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Kirghizistan, Economia

KIRGHIZISTAN - ECONOMIA

Durante il periodo sovietico l'economia del paese, basata tradizionalmente sull'agricoltura, ricevette forte impulso nel settore industriale, che attualmente occupa il 28% della forza lavoro. Nel 1994 il prodotto nazionale lordo ammontava a 610 dollari pro capite. Il settore più redditizio è quello estrattivo, favorito dalla presenza di vasti giacimenti di carbone, oro, antimonio e uranio, mentre l'industria manifatturiera è ancora limitata alla lavorazione di prodotti agricoli, come lana, carne e pelli. Nonostante la scoperta di alcuni giacimenti di gas naturale e petrolio nella valle di Fergana, il paese è tuttora dipendente dall'importazione di combustibili. I fiumi Naryn e Chu sono impiegati, sebbene non ancora al massimo del loro potenziale, per la produzione di energia idroelettrica.

L'agricoltura occupa circa un terzo della forza lavoro e, insieme all'allevamento di cavalli, pecore e bovini, rappresenta una voce importante per l'economia della nazione. Gli estesi sistemi d'irrigazione permettono la coltivazione di cotone, cereali, riso, ortaggi, frutta, tabacco e barbabietole da zucchero. Il paese, uno dei primi fra le ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale a intraprendere programmi di riforma, dopo l'indipendenza ha vissuto un periodo di stagnazione economica. Il PIL è sceso di circa il 25% nel 1992, con un calo proporzionalmente anche più ingente nella produzione di carbone e di gas. Il governo ha così ripiegato sulla definizione di piani produttivi di stile sovietico per far fronte alla crisi nel settore energetico. Le conflittualità etniche hanno rallentato la privatizzazione delle terre, ma un compromesso legislativo sulla loro distribuzione è comunque stato raggiunto. È stata inoltre introdotta una riforma monetaria nell'ambito della quale la Banca centrale è stata resa indipendente dal controllo parlamentare e governativo, e ciò ha permesso al Kirghizistan di diventare la prima delle ex repubbliche sovietiche a coniare, nel 1993, una propria moneta (il som), violando però le regole stabilite dalla Comunità degli stati indipendenti e incontrando l'opposizione da parte di numerosi stati vicini. Nel gennaio del 1994 il paese ha formato con il Kazakistan e l'Uzbekistan un'area di libero scambio commerciale.

Ordinamento dello stato
Il Kirghizistan si regge sulla Costituzione promulgata nel 1993 e successivamente emendata nel 1994 e nel 1996. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente della Repubblica cui spetta il compito di nominare i membri del governo (dei quali può peraltro provocare anche le dimissioni). Presidente in carica è, dal 1991, Askar Akajev, l'unico capo di stato della regione centroasiatica a non aver mai fatto parte del partito comunista. Egli ha abolito il vecchio sistema dei soviet locali, sostituendolo con un sistema di governatorati che gli permette un controllo più diretto sugli affari locali. Akajev è inoltre un convinto sostenitore della CSI, di cui il Kirghizistan è membro dal 1991. L'esercizio del potere legislativo spetta, in base agli emendamenti costituzionali del 1994, a un parlamento bicamerale – formato dall'Assemblea legislativa (composta di 35 membri) e dall'Assemblea del popolo (composta di 70 membri) – in cui siedono i rappresentanti di numerose forze politiche.