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Italia archeologica, Egnazia

Il parco archeologico di Egnazia dall'alto

Il parco archeologico della città di Egnazia, nei dintorni dell'odierna Fasano, è uno dei più importanti della Puglia e d'Italia: posta in posizione strategica, la città è ricca di testimonianze lasciata dai Messapi, dai Greci e, infine, dai Romani.


Il primo insediamento di quella che sarebbe diventata l'antica Gnathia risale al XV secolo a.C. e vi sono testimonianze di frequentazione dell'area archeologica fino al XIII secolo. Durante l'Età del Ferro, nel IX secolo a.C., giungono gli Ipapigi una popolazione proveniente dall'Illiria ai quali seguiranno i Messapi, sempre di origini illiriche.

Ceramica apula, gruppo del ramoscello di alloro, cratere a campana. Proveniente da Egnazia, attualmente al British museum

Il periodo di dominazione messapica è probabilmente uno dei momenti più significativi nella storia di Egnazia: inserita in una vasta rete di connessioni che copriva tutto il salento, la città era posta ai confini della Magna Graecia e a testimonianza dei rapporti turbolenti tra i Greci e i Messapi rimangono le cosiddette mura messapiche: un muraglione che si estende per due chilometri fino al mare e include un'area fortificata di quaranta ettari.

Egnazia, traversa della via Traiana. Sullo sfondo l'Acropoli

Il periodo messapico si chiude nel III secolo a.C. con l'arrivo dei Romani: Egnazia è inserita a pieno titolo come civitas foederata nel sistema di alleanze che Roma aveva tessuto lungo tutta la penisola italiana.

Mosaico pavimentale delle Tre Grazie, Museo Nazionale Archeologico di Egnazia

Durante la dominazione romana (repubblica e impero) Egnazia mantenne una posizione strategica fondamentale essendo situata lungo una delle direttrici più importanti delle vie di comunicazione romana: la via Traiana (un'estensione della via Appia nata per collegare Roma a Brindisi) e la sua prosecuzione balcanica, la via Egnazia (Brindisi - Costantinopoli).

Probabile tracciato della via Egnatia

A seguito della caduta dell'Impero romano e soprattutto della sanguinosa guerra greco - gotica (535 - 553) la città conobbe un periodo di lento ma inarrestabile declino. Nei successivi secoli il pericolo delle incursioni saracene spinse i pochi abitanti rimanenti ad abbandonare la città e a rifugiarsi verso l'interno.

Tomba del melograno, interno, Egnazia

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