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Lampi di cultura

India, I Pallava

Il regno dei Pallava - VII sec. c.e.

L'arte e la storia dell'India del Sud e in particolare della regione del Tamilnadu sono legati al nome di una grande dinastia, quella dei Pallava. Sebbene i monumenti di cui hanno ornato il paese siano ancora visibili e costituiscano anzi uno degli aspetti più popolari e affascinanti dell'arte indiana, sui Pallava persiste uno spesso mistero. Come sempre - in India e in molte altri parti del mondo - questo mistero non è casuale. Riflette lo scontro continuo tra la ricerca degli archeologi, la rinascita dell'integralismo religioso e il forte senso di identificazione nazionale che vede in ogni distinguo una sorta di attacco all'unità nazionale.

L'India - come molte altre regioni del mondo (si pensi alla Croazia, alla Polonia, ai Paesi baltici, all'Ucraina) sta riscrivendo la propria storia e costruendo un'epica nazionale. Le città cambiano nome affinché venga cancellata - quando esiste - la loro fondazione islamica. I regni più antichi devono per forza di cose essere 'indiani': ogni possibile provenienza dall'esterno dell'India è veduta come un attacco alla grandezza culturale dell'India, un attentato alla sua autonomia culturale, un'eredità del colonialismo.

E così l'origine dei Pallava è diventato uno dei problemi più controversi della storia antica indiana. Del tutto indifferenti alla questione di fondo - quasi tutti i popoli hanno un'origine misteriosa - gli archeologi indiani si sono messi alla ricerca delle 'origini' dei Pallava.

Si potrebbe dire che, in definitiva, quello che conta non è la loro origine, ma il fatto che i Pallava abbiano fatto parte integrante della cultura e della storia dell'India e che ne rappresentino una pagina nobilissima. Tuttavia questo punto di vista è stato accusato di essere laico, occidentale, poco indiano. Non basta celebrare la grandezza dei Pallava, si vuole avere la certezza che fossero 'indiani'.

Mahabalipuram, Pancha rathas - VII sec. c.e.

Una volta messisi alla ricerca delle origini… come è naturale che sia i problemi sono diventati spinosi. A molti studiosi è parso di ritenere che i Pallava fossero un gruppo di condottieri di provenienza partica (persiana), penetrati nel Tamilnadu dal nord-ovest dell'India. Altri hanno sottolineato come non fossero né di origine dravidica né stranieri, ma fossero semplicemente un'aristocrazia locale - probabilmente di origine guerriera - che giunse al potere nel III secolo dell'era corrente (c.e.) e che poi avrebbe dato vita a un proprio regno nel VI secolo, alla dissoluzione dell'impero Andhra.

Un'altra teoria non meno interessante suggerisce che i Pallava fossero in qualche modo collegati con l'isola di Ceylon e che fossero i discendenti di una principessa Naga. Idea suggestiva - indubbiamente - non solo in India ma in gran parte del Sud-est asiatico e del Sud della Cina dove la regalità, forma più alta di potere civile, è spesso associata al matrimonio con una principessa o un principe 'signore delle acque', come lo erano per definizione nella cultura indiana i (serpenti) Naga.

Mahabalipuram, La discesa della Ganga - VII sec. c.e.

È comunque certo che nel corso del tempo i Pallava crearono un proprio regno indipendente. Da grandi guerrieri all'inizio furono - assai verosimilmente - feudatari degli Andhra. Quindi si dichiararono indipendenti intorno alla metà del IV secolo c.e. giungendo a controllare una vasta area della costa orientale dell'India compresa tra i fiumi Krishna e Kavery.

A partire dal VI secolo c.e. i Pallava entrarono in una fase di grande espansione. I loro eserciti si spinsero verso occidente e verso nord. Simhavishnu alla fine del VI secolo avrebbe conquistato il regno dei Chola e sconfitto i Pandya e i Malava. Di lui si dice che fosse devoto a Vishnu. Successivamente Mahendra Verman I - all'inizio del VII secolo c.e., iniziò una dura e mortale lotta contro i Chalukya per la supremazia nel sud. Originariamente fervente giainista, divenne in seguito un devoto di Shiva e a lui innalzò magnifici templi. All'apice della potenza vennero iniziati imponenti lavori di irrigazione, allargata la dimensione delle superfici coltivate. Con l'espandersi del regno e l'accrescersi della sua ricchezza sorsero templi dedicati a Brahma, Isvara e Vishnu. (I)




Shiva come Gangadhara. Tempio grotta di Trichy - VII sec. c.e.



14 -26 febbraio 2018, INDUISMO: FILOSOFIA E ARTE NEL TAMILNADU
Assistente culturale: Alberto Pelissero (clicca qui)
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