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Grecia, Rodi antica

La leggenda narra che il Sole, trascurato da Zeus nella divisione della terra, scelse Rodi come suo territorio facendola emergere dal mare (Pindaro, Olimpica VII, 54-71). Secondo un'altra tradizione mitica (Iliade, II, 653-671) Rodi sarebbe stata occupata da Tlepolemo e dai suoi seguaci, provenienti da Argo; ognuna delle tre tribù in cui tali genti erano divise avrebbe popolato le tre principali città dell'isola, Camiro, laliso e Lindo.

Abitata continuativamente fin dall'età preistorica, a partire dalla tarda età del bronzo Rodi fu colonizzata da nuclei di genti minoiche; di cospicuo interesse risultano i resti dell'abitato di Trianda, nel territorio di laliso. L'agglomerato, probabile scalo com-merciale, fu attivo tra il 1550 e il 1410 a.C. ca. e forse interessato da una successiva occupazione micenea. Rodi sembra essere stato infatti il più grande centro di civiltà micenea fuori della Grecia, attivo probabilmente nel movimento di colonizzazione mi-cenea nel Mediterraneo. Dopo la fine della civiltà micenea (1100 a.C. ca.), il popola-mento dell'isola è documentato da rinvenimenti della fine del sec. X a.C. Nei santuari di Atena a Camiro, laliso. Lindo sono inoltre attestati depositi di ex voto i cui materiali più antichi sono stati datati al sec. IX a.C., mentre risalgono al sec. VIII-VI a.C. rinvenimenti tombali effettuati in vari settori dell'isola; tra i più noti figurano quelli di Exochì e di Vati.

Di notevole importanza è l'abitato di Vroulià, ubicato nel settore meridionale di Rodi; databile nel corso del sec. VII a.C., sembra costituire uno dei più antichi esempi di impianto urbano rettilineo. La storia politica di Rodi è poco nota fino al sec. VI a.C. L'isola partecipò al movimento di colonizzazione dell'Occidente di epoca storica; l'unica colonia sicuramente rodia a noi nota è Gela, in Sicilia, alla cui fondazione (688 a.C. ca.) contribuirono anche contingenti cretesi. Tra il sec. VIII e il VI a.C. Rodi risulta ben inserita in circuiti commerciali che la legavano alla Ionia, alla Grecia, all'Egitto; da tali aree provengono infatti oggetti (ceramiche, statuette, amuleti ecc.) rinvenuti in sepolture dell'isola.

Sottoposta più tardi alla dominazione persiana, Rodi partecipò con la propria flotta alla battaglia di Salamina (480 a.C.); successivamente entrò nella lega delio-attica. Nel 411, dopo la vittoria spartana nelle acque di Sime, Rodi si ribellò ad Atene e, di conseguenza, a Camiro, laliso. Lindo furono instaurati regimi oligarchici. Nel 408-407 a.C. dal sinecismo dei tre principali centri dell'isola nacque la città di Rodi, che diventò la capitale del nuovo stato unitario.

L'isola rimase oligarchica e filospartana fino al 396 a.C., quando si riavvicinò ad Atene. Nel 378-377 a.C. aderì alla rinnovata lega attica rientrando quindi nell'orbita politica ateniese. Nel 357 a.C. la città di Rodi insorse contro Atene; in seguito cadde sotto la tutela di Mausolo, satrapo di Caria, che vi abbatté il regime democratico. Dopo aver tentato inutilmente di ribellarsi, Rodi restò sottoposta alla Persia. Nel 332 a.C. dichiarò la sua sottomissione ad Alessandro Magno, ma alla sua morte riacquistò la propria indipendenza mantenendola nei confronti degli stati dei diadochi. Nel 305 a.C. Rodi fu assediata, senza successo, da Demetrio Poliorcete; nel 164 a.C. entrò nell'alleanza romana.

L'istituzione del porto franco di Delo, però, voluta da Roma, ebbe ripercussioni negative sull'economia dell'isola. Incursioni barbariche (Goti nel 269, Isauri nel 470 d.C.) e terremoti (155,345 ca., 515 d.C.) dovettero certamente favorire il progressivo abbandono degli antichi centri abitati.

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