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Kazakhstan, Economia e Stato (1998)

KAZAKHSTAN ECONOMIA (1998)

Nel 1991 il prodotto nazionale lordo del Kazakistan era valutato in 2470 dollari USA pro capite. L'economia kazaka, un tempo basata quasi esclusivamente sull'agricoltura, ha subito un processo di rapida industrializzazione durante il periodo sovietico; il contributo dell'industria alla produzione nazionale complessiva, pari al 15% alla fine degli anni Venti, è passato a circa il 40% e il settore impiega attualmente il 20% della forza lavoro. L'industria estrattiva è quella di maggiore importanza, grazie alle ricche riserve (le più vaste dell'ex URSS) di tungsteno, cromo, rame, piombo e zinco; nel sottosuolo sono inoltre presenti ingenti quantità di carbone, manganese, nickel, ferro e cobalto.
Numerose compagnie internazionali si sono unite a imprese locali per sfruttare i ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale scoperti nel 1960 sulle coste del mar Caspio e ciò lascia presagire che anche l'attività di raffinazione, attualmente insufficiente a soddisfare la domanda interna, potrà avere in futuro notevoli sviluppi. Altri settori industriali di rilievo sono quelli metallurgico, chimico, tessile, alimentare, meccanico, elettronico, dei materiali da costruzione e della lavorazione del tabacco. Il paese è inoltre sede dell'avanguardistico centro spaziale di Baikonur.
L'agricoltura, che contribuisce per circa un terzo alla produzione annuale complessiva e che impiega circa un sesto della forza lavoro, con lo sviluppo di moderni sistemi di irrigazione e la massiccia meccanizzazione imposti dal regime sovietico a partire dagli anni Venti, ha subito profondi cambiamenti. Lana, carne, latte e altri prodotti derivanti dall'allevamento (ormai quasi scomparso nella forma nomade) rappresentano ancora le voci più importanti dell'attività agricola e i principali raccolti sono offerti da frumento, riso, orzo, mais, segale, avena, patate, girasole, cotone e barbabietole da zucchero.
Il Kazakistan è una delle più moderne tra le repubbliche dell'ex URSS, anche se le riforme economiche avviate dopo l'indipendenza stanno procedendo con estrema lentezza. Le privatizzazioni, inizialmente molto pubblicizzate, furono sospese all'inizio del 1993 e riprese a novembre dello stesso anno; ancora oggi gran parte delle proprietà distribuite ai privati è sottoposta a forme di controllo da parte dello stato.
La valuta ufficiale del paese è il tenge, adottato nel novembre del 1993 in sostituzione del rublo kazako. Il processo di integrazione del Kazakistan nell'economia mondiale si sta comunque realizzando grazie all'aumento degli investimenti stranieri e alla cooperazione con aziende internazionali, soprattutto nel settore estrattivo e della raffinazione del petrolio; nel gennaio 1994 è stata quindi creata un'area di libero scambio commerciale tra Uzbekistan, Kirgizistan e Kazakistan e quest'ultimo ha inoltre aderito, nel febbraio 1995, all'unione doganale costituita da Russia e Bielorussia.

Ordinamento dello stato
In base alla nuova Costituzione, adottata nell'agosto 1995, il Kazakistan è una Repubblica presidenziale; il presidente, che assolve la funzione di capo dello stato, viene eletto a suffragio diretto ogni cinque anni e nomina il primo ministro e numerosi membri del Consiglio dei ministri (i restanti sono nominati dal primo ministro). Il potere legislativo è esercitato dalla Camera dei deputati (Majlis, composta da 67 membri) e dal Senato (formato da 47 membri, di cui sette di nomina presidenziale). Attualmente la forza politica al potere è il Partito di unità popolare. Dal 1991 il Kazakistan è membro della Comunità degli stati indipendenti.