Lampi di cultura

Iran, b, Persepoli immagini

La monumentale "porta delle nazioni", particolare delle colossali figure taurine che fiancheggiano le porte principali

Persepolis significa in greco "città dei persiani". Per gli antichi persiani invece il nome della città era P?rsa, che significa Persia. Il sito è il centro di gran lunga più rappresentativo dell'arte achemenide.


La data della fondazione è incerta: per molto tempo si è ritenuto che i lavori fossero cominciati sotto Ciro il Grande (600 o 576 – 530 a.C.), ma le interpretazioni più moderne identificano Dario I (550–486 a.C.) come fondatore della città.

Una veduta della scalinata d'accesso dell'apadana

Nonostante la cura e gli investimenti che i sovrani achemenidi riversarono su Persepoli, essa non venne mai concepita come capitale amministrativa dell'impero persiano: la sua posizione relativamente remota e in una regione montuosa la rendevano poco adatta al ruolo di centro politico dell'impero. I documenti rinvenuti tra le rovine non hanno, nella maggior parte dei casi, un carattere politico, né vi sono trattati, cronache o annali, lettere ed editti.


Inoltre i sovrani achemenidi soggiornavano per lo più a Susa, Ectabana e Babilonia. Quindi perché Persepolis è così importante?

Combattimento tra un leone e un toro, particolare della decorazione della scalinata del palazzo di Dario

Persepolis doveva essere il centro, il simbolo in cui tutte le popolazioni dell'impero potessero riconoscersi, il luogo in cui prendeva forma concreta il ruolo di mediatori tra gli uomini e gli dei che rivestivano gli antichi sovrani achemenidi, la città in cui terra e cielo giungevano a toccarsi. Qualcosa di più che una capitale, fu l'anima stessa di un grande impero: il centro cerimoniale della dinastia achemenide.

Le delegazioni dei popoli tributari [in questo particolare i Siri] sulla scalinata dell'apadana

La città non venne mai completata: dopo i lavori promossi da Dario I venne ampliata dai suoi successori Serse ed Areteserse che la portarono al massimo della sua espansione e del suo splendore. Il declino della città comincerà da lì a breve a seguito del crollo dell'impero persiano ad opera di Alessandro Magno; dopo la conquista da parte delle truppe del condottiero macedone, la città bruciò. L'origine di questo incendio non è mai stata chiarita completamente: alcuni lo ritengono un incedente, altri pensano che sia stato un atto di ritorsione per vendicare l'incendio dell'Acropoli ateniese da parte dei persiani durante la Seconda guerra persiana.

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