Lampi di cultura

Serbia (già Ungheria): Sinagoga di Subotica

Subotica è una delle città più caratteristiche della Serbia: la sua elegante architettura Art Noveau e le influenze culturali magiare e tedesche la rendono una località unica.

Giulio Fenyves, architetto la cui famiglia è di origine ungherese, saprà illustrare con maestria l'architettura della città, ma intanto nell'attesa cominciamo insieme a vedere uno dei monumenti più illustri di Subotica: la Sinagoga.

Costruita agli inizi del Novecento (1901 - 1902), durante gli anni della dominazione ungherese (Subotica era allora parte del Regno di Ungheria all'interno dell'Impero austroungarico ed era la terza città per popolazione), la sinagoga è uno dei più raffinati esempi di edificio religioso costruito seguendo i canoni dell' Art Noveau.

La comunità ebraica di Subotica, circa 3000 persone, era influenzata dal clima cosmopolita che si respirava nell'Impero austroungarico di inizio Novecento: l'identità ebraica si sposava con gli influssi provenienti dalla tradizione magiara per inserirsi in quella che, allora, era una città a maggioranza cattolica. Un clima multietnico che finì per influenzare lo stile della sinagoga.

L'originalità dell'edificio è data dalla sua disposizione spaziale: contrariamente alla maggior parte delle sinagoghe dell'epoca, basti pensare ad esempio alla grande sinagoga di Budapest, contraddistinte da una navate centrale e due laterali, la sinagoga si sviluppa interamente sotto e attorno alla cupola.

Purtroppo la allora florida comunità ebraica di Subotica ha subito un duro colpo durante l'occupazione tedesca - ungherese durante la Seconda guerra mondiale: a fronte di una comunità di allora 6.000 ebrei oggi se ne contano solo qualche centinaio.

Il declino degli ebrei di Subotica è in qualche modo simboleggiato dalla sinagoga della città che non è più utilizzata per cerimonie religiose dal secondo dopoguerra.

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