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Serbia e stati balcanici, Guerre balcaniche

Cartina dei Balcani prima della guerre balcaniche. Questa e le altre cartine sono tratte da Le guerre balcaniche, Il Mulino, Egidio Ivetic, 2006

I paesi della penisola balcanica avevano raggiunto l'indipendenza nel corso dell'Ottocento: prima la Grecia nel 1832, poi seguirono Serbia, Montenegro e Romania nel 1878 e infine la Bulgaria nel 1908. La nascita di queste nuove nazioni non avvenne pacificamente, ma fu il risultato di una lunga serie di rivolte contro l'Impero ottomano, di guerre e congressi internazionali. Nonostante i tanti conflitti e compromessi, o forse proprio a causa di questi, tutti paesi balcanici ritenevano la loro indipendenza "mutilata": i loro confini non includevano interamente le reciproche etnie, parte delle quali continuavano a vivere sotto il dominio ottomano.


La pretesa, tipica dell'epoca del nazionalismo, di riunire tutta un'etnia sotto un'unica bandiera stava per sconvolgere ulteriormente popolazioni abituate da secoli a condividere, più o meno pacificamente, gli stessi territori.

L'esercito bulgaro travolge le posizioni ottomane, assaltando alla baionetta, dipinto di Jaroslav Vesin

Gli stati balcanici, dopo avere assistito alla sconfitta ottomana nella guerra italo - turca (1911 - 12) e alle conseguenze destabilizzanti del conflitto all'interno dell'Impero, sotto la direzione della Russia formarono un'alleanza militare allo scopo di attaccare gli Ottomani: la Lega balcanica comprendente Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro. Il patto oltre a stabilire una comune condotta delle operazioni militari specificava i reciproci vantaggi territoriali che i contraenti avrebbero ottenuto: una precauzione necessaria dato l'interesse dei paesi balcanici per gli stessi territori ma, come vedremo, del tutto inutile alla prova dei fatti.


La prima guerra balcanica si protrasse dall'8 ottobre 1912 al 30 maggio 1913 e terminò con lo schiacciante successo militare della Lega balcanica: l'Impero ottomano pagò a caro prezzo l'inferiorità numerica del suo esercito, l'impossibilità di trasferire rinforzi dalla parte asiatica del suo territorio a causa del blocco imposto dalla marina greca e soprattutto la decisione di disperdere le proprie armate per difendere quanto restava dei suoi domini balcanici.


Il trattato di Londra (1913) poneva fine alla Prima guerra balcanica.

La penisola Balcanica al termine della Prima guerra balcanica

Nonostante la clamorosa vittoria dell'alleanza balcanica, la spartizione del "bottino" non andò secondo i piani: allo scopo di privare la Serbia della maggior parte delle sue conquiste e di uno sbocco sull'Adriatico, l'Italia e l'Austria - Ungheria spinsero per la creazione di un'Albania indipendente; la Serbia e la Bulgaria si trovarono in disaccordo sulla spartizione della Macedonia (terra ambita da tutti i contendenti); i Greci non erano soddisfatti di quanto ottenuto, ed anzi erano preoccupati dall'espansione bulgara, in particolare nella Tracia.

Non soddisfatta delle terre ottenute col Trattato di Londra e fiduciosa della propria potenza militare, la Bulgaria attaccò i suoi precedenti alleati, dando così il via il 29 giugno 1913 alla Seconda guerra balcanica.

Soldati serbi durante la Seconda guerra balcanica

La decisione bulgara si rivelò essere un immenso autogol: non solo il suo attacco venne bloccato dalla truppe greche e serbe, ma si ritrovò a combattere su quattro fronti quando le venne dichiarata guerra dalla Romania (per ottenere la Dobrugia) e dall'Impero ottomano (per riconquistare i territori persi nella Prima guerra balcanica.


Circondata da nemici e surclassata dalle truppe nemiche, la Bulgaria dovette chiedere la pace e firmare i trattati di Bucarest e di Costantinopoli che ponevano fine alla Seconda guerra balcanica.

La penisola Balcanica dopo i trattati di Bucarest e di Costantinopoli

Proprio come i conflitti che le avevano precedute (e che seguiranno, anche in anni recentissimi), le guerre balcaniche non ottennero nessun risultato definitivo:

  • la Serbia, pur avendo ottenuto vasti territori, era scontenta per l'indipendenza dell'Albania che la privava di possibili conquiste verso Sud e puntava a conquistare a Nord le terre slave dell'Impero austroungarico (in particolare la Bosnia Erzegovina);
  • la Grecia, pur vincente, era anche lei insoddisfatta dai guadagni territoriali;
  • la Bulgaria, la grande sconfitta, meditava vendetta contro i suoi vicini.

Una situazione di grande tensione che avrebbe contribuito in maniera determinante allo scoppio della Prima guerra mondiale.


Per chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento rimandiamo a E. Ivetic, Le guerre balcaniche, Bologna, Il Mulino, 2006.

Memoriale dedicato ai caduti turchi durante le guerre balcaniche, Edirne

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