Lampi di cultura

Uzbekistan, Sogdiana e Battriana: le Porte di Ferro

Verso le leggendarie Porte di ferro, catena dei monti Hissar e valle del fiume Oxus, Uzbekistan


GRECI D'ASIA: SOGDIANA E BATTRIANA: Le Porte di Ferro: ovvero Alessandro e la Grande Muraglia
Al mondo ne esistono almeno una decina, sebbene quelle più note - in Europa - siano lungo il corso del Danubio, una gola di circa 3 km al confine tra Serbia e Romania. È il luogo dove il  Danubio  si apre la strada tra i  Carpazi  e i  Balcani

LE PORTE DI FERRO E ALESSANDRO
Sono in Uzbekistan. Più che una gola sono una depressione che è necessario attraversare sulla strada che conduce da Samarcanda e Bukhara a Termez.
Il passaggio tra il corso del fiume Zeravshan (Samarcanda) e Oxus (Termez) era scandito dalla catena dei monti Hissar, propaggine occidentale del Pamir.
Un tempo era il confine fra le satrapie di Battriana (Afghanistan del nord) e Sogdiana (Uzbekistan e parte del Tajikistan). Sebbene nel senso comune quel confine sia stato spostato leggermente più a sud, sulle rive stesse del fiume Oxus.

CONFINE TRA MONDO NOMADE E AGRICOLTORI
Come spesso succede in Asia centrale questo confine era in realtà qualcosa di più complesso. Segnava il confine tra un nord spesso controllato dalle tribù nomadi o esposto alle loro incursioni e un sud di agricoltori.
Sicché non sorprende che proprio presso queste cosiddette Porte di Ferro, Alessandro Magno abbia incontrato postazioni fortificate giudicate imprendibili. Si pensa che le abbia assediate e espugnate e che questo sia avvenuto tra il 329 e il 327 a.C.

IL MITO DI UNA CERNIERA DI PROTEZIONE CONTRO I 'BARBARI'
Con i re greco-battriani, quando l'intera regione era esposta sempre più alle incursioni dal Nord, iniziarono le fortificazioni delle Porte di Ferro: e da qui ne venne anche il mito che quelle fortificazioni siano state costruite da Alessandro stesso. Del resto tutta l'Asia - dal Caucaso fino ai monti Tienshan - presenta tracce di queste fortificazioni e spesso le attribuisce all'eroe 'fondatore per eccellenza' ovvero Alessandro / Iskander. A arricchire il mito e dotarlo di sfumature romantiche interviene anche la convinzione che sia da collocare in queste regioni l’antica Paretacene, dove avvenne l’unione tra Alessandro e la principessa persiana Rossane.

IN EPOCA KUSHANA
Le Porte di Ferro vennero rinforzate nell'ambito degli ampi lavori di risistemazione della regione che portarono la dinastia Kushana e il suo più famoso re Kanishka (I sec. d.C.) a potenziare le opere di canalizzazione e sfruttamento delle acque dei fiumi che scendevano dal Pamir e - contestualmente - rinforzare le difese militari contro le intrusioni dei nomadi.

OGGI GLI ARCHEOLOGI
Hanno portato alla luce numerose linee fortificate, certamente del I e II secolo d.C.; strutture militari ribattezzate 'fortezze' come quella di Uzundara e Kurganzol (che vedremo nel corso del viaggio).

E INFINE LA GRANDE MURAGLIA
Proprio così: la Grande muraglia non fu solo cinese. Anche se nessun popolo ha avuto questa capacità di farne un mito con questa magnifica e letteraria ampiezza.
Tutta l'Asia centrale tra il III e il I secolo a.C andò fortificandosi con strutture in muratura e fango contro le incusioni dei nomadi.
L'ampio sviluppo della ricerca archeologica ha evidenziato che la Grande Muraglia (ovvero quella serie di terrapieni che sbarravano i fondo valle e rendevano problematiche le incursioni a cavallo dalle praterie del nord alle ricche agricole zone del sud) era estesa ben al di là della Cina e coinvolgeva tutti i popoli di agricoltori che dovevano fronteggiare la pressione dei popoli nomadi del Nord. In Cina questa Grande Muraglia divenne fenomeno letterario e infine - con il XV secolo - venne ripresa e ricostruita come simbolo della diversità cinese.
Ma il sistema di fortificazioni contro i nomadi non fu un fenomeno solo cinese, anzi.


GRANDE MURAGLIA E ALESSANDRO
Non si sarebbe così lontani dal vero a sostenere che quel confine tra nomadi e sedentari che i cinesi trasformarono in mito di muratura, nell'Occidente asiatico e dell'Asia centrale è stato trasferito sulla figura di Alessandro / Iskander.
Il muro in Cina e il mito di Alessandro in Asia centrale segnano il confine - nella cultura del tempo - tra civiltà e barbarie; tra mondo agricolo e mondo nomadico. Tra città e praterie. Ma soprattutto tra le culture della parola scritta e quelle di cultura orale.



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