Lampi di cultura

Russia, Novgorod, Fondazione

Sua Signoria Novgorod la Grande

Nella storia del Medioevo russo, Novgorod occupa un posto del tutto eccezionale, e sarebbe assolutamente impossibile farsi una idea della vita artistica di questa epoca senza studiare i monumenti di questa città. Ma per averne un’esatta comprensione, bisogna sia pure brevemente, spiegare le particolarità dello sviluppo di questa città, poiché, pur essendo per certi aspetti simile alle altre città dell’antica Russia, essa ne differisce per molti altri.

All’origine dell’agiatezza materiale della città vi era il commercio, favorito dai laghi e dai fiumi, numerosi in questa regione, e soprattutto dalla vicinanza del mare. Nessuna città dell’antica Russia ebbe un commercio così sviluppato, praticamente con tutto il mondo. Da Novgorod passava la via fluviale che andava “dai Variaghi ai Greci”, percorsa da navi bizantine, svedesi, danesi, e, dal XIV secolo in poi, da navi anseatiche. Nei negozi della città si potevano acquistare, oltre ai prodotti dell’artigianato locale, tessuti e oggetti preziosi venuti dall’Oriente, spezie e vini, mentre la cera color d’ambra di Novgorod e le belle pellicce del Nord si vendevano benissimo sui mercati di Bisanzio, d’Italia e di Francia.

Poiché il commercio e l’artigianato vanno sempre di pari passo, Novgorod non era soltanto una città di mercanti, ma anche una città di abili artigiani. Questi erano tanto numerosi, che molte strade portavano il nome di una professione artigiana. Durante gli scavi effettuati in vari punti della città, sono stati ritrovati oggetti in pietra, metallo, legno, cuoio, e mobili, stoviglie, armi, calzature, sci, scacchi, oltre a moltissime altre cose.

Le grandi ricchezze accumulate e i frequentissimi contatti con il mondo civile dell’epoca fecero sì che Novgorod conoscesse un vivo progresso spirituale, e un rapido sviluppo nel campo artistico, in particolare nell’architettura. È curioso notare che all’architettura della città parteciparono tutti, in una maniera o nell’altra: dal principe e dal vescovo fino al più umile degli abitanti.

“Sua Signoria Novgorod la Grande”, questo era il nome che si dava alla città nell’antica Russia. Questo titolo, che non era stato dato né a Kiev né a Vladimir, deriva dal fatto che Novgorod era in qualche modo padrona di se stessa. Essa è infatti la prima repubblica nella storia del Medioevo russo. I suoi principi ne furono signori soltanto fin verso il 1130, trasformandosi, dopo questa data, in capi dell’esercito, il cui potere era controllato dall’assemblea popolare (veche), che poteva, se il principe veniva meno agli accordi, cacciarlo e sostituirlo. L’assemblea controllava anche le altre personalità della città. È vero che nel XIV secolo i boiardi, i posadnik (borgomastro) e il vescovo riuscirono a sottomettere l’assemblea alla loro volontà. Ma perfino in questo periodo la plebe degli artigiani aveva talvolta il sopravvento nelle assemblee. Accadeva anche che due assemblee rivali si riunissero contemporaneamente. In questo caso, la conseguenza più frequente era la distruzione del palazzo dei boiardi, una lotta corpo a corpo sul ponte del Volkhov, e, nel migliore dei casi, qualche scambio di colpi. Le sollevazioni popolari erano continue: se ne contano più di settanta dalla metà del XII secolo al secolo XV.

Insomma, a Novgorod c’era più libertà che negli altri centri dell’antica Russia. Ed è proprio in questa città che sorsero le prime eresie. Vas’ka Buslaev, uno degli eroi più popolari dei poemi cavallereschi di Novgorod, afferma di non credere né a Dio, né ai sogni, né ai cattivi presagi tratti dagli starnuti o dai gracidii, ma soltanto alla propria ardita giovinezza; si scorge qui una libertà di pensiero del tutto nuova nel mondo feudale.

Il carattere particolare dello sviluppo artistico di Novgorod e della sua vita sociale e politica, lo spirito pratico e pieno di buon senso dei suoi abitanti, produssero un’arte di un genere non comune. Per esempio, nell’architettura di questa città non troviamo né splendore né raffinatezza. E nelle icone vediamo rappresentati i santi patroni degli artigiani e dei mercanti, ma anche le varie attività della vita di ogni giorno. In una parola, l’arte del Medioevo a Novgorod è strettamente legata ai bisogni del momento e all’attività pratica dei suoi abitanti.

Per noi, gente del XX secolo, l’arte di Novgorod presenta un interesse speciale. Nel periodo difficile dell’invasione tartara — quando dovunque brillavano gli incendi e in luogo delle città una volta fiorenti si stendevano ammassi di rovine informi — la vita artistica si assopì a lungo in quasi tutta la Russia. Soltanto qua e là non era del tutto scomparsa, anche se la gente pensava più ad assicurarsi un tetto. Le intricate foreste che la circondavano, e soprattutto le paludi, i fiumi e i ruscelli che a primavera allagavano per miglia il terreno, fecero sì che la città fosse quasi inaccessibile ai Tartari. Durante la invasione mongola, il suo sviluppo artistico subì qualche ritardo, ma non si arrestò. È per questo che possiamo giudicare l’arte del XIII e perfino del XIV secolo soprattutto grazie ai monumenti di Novgorod. Essi sono giunti fino a noi in quantità infinitamente superiore a quelli eretti nella stessa epoca nelle altre regioni della Russia, e naturalmente sono stati anche molto più studiati.

Novgorod, che in russo significa “la nuova città”, è in realtà una delle città russe più antiche, quasi antica come Kiev. Fu chiamata così probabilmente per il fatto che in precedenza sul luogo sorgeva un borgo abitato dagli antichi Slavi dell’Ilmen.

da Kira Kornilovitch, L’ARTE RUSSA DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 16° SECOLO, Cappelli Editore, Rocca San Casciano 1968