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Mongolia, Conquiste di Gengis Khan

Fattori che favorirono le conquiste di Gengis Khan

È una pagina esaltante per la storia mongola, e tuttavia tragica per l'umanità.
"I Mongoli, che trovavano estrema difficoltà ad avere ragione delle città fortificate e dei centri protetti da grandi fortezze, tendono a trasformare in deserto e in pascolo brado ogni territorio di cui riescono a impadronirsi. C’è una totale incomprensione, da parte loro, per tutto ciò che è creato dalle civiltà sedentarie, dal lavoro agricolo, dai commerci. Per loro è assai più facile governare e organizzare un’area desertica o stepposa che affrontare i problemi delle comunità sedentarie…. Del resto le stragi, i massacri, lo rovine infinite che questa avventura costa all’umanità - … (10 milioni di morti senza contare le perdite mongole) - … farebbero pensare ad un fenomeno storico sostanzialmente negativo, almeno a prima vista. Invece l’avventura mongola determinerà notevoli progressi in vari settori e si risolverà in una svolta estremamente favorevole al progresso umano anche perché coincide con la cosiddetta “rivoluzione commerciale” attuatasi in Europa. 
(M. Bussagli, Culture e civiltà dell'Asia centrale, 1970, p. 232-233).

Le stragi che ci furono, indubbiamente, vennero tuttavia esagerate ad arte o ispirate in modo determinante dalla campagna militare in Oxiana in cui Gengis Khan si trovò nella veste di vittima di un'aggressione inattesa. Assai più frequentemente viene ignorato che tutte le conquiste di Gengis Khan - più ancora che dalla ferocia del suo esercito - furono rese possibile da un servizio di intelligence estremamente raffinato.

Ma cosa indusse Gengis Khan a partire e muoversi alla conquista del mondo?

"…Non vi è alcun dubbio sul fatto che fattori di natura ambientale contribuirono potentemente al mettersi in moto di questa ondata migratoria. Un abbassamento della temperatura alla fine del XII secolo e nei primi anni del XIII in Mongolia, una più corta stagione produttiva, la desertificazione delle terre furono motivo di una profonda crisi economica delle popolazioni nomadi, che dipendevano dalla natura ma non erano in grado di gestire un simile cambiamento. Inoltre il montare di un conflitto economico con la dinastia Jin, che controllava il nord della Cina, esacerbò le difficoltà economiche negando beni divenuti fondamentali in questa difficile situazione…" 
( Morris Rossabi, Mongolia from Chinggis Khan to independence, in Mongolia – The Legacy of Chinggis Khan, Thames & Hudson, 1996 )

Con la conquista si afferma, parallelamente, il successo della nobiltà di guerra su quella di corte. La cancelleria ed amministrazione saranno quasi subito in mano dei turchi uiguri all’abilità di uno dei quali viene ricondotta la famosa frase: “Si può conquistare il mondo a cavallo, ma bisogna scenderne per governarlo.”.  

Ma, in definitiva, fu l'esercito mongolo il grande protagonista di questa tragica pagina della storia.
"Il mongolo, scriveva Altunian nel 1911, è l’arciere a cavallo – nato sul cavallo, arciere fin dall’infanzia – la cui freccia imbattibile può abbattere un uomo a duecento, a trecento , perfino a quattrocento metri di distanza. Alla sua inafferrabile mobilità aggiunge questa superiorità tattica, unica a quell’epoca. Sicuri di questo vantaggio, le sue avanguardie si frazionavano in ondate successive che svaniscono dopo ogni lancio di frecce e solo quando il nemico, attirato lontano dalle sue basi, è sufficientemente demoralizzato da questi tiri a distanza, la cavalleria pesante dei Mongoli, posta al centro dello schieramento, carica con le spade travolgendo e falciando ogni ostacolo. In tutte queste fasi i mongoli sfruttano in maniera eccellente il terrore che ispirano il loro aspetto, i loro costumi, perfino il loro insopportabile fetore. Essi appaiono all’improvviso, si schierano chiudendo – se possibile – il cerchio dell’orizzonte, si avvicinano al piccolo trotto, in un silenzio impressionante, manovrando senza grida secondo i segnali del porta stendardo. Poi, all’improvviso, al momento della carica, tutta questa massa si getta avanti, a valanga, con urla infernali."