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Lampi di cultura

Russia, Teofane il Greco

Un cronista attribuisce i dipinti della chiesa della Trasfigurazione a Teofane il Greco. Di origine bizantina, Teofane, prima di venire in Russia, aveva lavorato a Costantinopoli, a Galata, a Calcedonia e a Kaffa (Teodosia), dove, se prestiamo fede a questa fonte, avrebbe decorato più di quaranta chiese. In Russia, lavorò dapprima a Novgorod, poi, agli inizi del XV secolo, a Mosca. Ma gli unici affreschi che possono essergli attribuiti con certezza sono quelli della chiesa della Trasfigurazione.

Teofane è un pittore pieno di ardire e di temperamento. I suoi contemporanei scrivevano ch’egli non dipingeva mai basandosi su raccolte di modelli, come si usava allora, ma sempre seguendo soltanto la sua ispirazione. Sia che dipinga giovani angeli o asceti canuti, i suoi personaggi sono pieni di un’intensa vita interiore; tormentati dalla sofferenza, o immersi in una contemplazione piena di saggezza, essi ci parlano sempre con il linguaggio silenzioso della pittura.

Teofane ha uno stile originale, rapido, dotato quasi della vivacità dello schizzo. Amava le calde sfumature del rosso, dell’arancio e del bruno, per i visi, le mani, le vesti e le aureole, che faceva contrastare con gli sfondi dalle sfumature fredde, grigio-blu, grigio-verde e grigio-violetto. Teofane dava un volume ai suoi personaggi, non soltanto per mezzo dell’ombreggiatura, ma anche mediante energiche pennellate di bianco, per sottolineare certi dettagli.

Il talento vivo e originale e la vasta cultura di quest’uomo impressionavano tutti i suoi contemporanei. Coloro che avevano avuto occasione d’incontrare questo artista tanto dotato dicevano che non si sapeva cosa ammirare di più, se la leggerezza del suo pennello o la ricchezza della sua fantasia, se la vivacità del suo carattere o la saggezza delle sue parole.

da Kira Kornilovitch, L’ARTE RUSSA DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 16° SECOLO, Cappelli Editore, Rocca San Casciano 1968