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Lampi di cultura

Italia archeologica, Ostia antica

Domus di Amore e Psiche

Ostia, prima colonia romana, deve il suo nome alla foce del Tevere (ostium), presso la quale fu fondata per assicurare a Roma l'ostium stesso e lo sfruttamento delle saline.


La fondazione viene attribuita ad Anco Marzio, il quarto re di Roma . L'esplorazione archeologica ha dimostrato che la città messa in luce appartiene alla metà del sec. IV a.C. Abitata da 300 cittadini romani, fu iscritta alla tribù Voturia. Ostia mediorepubblicana fu un avamposto rivolto verso il mare, porto per gli approvvigionamenti granari di Roma. Nel 267 a.C. divenne sede dei quaestores classiarii, che avevano il compito di condurre le ostilità contro gli alleati di Pirro. Durante la prima guerra punica, fu probabilmente una delle basi delle operazioni militari navali: qui fu posto un distaccamento di trenta navi al comando di un pretore. Per la sua importanza durante la guerra annibalica, la colonia ebbe l'esenzione dal servizio militare. Col sec. II a.C. le funzioni di Ostia mutarono: il questore si occuperà ormai soltanto dell'importazione di grano. Mario per primo si renderà conto che Roma dipende dalla presenza del suo porto alla foce del Tevere. Nel 67 a.C. alcuni pirati orientali distrussero una flotta ormeggiata alla foce e saccheggiarono la città. Durante il primo triumvirato, Ostia subì le minacce di Pompeo; in seguito passò dalla parte di Ottaviano, perché interessata ai commerci con l'Occidente. Fu quindi sotto lo stretto controllo di Roma per mezzo di un questore e di un pretore urbano. Ottenne in seguito maggiore autonomia.

Caserma dei vigili



Ostia nel sec. IV a.C. dovrebbe essere sorta su tracciati preesistenti: il Cardo Maximus, orientato come Via della Foce, di cui sembra il prolungamento, era forse il sentiero che dal territorio laurentino, a sudest di Ostia, raggiungeva la foce del Tevere. Il Decumanus Maximus in origine era forse un sentiero che da Roma si dirigeva alle saline e alla foce. Con la fondazione fu rettificato e prese il nome di Via Ostiense. La colonia sorge come un tipico castrum rettangolare, fortificato da mura di blocchi squadrati di tufo di Fidene, con quattro porte alle estremità del Cardo e del Decumanus Maximus, che la dividevano in quattro settori uguali; non vi era foro.

Macine in pietra lavica, caseggiato dei Molini



Sappiamo che la città era divisa in regioni. Lo sviluppo dell'antico castrum fu più rapido a est. Nell'area tra la Via Ostiense e il castrum, sorsero nella prima metà del sec. I a.C. quattro tempietti e verso la fine del secolo i magazzini repubblicani presso Porta Romana. Alla fine della repubblica Ostia doveva apparire come centro di carattere commerciale, dal tono austero, accentuato dal colore scuro del tufo. L'idea di un porto ostiense, già formulata da Augusto, fu messa in atto da Claudio nel 42 d.C. Il nuovo porto, tutto artificiale, scavato alla destra del Tevere, tra Episcopio di Porto e il Monte dell'Argine, a notevole distanza dal fiume, fu inaugurato da Claudio, che volle alcune monete con l'effigie del Portus Augusti. Furono costruiti due moli ricurvi in mare e fu eretto il grande faro. Furono inoltre attuate grandi opere di canalizzazione per mettere in comunicazione il nuovo porto col Tevere. Subito dopo il porto, furono costruiti i Grandi Horrea e assunse grande importanza la «semita dei cippi», una via che da Porta Laurentina raggiungeva il Decumanus, i Grandi Horrea e il porto fluviale senza passare per il foro.

Piazzale delle corporazioni

Con Domiziano ebbe inizio un'opera urbanistica di vasta portata. Il grande aumento della popolazione imponeva il passaggio ad un nuovo tipo di edilizia abitativa, sviluppata in altezza, con fondamenta profonde e solide. Ma la vera rivoluzione si ebbe nel sec. II d.C., che vide il compiersi di una pianificazione urbana organica regolare, in seguito a sventramenti di grandi proporzioni, che permisero la costruzione di un Foro nel centro della città. In luogo della vecchia domus signorile ad atrio e peristilio prevalsero grandi casamenti divisi in quartieri: la casa d'affitto del ceto medio e plebeo. Ad un livello «medioborghese» si addicono le «casegiardino», un po' più tarde. Nella casa ebbe nuovo sviluppo e valore la facciata, con sviluppo verticale a più piani e numerose finestre e balconi sulla via. I balconi erano in legno e muratura ad archi su mensole o su pennacchi. Le case presentavano portici, logge, arcate all'esterno e botteghe; angiporti mettevano in comunicazione le parti posteriori dell'abitazione con la via. Sparito l'atrio si ebbero cortili interni. Tali cortili erano spesso a portici o aperture.

Terme di Ostia antica

Sotto Traiano fu abbellito il Foro con l'erezione di nuovi edifici pubblici come la Curia e la basilica. Agli inizi del sec. II d.C. Traiano costruì un secondo bacino portuale interno e quindi riparato, di forma perfettamente esagonale, comunicante per mezzo di un canale col bacino di Gaudio. Nel 129 d.C. fu creato il complesso delle «Case a giardino» a sudovest e furono abbattute quasi tutte le case ad atrio e peristilio, per essere sostituite da insulae, che testimoniano l'ascesa di nuove famiglie legate al commercio e di impiegati ai servizi portuali. La città funzionava come centro amministrativo e di controllo degli approvvigionamenti annonari. Qui si immagazzinavano i prodotti (grano, olio, vino) che non potevano essere assorbiti dal mercato romano.

Insulae

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