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Russia, Novgorod nel XII secolo

Nel XII secolo, Novgorod è una città commerciale in piena attività, situata sulle due sponde del fiume Volkhov. La riva sinistra, sulla quale si trovano il Kreml’ e la chiesa di Santa Sofia, si chiamava Quartiere di Santa Sofia; la riva destra, che ospitava il mercato e la piazza in cui si riuniva l’assemblea del popolo, era nota come il Quartiere del Commercio. Le due rive erano unite da un ponte di legno gettato sul Volkhov.

A differenza delle città degli Stati di Kiev e di Vladimir, che erano caratterizzate dalla mescolanza di costruzioni in muratura, in legno e in terra battuta, Novgorod era una città costruita soprattutto in legno. Solo le mura, le torri e le innumerevoli chiese erano in muratura, ma sembravano annegate in un mare di case di legno. La prima chiesa di Santa Sofia (989) era del resto anch’essa in legno, ma non è giunta sino a noi.

Novgorod era una delle città meglio organizzate del Medioevo: possedeva delle condutture d’acqua, per quanto primitive. Già nel X secolo si usavano selciati in legno, come dimostrano gli scavi. A partire dall’XI secolo, tutte le strade erano pavimentate. La Jaroslavskaia Pravda, che è la prima raccolta russa di leggi scritte, dichiara la pavimentazione delle strade obbligatoria per tutti: il principe doveva farla da questo a quel punto, l’arcivescovo da questo a quest’altro; lo stesso valeva per i boiardi, per i mercanti e perfino per gli stranieri.

Ai due lati delle strade larghe e dritte c’erano solide case di legno dai tetti di assicelle, spesso a due piani. Il basamento non era riscaldato e serviva come ripostiglio. Le case erano separate dalla strada da una palizzata, dietro la quale si trovavano cortili lastricati in legno, circondati da costruzioni di vario genere per le necessità della vita domestica.

Nelle strade, la vita economica era in piena attività. Essa cominciava molto presto. Le campane d’innumerevoli chiese chiamavano i fedeli alla messa già alle sei del mattino. Si aprivano le imposte dei negozi e dei magazzini, il primo fumo saliva dai tetti; al suono delle campane si mescolava il rumore del martello sull’incudine, della sega, delle carrette, dei mercanti che chiamavano i clienti.

Verso la metà della giornata, un fiotto umano riempie le strade e la piazza del mercato. Sono brave massaie che si affrettano verso le bancarelle cariche di vettovaglie, stranieri che cercano di spiegarsi con un operaio che ha già un po’ bevuto, contadini dal passo lento che camminano a fianco del loro carro.E all’improvviso ecco che le campane suonano a martello, e che tutti abbandonano le proprie occupazioni. Una massa di gente venuta da tutti gli angoli della città si precipita verso la piazza della veche. Questa piazza si trovava nel Quartiere del Commercio, nell’area del Cortile di Jaroslav, così chiamato perché una volta vi sorgeva un palazzo di Jaroslav il Saggio, il cui ricordo è rimasto nelle saghe scandinave. Verso la metà del XII secolo, venne costruito al suo posto un campanile che serviva a riunire l’assemblea del popolo, e una gradinata da cui il borgomastro e i comandanti dell’esercito e della polizia (tyssiatskie), di quando in quando, arringavano il popolo; i principi vi si recavano a baciare la croce e a giurare fedeltà a Sua Signoria Novgorod la Grande.

Nei giorni festivi, la calma era rotta soltanto dal suono delle campane. Il popolo, vestito a festa, si recava tranquillamente in chiesa. La chiesa più grande e più antica era quella di Santa Sofia, costruita fra il 1045 e il 1050; era stata voluta dal principe Vladimiro Jaroslavovic. Il nome dato a questa chiesa, e il fatto che fosse situata sul Kreml’, sembrerebbe indicare il desiderio d’imitare l’architettura del principato di Kiev, ma le cose stanno in maniera diversa. Questa chiesa era costruita in pietra del luogo, mal sgrossata, e con scarso impiego di mattoni. Era dotata di sei cupole, una delle quali sulla torre della scala. Aveva una massa voluminosa, con rare finestre, e i muri non erano decorati; tutto ciò dava a questa chiesa, che era anche di grandi dimensioni, un aspetto severo e una semplicità piena di enfasi. Si ritrovano la stessa semplicità e severità nell’arredamento interno, che non presentava né il lusso né la ricchezza di decorazioni della chiesa omonima di Kiev. C’erano mosaici soltanto nell’abside centrale, e solo sul pavimento. Per qualche motivo che non conosciamo, nella chiesa non ci furono lavori di pittura fino al XII secolo; la decorazione interna è attestata dai cronisti soltanto nel 1108 e nel 1144. Esiste tuttavia, nel portico sud, un frammento di affresco, rappresentante l’imperatore Costantino e Sant’Elena, eseguito “a secco”, tecnica raramente usata nella Russia di questo periodo. La maggior parte degli specialisti stimano quest’opera anteriore all’XI secolo.

Dopo il XII secolo, e cioè dopo che Novgorod era diventata una repubblica governata dall’assemblea del popolo, Santa Sofia divenne il principale luogo santo della città. Essa dominava il paesaggio della città e dei dintorni, ed era come il simbolo della potenza e della ricchezza spirituale di Novgorod. Dalla chiesa dipendevano un’eccellente biblioteca e una scuola, dove si cominciarono a scrivere le cronache locali. Vi si trovavano meravigliose opere d’arte, in particolare gioielli lavorati a Novgorod e all’estero, lo studio dei quali permetteva agli artisti locali di perfezionare la loro tecnica. Ed era a Santa Sofia, infine, che venivano ricevuti gli ambasciatori e gli ospiti stranieri, così come era nelle sue tribune e nei suoi forzieri che veniva conservato il tesoro dello Stato.

Nel primo quarto del XII secolo, alcune grandi chiese furono costruite nel Quartiere del Commercio. Si costruì anche sulla riva sinistra del Volkhov. Il monumento più originale di questa epoca era la cattedrale di San Giorgio (1119), che faceva parte del monastero dallo stesso nome. La torre della scala sembra la continuazione della facciata occidentale, e fa soltanto un angolo retto nella parte nord di essa. Questa disposizione ha come conseguenza una curiosa ripartizione delle cupole: se si immagina infatti di unirle per mezzo di linee rette, si ottiene un triangolo il cui angolo più acuto sarebbe formato dalla cupola della torre, che si trova leggermente spostata.

È da credere che i contemporanei apprezzassero questa disposizione nel suo giusto valore; persino il cronista locale, per quanto avaro di nomi di artisti, aggiunge, quando parla di San Giorgio: “vi lavorò maestro Pietro”.

Verso il 1130, divampò una sommossa che covava da tempo sotto le ceneri. Molti caddero nei combattimenti per le strade, altri furono gettati dall’alto del ponte. Il principato di Novgorod divenne una repubblica governata dall’assemblea del popolo. Nel Kreml’ si installarono l’arcivescovo e il posadnik (borgomastro), i due personaggi più importanti della città. I principi si trasferirono nella città di Riurik, dove nel 1103 erano stati costruiti un castello e una chiesa dell’Annunciazione.

da Kira Kornilovitch, L’ARTE RUSSA DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 16° SECOLO, Cappelli Editore, Rocca San Casciano 1968