Corsi in diretta Lezioni Audioviaggi
Lampi di cultura

Cipro, tradizioni e popoli

Monastero Aghia Napa

Collocata all'estremità orientale del Mediterraneo, Cipro è stata il punto d'incontro delle grandi civiltà del mondo antico e medievale, in quanto crocevia tra Oriente e Occidente. Conosciuta dall'antichità come il luogo natale di Afrodite-Venere, si trova proprio sulla rotta percorsa dai pellegrini medievali diretti ai luoghi sacri delle tre religioni monoteistiche, nonché sulle vie commerciali marittime più importanti fino all'età moderna, sulle quali si riversava il via vai dei mercanti e dei guerrieri dell'epoca. In ragione di questa fortunata posizione geografica, delle ricchezze naturali come pure della dimensione ridotta (con relativa cronica debolezza politico-militare), e ancora, a causa della presenza di grandi potenze nell'area mediorientale, l'isola subì una lunga serie di dominazioni da parte di potentati stranieri, di cui una conseguenza fu il continuo afflusso di genti diverse; la qual cosa alimentò, nel corso dei secoli, l'incontro e lo scontro di diverse culture sul suo suolo.


Ciononostante non si può negare che, a partire dalla prima grande colonizzazione dei Micenei, avvenuta nel XIII secolo a.C., l'identità greca si sia conservata fino a oggi nella maggioranza della popolazione cipriota. Le diverse dominazioni straniere successive all'ellenizzazione non riuscirono, infatti, a sopraffare la primitiva etnia e la sua cultura, nonostante l'inserimento nel corso dei secoli di numerose comunità di coloni stranieri.


La particolare identità di Cipro e del suo popolo è quindi il frutto di invasioni, trasporti e scambi di popolazione e di continue influenze culturali dalle civiltà dei territori circostanti. Minoici, Micenei e Fenici, Assiri, Egizi e Persiani dominarono Cipro prima del suo inserimento nei grandi imperi creatisi dall'unificazione politica imposta sulle due sponde del Mediterraneo, anzitutto da Alessandro Magno e dai suoi successori, poi dai romani. Cipro condivise le sorti delle principali province dell'impero romano d'Oriente che, soprattutto a partire dall'imperatore Giustiniano I, si era "ellenizzato" al punto da differenziarsi in misura sostanziale dall'impero romano d'Occidente. La popolazione cipriota fu così segnata in particolare dalla religiosità bizantina, caratterizzata dalla presenza di eresie come il monofisismo e il nestorianesimo, dagli scontri iconoclastici, dall'imposizione della guida spirituale del patriarcato di Costantinopoli in opposizione alla sede papale di Roma.

Cattedrale di Famagosta

Più significativamente, Cipro poté testimoniare ininterrottamente dal VII al X secolo lo scontro fra cristianesimo e islam: il compromesso fra bizantini e arabi, in base alle clausole di un trattato steso dalle due potenze nella seconda metà del VII secolo, costrinse l'isola ad accettare i coloni musulmani, a restare neutrale e a dividere le entrate fiscali fra il califfato arabo e l'impero bizantino.


L'avanzata verso occidente a danno dei territori bizantini delle diverse tribù turcomanne significò per Cipro l'afflusso di migliaia d'immigrati maroniti, armeni e copti. Qualche anno più tardi avvenne una svolta nella storia di Cipro, che avrebbe condizionato la sua futura esistenza: l'isola fu coinvolta nel grande movimento che segnò la storia d'Europa durante gli ultimi secoli del medioevo, ossia la progettazione e la realizzazione delle crociate per la riconquista di Gerusalemme e la creazione di egemonie di carattere feudale nei territori della zona mediorientale. Così, quando nel corso della terza crociata Riccardo Cuor di Leone conquistò Cipro (1191) - in seguito al rifiuto di Isacco Comneno di permettere alle navi della sua compagine di rifornirsi - trovò a Limassol, dove sbarcò, un gruppo non esiguo di occidentali, prevalentemente veneziani, che lo accolsero benevolmente.

L'oriente latino tra il XII e il XIII secolo

Non intendendo mantenerne il possesso, dopo averla saccheggiata, Riccardo vendette Cipro ai cavalieri Templari e poi al suo vassallo Guido (Guy) Lusignan di Poitou, già re di Gerusalemme (1186-1187) fino alla conquista del regno da parte di Saladino (Salah-al-Din). I legami del regno di Cipro con quello di Gerusalemme erano strettissimi, soprattutto in quanto a organizzazione delle istituzioni che non erano diverse da quelle dei territori crociati.


Alla fine del XII secolo, quindi, Cipro smise di appartenere all'impero bizantino, ormai eroso nei propri territori dalla progressiva avanzata franca e turcomanna; da quel momento in avanti l'isola entrava a far parte del mondo occidentale, proiettato in Medio Oriente dalle operazioni crociate con la costituzione di contee e di principati in Terra Santa.


Ciononostante, questo cambiamento politico produsse pochi effettivi mu-tamenti per i ceti più deboli della popolazione: i contadini greci, armeni, maroniti o altri che fossero continuarono ad essere sottoposti alla giurisdizione dei signori feudali con cui dovevano condividere il ricavato dei propri raccolti, mentre in materia di diritto civile erano sottoposti alla giurisdizione delle autorità ecclesiastiche della confessione di appartenenza.


L'inserimento dei nuovi arrivati occidentali negli alti ceti sociali del regno cipriota era garantito dalla loro appartenenza religiosa, in quanto fedeli alla Santa Romana Chiesa. Quanto agli ortodossi dell'isola l'esclusione dal possesso feudale e, almeno per i primi decenni dall'arrivo dei franchi, dalla possibilità di contrarre matrimoni con i latini per poter far parte del ceto nobiliare, veniva compensata dalla partecipazione all'amministrazione locale, inizialmente limitata e comunque possibile solo a chi possedeva un minimo livello di educazione. Un ulteriore timido inserimento di elementi nuovi nella nobiltà franca fu offerto con il conferimento dello status di cavaliere ad alcuni greci, nell'ambito della politica di crociata promossa durante il regno di Pietro I (1359-1369). Questi due fenomeni, la partecipazione all'amministrazione e il cavalierato, crearono le basi per la formazione di un ceto di greci borghesi funzionari dell'amministrazione del regno, partecipi contemporaneamente a entrambe le culture della popolazione di Cipro, quella franco-cattolica e quella bizantino-ortodossa. Fu questo gruppo sociale, dunque, a generare nel tempo un ulteriore scambio interculturale fra i due principali elementi culturali della società cipriota, portando infine alla progressiva ellenizzazione dell'amministrazione del regno.

Abbazia di Bellapais

L'elemento culturale greco nel carattere del regno, originariamente franco, fu rafforzato non solo fra i medi strati sociali ma anche all'interno della corte reale, soprattutto a partire dalla reggenza di Giovanni II Lusignan (1423-1458). Con l'arrivo a Cipro della regina Elena Paleologo, figlia dell'italiana Cleopa Malatesta e di Teodoro II, despota di Morea, la famiglia reale si legò strettamente all'elemento greco della popolazione: Elena fece spazio alla locale borghesia greca e ai membri della sua corte, reduce dal Peloponneso, nell'amministrazione del regno e appoggiò la crescita dell'ortodossia, accogliendo numerosi profughi da Costantinopoli dopo la caduta della città in mano agli ottomani (1454).

Kantara

Conway SRL | Piazza San Domenico, 2 40124 Bologna
PIVA 04166850372 - CF 02464170378
Tel. 39051.233.716 - Fax: 39051.220.723