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Cuba, 20 sec., Meyer Lansky e la mafia a Cuba

Meyer Lansky, nome originale Maier Suchowljansky, (4 luglio 1902 Grodno, Russia - 15 gennaio 1983, Miami Beach, Florida) è stato uno dei più potenti capi dei sindacati criminali statunitensi. Aveva grandi interessi nel gioco d’azzardo, specialmente in Florida, nella Cuba pre-Castro, a Las Vegas e nelle Bahamas.

Ebreo polacco, Lansky emigrò nel Lower East Side di New York nel 1911. Già nel 1918 lui e Bugsy Siegel gestivano un importante giro di scommesse e di furti d’auto. Nel corso degli anni Venti la banda di Lansky si specializzò in furti con scasso e contrabbando sotto l’egida del boss Giuseppe Masseria. Fu presumibilmente Lansky che persuase Lucky Luciano a far assassinare Masseria nel 1931. Tra il 1932 e il 1934 Lansky si unì a Luciano e Johnny Torrio, tra gli altri, nel formare il sindacato criminale nazionale e ne divenne uno dei principali attori.

Nel 1936 Lansky iniziò ad occuparsi di gioco d’azzardo in Florida, a New Orleans e anche a Cuba, dove entrò a stretto contatto con il dittatore cubano Fulgencio Batista.
Il suo potere a Cuba, già notevole nel periodo del governo di Batista (1933–44), crebbe a partire dagli anni Cinquanta, in seguito all’aumento d’interesse delle mafie per Cuba e alla ripresa di potere di Batista (1952-1959).
Cuba era infatti diventata luogo strategico anche per le famiglie mafiose newyorkesi messe in difficoltà, negli Usa, dalla commissione investigativa sul crimine organizzato presieduta dal senatore Kefauver.
In particolare a L’Avana, a partire dal 1952, aumentarono gli investimenti mafiosi nelle infrastrutture per il turismo di lusso: fu così che nell’arco di poco tempo la capacità ricettiva della città aumentò quasi del doppio (da 3118 a 5438 camere). Ormai persuaso che una guerra con le famiglie di New York per il controllo dell’isola fosse inevitabile, Lansky creò una fitta rete di alleanze con le famiglie di Los Angeles, Chicago e della California e con importanti personaggi della politica e della finanza.

Nel marzo 1958, mentre l’intelligence americana cercava di rendere stabile il governo di Batista messo in crisi dall’Esercito ribelle, la mafia decise di realizzare un complesso alberghiero impressionante, l’ “Hotel Monte Carlo de La Havana”, come tentativo di dare all’isola una parvenza di stabilità e affidabilità.

Ma la situazione era ormai compromessa e già nel dicembre del 1958 gli Usa abbandonarono definitivamente Batista. Con lui cadeva anche l’impero dei gruppi finanziari e mafiosi a Cuba. Lansky fu uno degli ultimi a lasciare l’isola nei primi giorni del gennaio 1959: quando Fidel Castro salì al potere, Lansky si rivolse alle Bahamas, costruendo lì casinò con il benestare dei governatori. Estese poi il suo impero del gioco d’azzardo ad altre aree dei Caraibi e persino, passato l’Atlantico, a Londra.