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Lampi di cultura

Cuba, 15 sec., Lo sbarco di Cristoforo Colombo

da Le Historie della vita e dei fatti di Cristoforo Colombo, per Fernando Colombo suo figlio


XXVI. - Come l’Ammiraglio scoprì l’isola di Cuba, e quali cose vi ritrovò.

Ora l’Ammiraglio, avendo già appresi i segreti di quell’isola Isabella, e il traffico, e la maniera di quella gente, non volle perder più tempo scorrendo per quell’isole; perciocché erano molte e tra lor simili, sì come gl’indiani dicevano. E però, partito con buon tempo per andare ad una terra molto grande, da tutti loro grandemente stimata, e detta Cuba, la qual giaceva verso Mezzodì, la Domenica 28 di Ottobre, giunse alla costa di quella dalla parte di Tramontana. Quest’Isola diede vista di subito d’esser di maggior bontà e qualità che le altre già nominate, così per la bellezza e per le campagne e per la grandezza e lunghezza delle sue coste e riviere. Laonde, per aver lingua e notizia delle sue genti, andò a gittar l’ancore in un grosso fiume, dove gli alberi eran molto folti e molti alti, adorni di fiori e frutti, diversi da’ nostri, e v’era gran quantità di uccelli con una amenità incredibile; perchè vi si vedeva l’erba alta e assai differente dalle nostre erbe: benché fra quelle v’erano delle porcellache, bletti, e altre cotali, le quali per la loro diversità non eran conosciute da loro. E andati a due case, che non molto lunge vedevansi, trovarono la gente per paura esser fuggita e aver lasciate tutte le reti e gli altri instrumenti necessari al pescare, e un cane che non latrava. Ma, sì come piacque all’Ammiraglio, non si toccò cosa alcuna; perciocché a lui bastava per allora di veder la qualità delle cose che per lor nudrimento e servizio coloro usavano. ?

Tornati poscia a’ navigli, seguirono la lor via verso Occidente, e giunsero ad un altro maggior fiume che l’Ammiraglio chiamò dei Mari. Questo di molto avanzava il sopra detto; perciocché per la sua bocca poteva entrare un naviglio, volteggiando; ed era per le ripe molto popolato: ma la gente del paese, vedendo comparire i navigli, si mise in fuga verso le montagne che si vedeano molte e alte, e rotonde, e piene d’alberi e di piante amenissime: dove gli Indiani ascosero tutto quel che potettero portar via. Laonde, non potendo l’Ammiraglio, per la paura di quelle genti, intender della qualità dell’isola e considerando che, s’egli ritornava a smontare con molta gente, avrebbe in lor la paura accresciuta, deliberò di mandar duo Cristiani con uno Indiano di quelli ch’ei da San Salvator seco menava, e con un altro pur di quei paesi che s’era arrischiato di venire in una picciola canoa a’ navigli; a’ quali comandò che camminassero per di dentro alla regione, e se ne informassero, accarezzando gli abitatori che trovassero per la strada. E, acciocché, mentre questi andavano, non si perdesse tempo, comandò che in tanto la nave si tirasse in terra, per impalmarla.