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Lampi di cultura

Asia Centrale e indoeuropei

La cultura di Andronovo e l'espansione Indoeuropea, (XX - XV sec. a.C)

  

Si tratta di un imponente movimento culturale le cui orgini possono essere fissate tra il 2000 a.C. e il 1700 a.C. Più che di una cultura particolare, la fase detta di Andronovo è un enorme complesso di culture regionali estese su territori amplissimi dell'Asia Centrale russa e non russa che va dall'Ural e dalla catena degli Urali fino alla regione di Omsk e a parte del bacino di Aral. E, ancora, finisce con l'inglobare una parte notevole di territori dell'attuale Kazakhstan.  

Carattere principale di questa epoca storica é la preminenza di gruppi di agricoltori rispetto ai quali le esperienze di caccia o estranee all'agricoltura, per quanto talora importanti, hanno un marcato carattere integrativo. Le basi economiche di questa fase sono dunque essenzialmente agricole e ciò che in seguito si svilupperà in nomadismo convive ancora all'interno di una società basata essenzialmente sull'agricoltura.

Elemento saliente della cultura di Andronovo è la notevole diffusione della metallurgia che in breve tempo diventerà sviluppata e tecnicamente anche molto progredita. È di questa fase la scoperta e lo sfruttamento sistematico delle miniere di stagno del Kazakhstan che giungeranno a pieno utilizzo nella fase di piena maturazione del periodo (XV secolo).

Sebbene la cultura di Andronovo  presenti elementi tipici degli europoidi rimase sostanzialmente estranea all'imponente movimento di popolazioni che in quegli anni sconvolse parte dell'Europa e dell'Asia centrale e che è legata al nome dei popoli Indoeuropei.

Sappiamo che gli Indoeuropei furono un popolo responsabile della struttura etnica della maggior parte dell'Europa e che in Asia daranno origine sia alla civiltà iranica vera e propria, sia a grande civiltà ariana dell'India sia alla nascita di numerosi nuclei etnici dell'Asia centrale. Ben poco è rimasto di questi popoli sul piano archeologico: il solo reperto archeologico sicuramente appartenente agli Indoeuropei sarebbe l'ascia di metallo con foro di innesto per il manico.   

Ma la rivoluzione di cui furono portatori ha lasciato tracce decisive sul linguaggio imprimendo una svolta decisiva alla storia dei popoli con cui si unirono o a cui si sovrapposero. Sebbene diviso in due gruppi (orientale e occidentale) i popoli Indoeuropei appartennero a un unico e originario ceppo linguistico grande elemento unificatore di gruppi a volta anche molto diversi sia per tradizioni che per aspetto somatico.  

Non è chiaro cosa avvenne, quale meccanismo mise in modo questa imponente migrazione che avrebbe mosso i propri passi abbandonando le sedi originarie che l'archeologia tende a collocare in Russia Meridionale o Europa orientale.  

Sappiamo però che in questi anni cominciarono a esercitare una forte pressione nella regione dl Caucaso: nello scontro e scambio con i popoli che si opposero loro gli Indoeuropei maturarono coscienza della propria forza e della propria identità. La fase successiva - conquista dell'Iran e dell'India nonché occupazione di alcune aree dell'Asia centrale - li vedrà ormai padroni di una identità molto più precisa.

Questi imponenti movimenti di popolazione (è di questi stessi anni - XVIII sec. a.C. - l'invasione cassita dell'altopiano iranico e della Mesopotamia) non coinvolsero direttamente ciò viene definito il complesso di usi e credenze "Andronovo", ma certamente portò alla periferia di questa regione forti elementi di tensione e di novità che maturarono nella successiva fase di Usatovo.