Lampi di cultura

Birmania, Il regno di Pagan

Tempio di Ananda, Pagan

Un visitatore casualmente giunto a Pagan non potrebbe che rimanere impressionato e confuso dal trovare un'impressionante quantità e qualità di monumenti architettonici in mezzo a quella che è essenzialmente una zona deserta della Birmania settentrionale, protetta dai monsoni dalle montagne circostanti. Tuttavia la posizione della città, situata sulle rive del fiume Irrawaddy, è in un punto strategico, a valle di Minbu e a monte di Kyakuse. Minbu e Kyakuse erano nell'antichità importanti centri di coltivazione di riso grazie allo sviluppo di un sofisticato sistema di irrigazione e Pagan era il luogo ideale per raccogliere il surplus di riso delle due regioni. La capacità di sfruttare questa posizione strategica e le relative risorse è uno dei principali motivi per cui Pagan ebbe successo nello stabilire il primo vero sistema politico lungo l'Irrawaddy. In Birmania meridionale, Arakan e Tenessarim erano centri commerciali e culturali di rilievo, ma in quell'epoca e in quel contesto un regno basato sullo sfruttamento delle risorse agricole dell'interno aveva più possibilità di successo di una città portuale.

Il regno di Pagan tra il X e il XII secolo

I dominatori di Pagan, i birmani, erano arrivati relativamente da poco in una zona che era per secoli stata abitata dai Mons e dai Pyu: sembra avessero guadagnato l'ingresso nella regione in concomitanza con la spedizione del regno di Nanchao (odierno Yunnan) contro i Pyu. Tra il IX e il X secolo Pagan divenne la potenza egemone della Birmania settentrionale, mentre più a sud si affermava l'egemonia del regno Mon, la cui capitale era Thaton, un centro marittimo di grande importanza attraverso il quale transitavano le merci e la religione buddhista.


La storia di Pagan come potenza dominante inizia durante il regno di Anawrahta (1044 - 1077). Tra le sue numerose conquiste la più importante fu quella di Thaton (1057) perché permise di inglobare la cultura Mon in quella di Pagan. La storiografia birmana tende a rappresentare Anawratha come un re estremamente pio, le cui conquiste erano dettate dal desiderio di possedere reliquie o scritti buddhisti o di diffondere la religione di Buddha. Le campagne militari del re estesero i territori di Pagan al punto da includere alcune regioni di Tenasserim ed Arkan e si ritiene che Anawratha abbia condotto una spedizione persino in Yunnan: le sue tavolette votive sono state trovate lungo tutto l'Irrawaddy. Ancor più significativo delle pur grandi conquiste, fu l'immenso impatto che la cultura Mon ebbe presso i birmani dopo la conquista di Thaton.


Uno dei risultati più rilevanti delle conquiste di Anawratha fu quella di inserire il suo regno nella fitta rete di commerci che si svolgevano lungo la costa del Golfo del Bengala. Per un secolo il regno di Pagan assunse un ruolo predominante nella regione; avvisaglie di minacce esterne e di instabilità interna non appariranno prima della seconda metà del XII secolo.

Irrawaddy

Un altro esponente di spicco della dinastia dei re di Pagan fu Kyanzittha (1084 - 1112 ca). Ricordato come un re con una reputazione non troppo raccomandabile e con un talento naturale nell'arte della guerra, durante il suo regno soppresse con violenza una rivolta Mon che aveva portato alla morte del figlio e successore di Anawratha. Nonostante ciò rimase un ammiratore della cultura Mon, della sua lingua e della sua architettura, tant'è che Kyanzittha lasciò dietro di sé numerose iscrizioni e monumenti nella lingua e nello stile del popolo Mon. Durante il suo regno sembra che i Mon abbiano avuto un ruolo preponderante nella cultura, nella religione e la loro lingua era utilizzata dalla maggior parte della classe dirigente. È interessante studiare come i birmani assimilarono culture diverse e per poi giungere a crearne una propria.

Questo processo di assimilazione raggiunse la sua maturità durante il regno di Kyanzittha: la sintesi di delle diverse culture della Birmania era un esplicito obbiettivo del sovrano. Un monumento che riassume le caratteristiche della politica del sovrano è il pilastro "Myazedi", eretto verso la fine del suo regno, e che riporta la stessa iscrizione in quattro lingue diverse: birmano, mon, pali e pyu.

Durante il regno di Kyanzittha furono completate la pagoda Shwezigon e il tempio di Nanda: entrambi gioielli nella pur ricchissima produzione monumentale di Pagan che rivelano il desiderio dei regnanti di diffondere presso la popolazione il Buddhismo Theravada attraverso quello che si può definire come un uso pedagogico dell'arte (qualcosa di simile a quello che accadde in Europa con la Controriforma).

Il pilastro di Myazedi

A Kyanzittha successe il nipote, Alaungsithu, che governò per più di mezzo secolo fino agli anni Settanta del dodicesimo secolo. Durante il regno di Alaungsithu la cultura, precedentemente influenzata dai Mon, assunse un carattere più spiccatamente birmano. In questo periodo infatti si affiancano agli ultimi templi in stile Mon i primi monumenti in stile propriamente birmano, il più famoso dei quali è senz'altro il Thatbyinnyu.


Le prove di cui disponiamo dipingono Alaungsithu come un sovrano che viaggiava in lungo e in largo per tutto il suo reame, costruendo nuovi monumenti e rafforzando la fede buddhista tramite donazioni e altre azioni benefiche. Tutto sommato fu un periodo di prosperità per Pagan.


Narapatisithu, che regnò dal 1173 fino al 1211, fu l'ultimo rappresentante di spicco della dinastia dei re di Pagan. Durante il suo regno dovette affrontare un problema molto grave: la distribuzione della terra. Nel corso del tempo la legittimità dei nuovi regnanti era riconosciuta in base alla loro capacità e possibilità di donare ai monasteri consistenti porzioni di terra esenti da tasse. A metà del dodicesimo secolo non solo non vi era più terra disponibile da donare, ma le entrate del regno e di conseguenza il potere del re erano fortemente diminuiti. Narapatisithu, preoccupato dal fatto che l'autorità del re era messa seriamente in discussione dalla ricchezza e dal potere dei monaci, decise di riformare lo stato delle cose per diminuire la minaccia costituita dalla casta monacale e, al tempo stesso, "purificarla". La maggior parte dei monaci venne accusata di essere corrotta, molte ordinazioni vennero dichiarate illegittime, e le loro terre vennero confiscate. La riforma di Narapatisithu rafforzò nuovamente il potere del re, assicurò una tassazione soddisfacente e il regno di Pagan raggiunse l'apice del benessere e della potenza.

Tempio di Thatbynnyu

Il problema della gestione della terra tuttavia si ripresentò dopo il regno di Narapatisithu, e i suoi successori ripresero a donare terreni ai monasteri per dimostrare la loro legittimità a regnare. A differenza di Narapatisithu, i suoi successori non furono in grado di riformare il clero e col passare del tempo il potere e l'autorità del sovrano si indebolirono sempre di più. Il declino del potere centrale incoraggiò le spinte centrifughe del regno: un regno Mon venne fondato a Pegu nel 1281 e anche ad Arkan venne incoronato un altro re.


Lo scollamento interno del regno di Pagan era già in uno stato avanzato quando i popoli Thai, conosciuti come Shan, discesero sulle pianure dalle montagna a nord e ad est attirati dalle ricchezze e spinti anche dall'invasione mongola dello Yunnan a metà del XIII secolo. I re di Pagan non poterono che sottomettersi ai nuovi arrivati, soprattutto quando l'invasione mongola delle pianure birmane (1283 - 1301) venne respinta grazie all'abilità bellica degli Shan; il nuovo stato di cose relegò la città di Pagan a centro politico periferico e il titolo di re ad una mera formalità. Gli Shan tuttavia non riuscirono ad imporre un potere centrale su tutta la Birmania e quindi si svilupparono una serie di regni più piccoli e indipendenti.

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