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Lampi di cultura

Cuba, 16 sec., Mantua, Pinar del Rio

In realtà non se ne sa nulla, nulla di sicuro. Le storie che gli abitanti del luogo raccontano assomigliano a pagine di Salgari. O forse fu Salgari stesso ad attingere - per le sue storie di corsari - a questo immenso e misconosciuto archivio rappresentato dall’emigrazione italiana.
Nell’ovest cubano, non troppo distante dalla cittadina di Pinar del Rio, c’è un paese che porta un nome singolare: Mantua. È la versione in castigliano della nostra Mantova, appunto Mantua in spagnolo. Non è un caso.

Si dice che ai tempi della Guerra di corsari una nave italiana, scambiata per nave pirata, per cercare di sfuggire alla caccia di vascelli inglesi si sarebbe rifugiata nell’insenatura di Los Arroyos, nell’arcipelago di Los Colorados. I marinai, per far perdere le tracce, avrebbero incendiato la nave e sarebbero scappati all’interno dell’isola. Strano modo di nascondersi: incendiare una nave dà vita a un bel fumo, visibile da chilometri e chilometri di distanza...

Secondo una seconda versione, meno avventurosa, nel XVII secolo il brigantino Mantova, al comando di un capitano dal nome Anatolli Fiorenzana, avrebbe fatto naufragio incagliandosi sulla barriera corallina parallela alla costa.  Prima che la nave colasse a picco, i marinai sarebbero sbarcati sulla costa e da qui avrebbero raggiunto l’area di Los Arrayos. Ma, naturalmente, non ci sono conferme: il relitto della nave non è mai stato cercato e le indagini archivistiche non hanno potuto chiarire da quale porto la nave sarebbe partita.

Tuttavia, è singolare il fatto che nella cubana Mantua ci sia una notevole concentrazione di cognomi italiani. E ancor più singolare è il persistere del culto della Madonna della Neve che in effetti è celebrato in molti luoghi d’Italia, ma che ha una sua specifica importanza a Grazie vecchio porto mantovano in riva al Mincio, dove la Madonna è tuttora venerata come protettrice dei pescatori.

Secondo le leggende della Mantua cubana i marinai, subito dopo il naufragio, costruirono una cappella con tavole di palma e guano nel bacino di Los Arrayos ed in seguito, scoperta la fertile regione circostante, avrebbero costruito un rifugio dandogli il nome della nave andata distrutta, Mantova. Circostanza singolare, indubbiamente, ma che potrebbe spiegare bene perché questo luogo è ancora oggi conosciuto con il nome El paso de Mantua per la sua ubicazione tra Guame ed il bacino. Infine, nel 1765, si sarebbe costruita una parrocchia per adorare la Vergine della Neve. Lo storico locale Pertierra afferma che nei libri della parrocchia (1783-1804), sono riportati una grande quantità di cognomi italiani: tra questi molti Ferrari, Pesano, Pitaluga, Puso, Fiorenzano, Faroco, Fontanella ed altri, nativi soprattutto di Genova e Venezia.

Oggi gli abitanti di Mantua sono circa 23.000 e, naturalmente, sono per lo più pescatori e coltivatori di tabacco.