Lampi di cultura

Grecia, Olimpia, Tempio di Zeus


Apollo, frontone occidentale del tempio di Zeus - Olimpia

I FRONTONI DEL TEMPIO DI ZEUS, Olimpia
Il tempio di Zeus, il più grande dei tre templi del santuario di Olimpia, venne eretto quasi sicuramente tra il 471 a.C.e il 456 a.C.
La decorazione dei frontoni e delle metope è comunemente attribuita al Maestro di Olimpia. Al museo di Olimpia avremo al possibilità di ammirare i bellissimi gruppi statuari ancora oggi in un incredibile stato di conservazione.

Particolare del frontone orientale del Tempio di Zeus - Olimpia 

Il frontone orientale rappresenta la storia della gara di Pelope ed Enomao. Enomao, tiranno e re di Pisa, aveva infatti saputo che sarebbe stato ucciso da l futuro sposo della figlia Ippodamia. Per evitare ciò, aveva studiato uno stratagemma: avrebbe concesso la mano della ragazza solo se il pretendente lo avesse battuto in una corsa di carri. Durante la gara però si faceva superare dall'avversario per avere l’opportunità di colpirlo alle spalle con una lancia.Pelope tuttavia, chiesta al re la mano di Ippodamia, riuscì a battere Enomao.Il frontone, la figura di Zeus al centro, quella di Enomao e della moglie Sterope a sinistra e quella di Pelope e Ippodamia a destra, rappresenta il momento di tensione che precede l'inizio della corsa. Le figure, separate e distinte, esprimono il teso raccoglimento che precede la gara.


Fanciulla lapide tenta la fuga da un centauro.
Particolare del frontone occidentale del tempio di Zeus - Olimpia


In totale contrapposizione con la staticità del gruppo orientale è invece la centauromachia del frontone occidentale.
La scena rappresenta la lotta tra Lapiti e Centauri alle nozze di Piritoo. Questi ultimi, invitati da Piritoo (re dei Lapiti) al banchetto delle sue nozze con Ippodamia, presi dal vino, non rispettarono né la sposa né le fanciulle lapite. Nella zuffa terribile che ne seguì i Centauri furono massacrati.
Al centro del frontone spicca l'immagine di Apollo, mentre alla sua destra riconosciamo scene di lotta e fanciulle lapite che tentano la fuga.
Già ben visibile in questa composizione è la capacità di rappresentare in uno spazio limitato la dinamicità e la complessità di una narrazione.
Ogni torsione del corpo, ogni caduta, sembra giustificare la forma triangolare più che assecondarla. Uno spettacolo incredibile.