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Russia, Guerra russo-giapponese

Mappa satirica antirussa disegnata da uno studente giapponese durante il conflitto

La guerra russo-giapponese fu uno dei più drammatici eventi della spinta russa verso Oriente: non solo la sconfitta arrestò temporaneamente le ambizioni della Russia in Cina, ma contribuì ad aggravare la già difficile situazione interna russa. Le ragioni del contendere erano la Manciuria e la Corea: mentre la prima era sostanzialmente sotto l'influenza russa, il Giappone desiderava che la penisola coreana fosse riconosciuta come suo esclusivo campo d'azione. La spedizione multinazionale contro la rivolta dei boxer (1899-1901), in cui Giappone e Russia erano alleate, aveva accelerato il declino dell'Impero cinese e di conseguenza aumentato le tensioni per la spartizione del suo territorio (la Manciuria) e delle sue tradizionali zone di influenza (la Corea).

Truppe della coalizione contro la rivolta dei Boxer. Da sinistra: Brtiannico, Statunitense, Australiano, Indiano, Tedesco, Francese, Russo, Italiano e Giapponese

Dopo più di sei mesi di negoziati infruttuosi, la flotta giapponese attaccò la flotta russa a Port Arthur (oggi Lüshunkou) senza avere dichiarato ufficialmente guerra. Il governo russo fu completamente colto di sorpresa e dichiarò immediatamente guerra al Giappone. Nonostante la Russia si aspettasse di vincere la guerra agevolmente, cominciò a subire i primi rovesci da parte delle truppe e della marina giapponese: dopo avere circondato Porth Arthur grazie alla combinazione delle truppe di terra e della flotta, le forze giapponesi distrussero le navi russe presenti nel porto. Per la Russia fu un gravissimo colpo per il prosieguo della guerra: praticamente priva ormai di navi da guerra in Estremo Oriente, dovette richiamare la flotta del baltico.

L'esercito giapponese assalta Port Arthur

La flotta del baltico impiegò più di sette mesi per arrivare nella zona delle operazioni. La traversata, già lunga di per sé, venne ulteriormente allungata a causa del rifiuto britannico di fare passare le navi russe dal Canale di Suez; la Gran Bretagna era alleata del Giappone e, seppur non coinvolta direttamente nel conflitto, appoggiava il proprio alleato. Inoltre la flotta russa del baltico aveva inavvertitamente affondato alcuni pescherecci britannici avendoli scambiati per navi nemiche: a seguito di questo incidente la Gran Bretagna e la Russia si trovarono per qualche giorno sull'orlo della guerra aperta. Una traversata così lunga non poteva che avere un effetto deprimente sull'equipaggio e logorare le corazzate russe: sottoposta ad una traversata lunga e senza avere avuto la possibilità di rifornirsi in porti adeguatamente attrezzati, la flotta del baltico giunse finalmente in zona operazioni nell'aprile del 1905. Essendo giunta troppo tardi per salvare Port Arthur, l'ammiraglio Rozhestvensky decise di puntare al porto di Valdivostok per potere poi operare da lì: sfortunatamente per la flotta russa, i giapponesi avevano anticipato le intenzioni dell'ammiraglio e schierarono le loro navi in modo da intercettare quelle russe. Nella successiva battaglia di Tsushima, la flotta russa venne annientata dalle forze navali giapponesi. Sull'orlo della rivoluzione all'interno, sconfitta sulla terra in Manciuria e priva di flotta, la guerra per la Russia era perduta. Fu un evento scioccante: era la prima volta che una potenza asiatica sconfiggeva in modo netto e inequivocabile una nazione occidentale.

Truppe russe pronte al combattimento

Le trattative di pace cominciarono grazie alla interessata mediazione di Theodore Roosevelt: il presidente americano, per evitare che il Giappone uscisse troppo rafforzato dal conflitto, si adoperò per moderare le richieste giapponesi alla Russia, in particolare le riparazioni di guerra. Nonostante il Giappone fosse vittorioso e vedesse riconosciuta la sua influenza in Corea, il governo nipponico si ritenne defraudato dalla mediazione di Roosevelt e da qual momento cominciò ad osservare con sempre più diffidenza la politica americana nel Pacifico. La Russia dovette ritirarsi dalla Manciuria, vedendo così frustrate le sue ambizioni in Cina, e, cosa ancora più importante, la sconfitta diede il via al processo che avrebbe portato nel 1917 alla disgregazione dell'impero russo.

Il presidente americano Theodore Roosevelt

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