Lampi di cultura

Xinjiang, Fine del Regno Uiguro, VIII sec.

Gli Uiguri abbandonano il Buddhismo e la fine del Regno Uiguro (744 - 840)

La vittoria ottenuta dai Uiguri contro i Turchi del secondo impero nel 744 produsse risultati per certi versi sorprendenti rispetto a quanto gli stessi leader uiguri dovettero attendersi.  I nuovi padroni dell'Asia centrale dovettero infatti misurarsi con il progressivo impadronirsi della corte cinese del Buddhismo, con l'omologazione dell'Imperatore ad Avalokiteshvara e con la fusione di elementi tipicamente confuciani con altri propri del Buddhismo. Il tutto dovette sembrare agli Uiguri troppo pericolo: non era possibile avere la stessa religione dell'Imperatore cinese se si viveva ai confini del suo impero e se lui stesso si presentava come monarca universale (chakravartin).  

Così, dopo oltre un secolo e mezzo di profonda partecipazione alla fede buddhista gli Uiguri si convertirono in massa al Manicheismo, religione che in modo affatto casuale venne abbracciata in modo ufficiale dallo stato Uiguro nel 762 dc, anno in cui l'imperatore uiguro Qagan Mouyou venne invitato a Luoyang dall'alleato cinese.

Tale conversione non si limitò ad esprimere una preferenza della corte uigura per il Manicheismo o a reclamare una protezione (come venne effettivamente fatto) per i manichei di Cina. In tutta la regione popolata dagli Uiguri si ebbe la distruzione di templi e di statue dipinte. Risalirebbe a questa epoca la distruzione del tempio buddhista  di Semirechiye nel Turkestan russo.  

Con i Uiguri, signori del centro Asia, divenuti manichei il Buddhismo si accinse a vivere un momento molto difficile nel bacino del Taklimakan dove ormai, numerose, si confrontavano scuole islamiche. E, tuttavia, questo non spiega lo stato di avanzata distruzione in cui versano quasi tutti i monumenti buddhisti della regione. Sappiamo che alcuni di questi vennero rasi al suolo durante le guerre:

"…Ci fu un generale di nome Chu- lu - Mo-ho che fuggì in odio al ministro uiguro Chue lo-wu. Alla testa di centomila cavalieri kirghizi attaccò la fortezza uigura, uccise il Qagan Ho-sa, decapitò Chue lo-wu  e incendiò e distrusse quasi completamente il palazzo reale…"

(cfr C.Mackerras, The Uigur Empire, Australian N.University, 1968) 

Ma rapporti come questi sono rari, troppo rari per giustificare l'attuale stato di rovina e di degrado.  

Nel 840 i Uiguri dovettero scappare dalla Mongolia dopo essere stati duramente sconfitti dalla nuova potenza dei Kirghizi. Questi, sebbene fossero nominalmente signori della Mongolia, spostarono il centro della loro signoria verso i monti Altai e si disinteressarono della parte orientale del loro impero. Per oltre un secolo la Mongolia visse in una situazione di vuoto di potere quasi totale.

Rifugiatesi nel Gansu i Turchi Uiguri riabbracciarono nuovamente il Buddhismo: questa conversione, tuttavia, riguarda ormai la Cina e i suoi stati occidentali.