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India, Gujarat, Storia

STORIA DEL GUJARAT

La non più recentissima scoperta di due importanti centri - Dholavira e Lothal - legati alla cultura di Harappa ha di colpo retrodatato gli inizi della storia - intesa come Alta Storia - del Gujarat. Sappiamo oggi che tra la fine del III e l'inizio del II millennio esistettero sulla costa del Gujarat grandi comunità commerciali, con forti tradizioni marittime, che facevano parte di quella che è conosciuta come la civiltà dell'Indo.
Il Gujarat - forse per la sua esposizione a Occidente, dunque vicina alla Persia - divenne fin da epoche remote eccezionalmente dinamico dal punto di vista religioso e spirituale. L'antico tempio di Dwarka e quello moderno di Somnath sono tra i più importanti santuari indù dell'India. Palitana è in assoluto uno dei centri più importanti della religione Jain.

 Posto sulle strade che collegano l'India a Occidente il Gujarat ha subito diverse invasioni. Sembra che una delle più distruttive sia da ricollegare agli Unni Eftaliti, una popolazione di origine incerta che tra le metà del V e la metà del VI secolo sarebbe scesa dalla terra di principale insiediamento (Tokharistan) e avrebbe occupato parte del Gujarat e del Punjab.
Distruttive furono le prime invasioni islamiche che colpirono il Gujarat all'inizio dell'XI secolo. Ma è pur vero che dopo le distruzioni lagate alla guerra molti luoghi di culto risorsero come moschee ma con materiale di rimpiego tratto dai templi indu in rovina.

Una serie di eserciti musulmani attraversò il Gujarat e, all'inizio del XIV secolo, il sultanato di Delhi sotto la dinastia Klrilji sconfisse la dinastia Hindu Solanki che governava Patan. La dinastia Solanki fu la protagonista della fioritura precoce dell'architettura sacra nel Gujarat: ad essa è attribuito il grande tempio del sole a Modhera.
Il Sultanato del Gujarat, che si staccò da Delhi nel 1407, fu protagonista di un periodo di straordinaria creatività architettonica che portò a una superba sintesi le tradizioni musulmane e indù.

 Sotto Sultan Ahmed Shah, la capitale fu trasferita ad Ahmedabad. Il più importante dei suoi successori - il pronipote Mahmud Begada (1458-1511), costruì Champaner. Infine la dinastia di Ahmed Shah fu rovesciata dall'esercito dell'imperatore Moghul Akbar (1573). Durante tutto questo periodo, il Gujarat rimase un importante centro commerciale: lo straordinario dinamismo economico della regione attrasse commercianti e uomini d'affari dall'Africa orientale, dall'Armenia, dalla Persia, aumentando così il considerevole numero di zoroastriani che avevano lasciato la Persia nel X secolo o forse anche prima, ai tempi dell'islamizzazione della Persia.

 Nell'epoca del mercantilismo porti e alcune sezioni della costa del Gujarat passarono sotto il controllo portoghese e poi britannico mano a mano che l'impero Moghul perse di potenza militare e la politica coloniale europea si fece più aggressiva e spietata. I portoghesi costruirono insediamenti sia a Diu che a Daman, che governarono fino al 1961 e che non fanno parte del moderno stato del Gujarat.

La migrazione dal Gujarat è stata anch'essa un fenomeno di primaria importanza: fiorenti comunità gujarati sono sorte in Africa orientale e nel Regno Unito.