Lampi di cultura

Italia archeologica, Coriolano

Mappa dell'Italia centrale, V secolo a.C. circa

Le guerre tra i Romani e i Volsci rappresentano una delle fasi chiave nell'espansione romana nell'Italia Centrale. La vicenda di Coriolano, prima generale romano e poi passato al nemico, è una delle più drammatiche della storia di Roma. La sua vicenda ha ispirato anche Shakespare quasi duemila anni dopo i fatti.


Tito Livio, grande storico di Roma, ha immortalato la vicenda nei suoi scritti; da questi riportiamo il momento più commovente della vicenda: gli eserciti dei Volsci, guidati da Coriolano, sono alle porte di Roma e la madre e la moglie dell'ex condottiero romano si recano al campo nemico nella speranza di scongiurare il peggio.

Coriolano di Shakespare Atto V Scena III da un dipinto di Gavin Hamilton

LA MADRE DI CORIOLANO


Un folto gruppo di matrone andò allora da Veturia madre di Coriolano e da sua moglie Volunnia. Non mi appare ben chiaro se ciò avvenne per consiglio pubblico o per timore che avesse vinto le donne; sicuramente esse ottennero che Veturia, donna assai grave d'anni, e che Volunnia con due figlioletti suoi e di Marzio andassero con loro al campo nemico, e che là, dove non valevano i maschi con le armi a difendere la città, con preghiere e con lagrime la difendessero le donne. Come queste furon giunte al campo e fu annunziata a Coriolano la presenza d'un gran corteo di donne, egli, che non si era lasciato smuovere né da maestà di pubblici ufficiali né da sacro aspetto di sacerdoti (che opera sì potentemente su gli occhi e su gli animi), ben più insensibile rimaneva alle lagrime femminili.

Veturia ai piedi di Coriolano di Nicolas Poussin

Ma poi uno dei suoi amici, che aveva riconosciuto, mesta fra tutte, Veturia in mezzo alla nuora e ai nipoti, «se non m'ingannano gli occhi,» disse, «sono qui tua madre, tua moglie e i tuoi figli.» Balzò su dal suo seggio Coriolano, quasi fuor di sé correndo per abbracciare la madre; ma questa, di supplice fattasi sdegnata, disse: «Fa' ch'io sappia, prima di ricevere il tuo abbraccio, se io sono venuta da un nemico o da mio figlio, se prigioniera o se madre sono io nel tuo campo. A questo mi ha condotto la lunga vita e la sventurata vecchiezza, a vederti esule e poi nemico? Hai tu potuto devastar questa terra che ti generò e ti nutrì? E non ti cadde l'ira, se pure vi eri giunto minaccioso e ostile, nell'atto di toccare il tuo patrio suolo? Non pensasti, quando Roma ti apparve, - entro quelle mura sono la mia casa e i miei Penati, mia madre, mia moglie, i miei figli? Dunque, se io non ti avessi partorito, Roma non sarebbe assalita; se io non avessi un figlio, sarei morta libera in una patria libera. Non maggiore sventura per me, non peggiore onta per te io potrò ormai più vedere, dovunque io mi trovi; ma, se sono infelicissima, non a lungo ormai lo sarò; a questi tu pensa, che, se persisti, son destinati o a morte immatura o a lunga servitù.» E allora la moglie e i figli abbracciandolo, e il pianto levatosi da tutto quello stuolo di donne, e il loro lamento sul destino proprio e della patria, finalmente infransero l'uomo. Abbracciò i suoi, li congedò; e ritrasse il campo da Roma.

La morte di Coriolano, interpretato da Laurence Olivier

Si narra che egli poi, condotte le legioni fuori del territorio romano, per l'odio che gliene venne mori, chi dice in un modo chi in un altro. In Fabio, lo scrittore di gran lunga più antico, trovo che egli visse fino alla vecchiezza; egli asserisce comunque che nella tarda età spesso ripeteva queste parole: essere l'esilio molto più triste per un vecchio. I Romani non risparmiarono elogi alle donne, tanto alieni si era allora dall'invidia dell'altrui gloria; e anzi, perché testimoniasse l'evento, fu edificato e dedicato un tempio alla Fortuna Muliebre.

Tempio della Fortuna Muliebre,Stampa antica

Tornarono poi i Volsci, e con loro gli Equi, nel territorio romano, ma gli Equi non accettarono il comando di Attio Tullio. Da questa contesa, se i Volsci o gli Equi dovessero fornire il comandante agli eserciti congiunti, nacque prima la scissione poi una fierissima battaglia. E così, allora, la fortuna del popolo romano distrusse con una guerra non meno disastrosa che ostinata i due eserciti nemici.

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