagnoli era caratterizzato da centri politici piccoli e indipendenti. La conquista spagnola dell'area maya, iniziata con i primi viaggi di Hernàndez de Cordoba, Grijalva e Cortés dal 1517 al 1519, fu completata essenzialmente negli anni quaranta del XVI secolo, anche se alcune zone non furono conquistate fino al secolo successivo e alcuni gruppi maya resistettero al controllo spagnolo e messicano sino all'epoca contemporanea. La conquista spagnola annientò la maggior parte della classe dominante maya e della sua cultura; le nuove malattie introdotte, come morbilo e vaiolo, uccisero gran parte della popolazione. Nel loro complesso, le diverse conseguenze della conquista spagnola portarono, dopo oltre due millenni, alla fine della civiltà maya.

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