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Lampi di cultura

Russia, Novgorod nel XIII

Nel XIII secolo, durante l’invasione tartara, Novgorod, pur non patendone gli orrori, ne fu comunque, sia pure indirettamente, toccata. Inoltre, la città conobbe anche altre disgrazie: la guerra con gli Svedesi e con i cavalieri dell’Ordine Teutonico, che ebbe fine soltanto con la vittoria di Alessandro Nevskij sulla Neva, nel 1240, e con la “battaglia dei ghiacci” sul lago Peipus nel 1242. È per queste ragioni che tra il 1230 e il 1240, e fino agli inizi de XIV secolo, la vita artistica di Novgorod languì. Questo fenomeno si nota in modo particolare nell’architettura; infatti, non c’erano più né i mezzi né la volontà di costruire con il lusso di prima in un momento in cui tutti erano immersi nella sventura e dubitavano del futuro. In questo periodo si costruirono esclusivamente opere fortificate. Quanto alle chiese, i cronisti ne menzionano, tra il 1240 e il 1290, soltanto tre, tutte modestissime, costruite in legno.

Ma nel XIV secolo Novgorod entrò in una nuova era di prosperità. Flotte di navi mercantili ricominciarono a solcare il mare e la scorta marittima di Novgorod si mise di nuovo, come in passato, ad aspettare i mercanti stranieri per accompagnarli dal Ladoga verso il Volkhov. Novgorod ridivenne così, fino alla metà del XV secolo, una delle città più potenti e fiorenti.

Nel campo artistico, i primi sintomi di questo rinnovamento si notano dopo il 1290, quando, alla foce della Msta nel lago Ilmen, venne costruita la chiesa di San Nicola a Lipna. Alcuni particolari del suo aspetto indicano che per l’arte di Novgorod è cominciato un periodo nuovo: il tetto poggia su un arco trilobato dalla parte centrale fortemente soprelevata, le facciate sono unite, l’abside è molto appiattita e la cupola è unica.

La chiesa dell’Assunzione, nei campi di Volotovo (che fu distrutta durante l’ultima guerra), ripete questo stesso tipo con pochissime modifiche, e le ulteriori ricerche degli architetti in questa direzione portarono alla costruzione di chiese come San Teodoro Stratilate “sul ruscello” (1361) e come la chiesa della Trasfigurazione nel Quartiere del Commercio (1373).

Se non si tien conto del fatto che la chiesa di San Teodoro ha un tetto a tre acque, mentre quella della Trasfigurazione lo ha a otto, i due edifici sono molto simili. Benché abbiano una sola cupola, una sola abside, e una facciata tripartita, esse sono, cosa straordinaria a Novgorod, molto eleganti: sulle absidi, ci sono colonne sottili appaiate e unite da piccoli archi; sotto le cupole, corrono un doppio fregio dentellato e motivi decorativi a triangolo. L’arco delle finestre è sottolineato da una modanatura centinata, e sui muri, qua o là, sono sparse, senza nessuna preoccupazione di simmetria, rosette cave o in rilievo, croci, piccole nicchie di forma varia. Nel carattere di questa decorazione si sente l’influenza della scultura in legno.

Si direbbe che queste due chiese piacessero molto agli abitanti di Novgorod, perché molte costruzioni contemporanee o susseguenti sono loro simili, o variazioni sullo stesso tema. Ma, ad eccezione forse di San Pietro e Paolo dei Kojevniki (1406), sono tutte inferiori ai modelli: una è troppo larga, l’altra ha una cupola troppo massiccia, ecc. ...

da Kira Kornilovitch, L’ARTE RUSSA DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 16° SECOLO, Cappelli Editore, Rocca San Casciano 1968