Lampi di cultura

Inghilterra, Oxford, Ashmolean Museum

Frammento di statua di Sobek, il dio con la testa di coccodrilo, 1900 a.C. circa

La collezione egizia dell' Ashmolean museum conta circa 50.000 oggetti provenienti dalla Valle del Nilo dalla preistoria fino al VII secolo d.C, ed è tra le più notevoli della Gran Bretagna.


I primi reperti egizi giunsero all'Ashmolean nel 1683 - anno della fondazione del museo - ma le acquisizioni più corpose avvennero nel periodo che va dal 1880 fino alla fine degli anni Trenta, uno dei periodi più prolifici degli scavi britannici in Egitto. Gli scavi, cominciati dall'Università di Oxford nell'Egitto meridionale e nel Sudan nel 1910, vennero diretti e in gran parte finanziati da Francis Llewellyn Griffith, primo professore di Egittologia ad Oxford.

Particolare di pittura murale, rappresentante Akhenaten e Nefertiti con le loro figlie XIV secolo a.C.

I reperti più significativi risalgono al periodo Predinastico e a quello Arcaico (grossomodo dal 5000 al 2650 a.C.) e provengono dagli scavi di Naqada, Abydos, Koptos e Hierakonpolis. I pezzi più significativi sono la cosiddetta "Tavola dei due cani", la mazza a forma di testa di scorpione e una statua del re Khasekhem (seconda dinastia,2700–2686 a.C. circa).


Il museo ospita una delle più vaste e belle collezioni di oggetti e monumenti funerari: una serie di preziosissimi sarcofagi da un gruppo appartenente ad una tomba di famiglia di un sacerdote tebano (venticinquesima dinastia, 770 - 713 a.C.) scoperto all'interno del tempio della regina Hatshepsut a Deir el-Bahri.

Stele funeraria risalente al Medio Regno

Dagli scavi a Tell el-Amarna, la capitale del cosiddetto 're eretico' Akhenaton (Nuovo Regno, diciottesima dinastia, circa 1353-1335 a.C.), provengono molte sculture e oggetti di vita quotidiana e alcuni frammenti di dipinti tra i quali il più famoso è senz'altro l' "Affresco della principessa".

Gli scavi condotti dal professor Griffith in Nubia (attuale Egitto meridionale e Sudan settentrionale) hanno portato ad Oxford una notevole collezione di materiali proveniente da questa regione. La collezione include il reperto più grande del museo, la tomba del Re Taharqa (venticinquesima dinastia 690 - 664 a.C.).

Muro in arenaria dal tempio T a Kawa.600 a.C. ca

Molte delle donazioni e dei lasciati che hanno arricchito la collezione del museo vengono da famosi egittologi che hanno insegnato all'Università di Oxford. Ad esempio Sir Alan Garinder, il più grande studioso inglese del XX secolo della lingua egizia, ha lasciato al museo alcuni preziosi testi su papiri, tra cui il Testamento di Naunakhte (1145 a.C. circa).


Oltre ai papiri, l'Ashmolean ospita più di ottomila ostrakon, frammenti di ceramica o di calcare che nel mondo antico servivano come mezzo di scrittura a buon mercato. Tra questi è presente la raccolta Garinder di ostrakon, il più famoso dei quali è il Sinuhe Ostrakon (il più grande ostracon in calcare di tutta la storia dell'Egitto e che contiene un classico della letteratura egizia: Le avventure di Sinuhe), così come i reperti provenienti dalla Biblioteca Bodleiana. Insieme le due collezioni rappresentano una delle più vaste raccolte di tutti gli alfabeti e le lingue utilizzate nell'antico Egitto (egizio, greco, copto, aramaico e arabo).

Sarcofago di sacerdote tebano, risalente alla XXV dinastia VIII - VI secolo a.C.

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