Lampi di cultura

Grecia, La via Egnatia

Ricostruzione del probabile tragitto della Via Egnatia

Il tracciato della Via Egnatia, pur essendo noto nel suo insieme, non è stato ancora identificato con esattezza in tutti i suoi tratti nonostante negli ultimi due secoli vi sia stata una notevole attenzione da parte degli studiosi per questa antica strada romana. Due erano i punti di partenza: da Dyracchium (l'attuale Durazzo) e Apollonia (un tempo antico e importante porto dell'adriatico) le due direttrici si riunivano nella città di Claudiana e da qui la strada proseguiva fino all'importante porto di Salonicco. Nel IV secolo d.C. la necessità di collegare Costantinopoli, centro militare e politico dell'impero, al sistema di comunicazione imperiale portò alla decisione di allungare la strada fino alla nuova capitale. La Via Egnatia verso Occidente si collegava idealmente, dopo un breve tragitto via mare, a Brindisi e, tramite la Via Appia, a Roma.


Come quasi tutte le strade realizzate dai romani, la Via Egnatia rispondeva alla necessità della Repubblica e poi dell'Impero di potere proiettare la propria formidabile forza, in questo caso nei Balcani e verso il Bosforo. La costruzione, iniziata nel 148 a.C. e compiuta nel 120 a.C., era divenuta necessaria dopo l'esito vittorioso della guerra contro il Regno di Macedonia e l'istituzione della provincia di Macedonia e Acaia.

Salonicco, Arco di Galerio, particolare. In piedi ai lati della dell'altare a portare offerte, vi sono i due tetrarchi Galerio e Diocleziano

Così come il suo tracciato, anche le origini del nome della Via Egnatia sono rimaste per secoli incerte e materia di discussione tra gli studiosi: inizialmente si riteneva che il nome attribuito alla via fosse dovuto ad una città portuale di origine greca posta sulla costa della Puglia, Ganthìa (successivamente latinizzata in Egnatia). La questione venne definitivamente risolta nel 1974 quando venne rivenuto, presso il fiume Gallikos, non lontano da Salonicco, un cippo militare blingue (greco e latino) datato alla seconda metà del II secolo a.C. Il miliario recava il nome del probabile costruttore della strada, il Proconsole di Macedonia Cnaeus Egnatius, figlio di Caius, e faceva finalmente chiarezza sulla data di costruzione della strada e sull'origine del nome.

Mosaico pavimentale delle Tre Grazie, Egnazia

Lungo la strada erano presenti stazioni di posta per i viaggiatori privati (le mansiones e le mutationes), ma per i funzionari pubblici, i militari e la posta erano a disposizione alloggi più adeguati (praetoria, praesidia, fora, palatia) che vennero utilizzati ancora per tutto il medioevo.

Elemento fondamentale della Via erano i miliaria, blocchi per lo più cilindrici posizionati lungo le strade ad intervalli fissi, ogni mille passi, ossia un miglio e perciò detti miliari. Su questi cippi era segnata l'indicazione progressiva delle distanze (dall'inizio della strada o dalla località vicina più importante, già superata o da raggiungere) e il nome e la carica del magistrato che aveva fatto costruire o restaurare la strada.

Tratto della Via Egnatia particolarmente ben conservato

La Via Egnatia sopravvisse ai suoi costruttori e, anche dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente, venne utilizzata nel corso dei secoli da innumerevoli popoli ed eserciti: dai Bizantini, ai popoli Slavi, agli Ottomani; il suo tracciato venne anche seguito dai numerosi eserciti crociati diretti verso la Terrasanta. Benché ovviamente le condizioni della strada fossero deteriorate, essa non perse mai il suo importante ruolo di arteria vitale per i commerci o anche solo per il viaggio delle persone, dei politici, dei missionari. Luogo di incontro di tante culture e religioni diverse, ripercorrere oggi l'antico tracciato della Via Egnatia è un modo per riflettere sulle vicende dell'Europa di oggi: di come strade e ponti, e non muri e confini ,siano il modo migliore per permettere a popoli diversi di prosperare insieme.

Mosaico di Heraclea, lungo la Via Egnatia

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