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Lampi di cultura

Asia Centrale, definizione

Definizione di Asia Centrale

 È  tema controverso, legato all'interpretazione che differenti studiosi in differenti epoche hanno dato di questa regione estremamente differenziata sia dal punto di vista geografico che da quello etnico e culturale. Inoltre il procedere rapido e qualitativamente elevato degli studi nella ex Unione Sovietica ha - all'inizio di questo secolo - portato a una notevole estensione dell'area. In termini storici si definisce per Asia Centrale quella regione che in epoca antica veniva definita Serindia. Compresa tra i monti Tienshan, i contrafforti del Pamir e le propaggini settentrionali dell'altopiano del Tibet (Monti Kunlun), la Serindia consisteva nella grande depressione desertica del Taklimakan lungo i cui bordi vivevano popolazioni che avrebbero fatto del commercio e dello sfruttamento di importanti rotte carovaniere la propria principale fonte di sostentamento e ricchezza.
I traffici commerciali, fin dall'antichità più remota, riguardavano principalmente due prodotti. Dal nord della Siberia giungeva l'oro che proseguiva verso le regioni iraniche e indiane tradizionalmente sempre alla ricerca di questo metallo. Dall'est, dalla Cina - soprattutto agli inizi dell'epoca storica - giungeva la seta, diretta verso i ricchi empori commerciali del Mediterraneo ellenistico e, successivamente, romano.
Una tradizione cara agli storici greci e romani voleva che oltre le montagne del Pamir vivesse una popolazione di uomini di alte dimensioni, muti ed eccezionalmente timidi, che lasciavano ai piedi di una grande torre di pietra (Tash Kurgan) i propri prodotti (la seta) senza contrattarne né discuterne il prezzo. Ritornavano la mattina dopo per ritirare quanto gli indiani avevano convenuto di versare.

A questa Asia centrale desertica e legata strettamente ai commerci se ne aggiunge una seconda, posta nel bacino dei fiumi Oxus e Iassarte, ovvero nelle immediate vicinanze settentrionali dei monti dell'Afganistan e della Persia. Questa area dell'Asia centrale è così profondamente segnata dalla presenza di elementi iranici da avere in passato indotto molti storici a coniare l'espressione di Iran Esteriore (o anche Turan) intendendo con questa definizione sottolineare non tanto una appartenenza politica quanto un forte grado di integrazione con il vicino Iran. E, in realtà, è indubbio che tra le due regioni dell'Iran e del Turan si sia in presenza di un forte interscambio. Tuttavia gli elementi di autonomia culturale e di conflittualità politica, soprattutto della Chorasmia nei confronti dell'Iran, sono talmente numerosi da avere indotto gli studiosi attuali ad abbandonare questa definizione.

Queste due regioni sarebbero, dunque, quelle che geograficamente sono comunemente raccolte nella definizione di Asia centrale. Ma è  vero che ormai, insieme a un uso geografico di questa parola, ne prevale un altro con una accentuata valenza culturale.Si tende a raccogliere sotto la denominazione di Asia centrale tutta quella complessità di esperienza etniche, religiose e politiche legate al complesso rapporto che lega il mondo nomade settentrionale a quello agricolo meridionale.

In tale senso poiché le dinamiche legate alla formazione e crescita del nomadismo finiscono col coinvolgere in modo diretto anche le pianure della Russia e quella dell'Ucraina - oltre che a parte della Europa Orientale - così può succedere che gli studi e il materiale informativo sull'Asia centrale finisca con l'essere compreso anche in campi apparentemente distanti, come quello legato all'arte e alla cultura degli Sciti di Russia, o a quello della cultura Unna nell'Europa del VI secolo d.C..

Il campo, nel quale l'archeologia russa ha segnato negli ultimi anni progressi importanti, è comunque ad alta "pericolosità". Le teorie sono più numerose delle testimonianze archeologiche. La ricostruzione di imponenti movimenti migratori da e per l'Asia non è quasi mai suffragata da una adeguata indagine scientifica delle lingue e di storia del linguaggio. E anche l'analisi dei reperti più sicuri, legati ai corredi funerari ed appartenenti al campo dell'arte, non sempre è proceduta con rigoroso raffronto dei repertori iconografici. Così può succedere che il ricorre di una medesima tradizione figurativa di carattere animalistico induca alla costruzione di imponenti e complessi sistemi interpretativi poco propensi a riconoscere le diversità e entusiasti di riconoscere costanti.

Si può dire, usando un'immagine che lo storico Wu Hung, ha contribuito a diffondere, che anche in Asia centrale come in Cina la passione per certe grandi sintesi, indubbiamente affascinanti, ha sovente prodotto tesi generiche, talora scontate se non - palesemente - fantasiose.