Lampi di cultura

Nepal, re Birendra (1972-2001)

Birendra Bir Bikram Shah Dev, re del Nepal dal 1972 al 2001.

Birendra Bir Bikram Shah Dev, (28 dicembre 1945, Kathmandu, Nepal — 1 giugno 2001, Kathmandu), fu re del Nepal dal 1972 al 2001, decimo nella linea di successione dei monarchi nella famiglia Shah Dev.

Figlio del principe ereditario (in seguito, dal 1955, re) Mahendra, Birendra fu educato al St. Joseph's College (Darjeeling, India), all'Eton College (Inghilterra), all'Università di Tokyo (1967) e all'Università di Harvard (1967-1968) e viaggiò molto prima di accedere al trono alla morte del padre il 31 gennaio 1972.
Incoronato formalmente il 24 febbraio 1975, Birendra continuò la tradizione autoritaria di suo padre, che aveva sciolto il parlamento eletto nel 1960 e bandito i partiti politici. Per un certo periodo, Birendra fu uno degli ultimi monarchi assoluti rimasti al mondo.
Riuscì nell'impresa non facile di preservare l'indipendenza del Nepal in anni di profondi sconvolgimenti in India, Cina e Unione Sovietica. Durante il suo regno il Nepal si aprì al turismo e conobbe un boom di presenze occidentali prima mai visto.
Kathmandu divenne meta del turismo giovanile e vide la sua comunità di stranieri crescere vertiginosamente fino a mutare quasi completamente di aspetto.

Birenda, tuttavia, fu tanto abile sul piano internazionale e nei rapporti con l'India, quanto conservatore e poco illuminato in politica interna. Gli anni del suo governo non videro significativi miglioramenti delle condizioni di vita della popolazione soprattutto nelle campagne dove la povertà endemica venne resa ancora più grave del contemporaneo sviluppo dei paesi vicini, India in primis. Questa politica di conservazione, in gran parte favorita o forse anche imposta dalla potente nobiltà di palazzo, fu una delle prime ragioni che portarono allo scoppio della guerriglia maoista nelle aree periferiche del paese.
A partire dall'inizio del 1990 anche le città e la valle di Kathmandu parteciparono a un clima di generale opposizione. Un popolare movimento pro-democrazia organizzò manifestazioni che degenerarono in sanguinosi scontri tra soldati, polizia e manifestanti. Sottoposta a pressioni interne e internazionali, Birendra revocò il divieto di attività politica e il 9 novembre 1990 approvò una nuova costituzione che preservava il suo status di capo di stato ma confermava la democrazia multipartitica, la separazione dei poteri e la protezione dei diritti umani.

Il 1 giugno 2001, Birendra fu assassinato da suo figlio, il principe ereditario Dipendra durante una cena. Insieme a lui furono uccisi la regina Aiswarya, il principe Nirajan, la principessa Shruti e altri cinque membri della famiglia reale. Dopo la strage Dipendra si sparò e morì tre giorni dopo. Si reputa che agisse sotto l'influenza di droghe e alcol e che il motivo della lite fosse legato al fatto che i suoi genitori non approvavano la donna che aveva scelto di sposare.
A Birendra successe suo fratello Gyanendra.