Lampi di cultura

Uzbekistan, Ferghana: storia III

Dall'occupazione islamica all'invasione mongola
(Arabi, Samanidi, Turchi Karakhanidi, Turchi Selgiuchidi)

La conquista araba mosse con estrema rapidità verso oriente: solo diciannove anni dopo la porte del Profeta gli eserciti arabi avevano ormai raggiunto il confine dell'Amur-Darjia (Oxus): l'ultimo Imperatore Sasanide, Yazdigerd III, fu raggiunto e ucciso nel 651 nella città di Merv. Tutta la Mesopotamia, la Sira e l'altopiano iranico erano ormai in mano araba.  

Tuttavia si dovette attendere ancora una cinquantina di anni prima che l'espansione araba riprendesse verso oriente: essa fu questa volta guidata da un grande leader, il vicere del Khorasan - la regione più orientale dell'Impero Omayyade - Qutaiba ibn-Abbas. Allestito un grande esercito penetrò nel 712 in Choresmia per soggiogarne una rivolta. Varcato l'Oxus e penetrato in Transoxiana conquistò rapidamente tutta la provincia: caddero le città oggi note col nome di Samarcanda, Bukhara, Tashkent e la valle della Ferghana.  

Fu però successo temporaneo: coinvolto nel tentativo di organizzare una rivolta contro Bagdad Qutaiba ibn-Abbas venne assassinato nel 715 e, con la sua morte, una temporanea alleanza tra Sogdiani e Turchi portò all'espulsione degli arabi da Ferghana.  

I Cinesi Tang non persero l'occasione che la storia offriva loro: raggiunte le grandi catene montuose dell'Asia centrale penetrarono in Ferghana conquistando l'ambito e preziosissimo controllo dei ricchi allevamenti di cavalli. Fu un momento decisivo per la sorte dell'Asia centrale. La presenza cinese si dimostrò infatti presto interessata ad estendersi progressivamente verso occidente poggiano sulla grande alleanza con i Turchi Uiguri. Erano due mondi in contrasto mortale: il regolamento dei conti avvenne nell'importante battaglia di Talas, una delle rare battaglie che gli storici sono portati a credere che siano servite a qualcosa. L'esercito cinese e uiguro venne sconfitto in modo schiacciante, la supremazia araba  islamica sull'Asia centrale confermata definitivamente. I Monti Tienshan divennero i confini tra Asia centrale islamica e Oriente sinizzato (islamico o meno).

Sulle tracce del successo ottenuto, probabilmente riflesso della debolezza politica del Califfato Abbaside di Bagdad, i signori di Merv amministrarono la Transoxiana con grande potere ed evidente autonomia. Pare che nel IX secolo una medesima famiglia, attraverso quattro fratelli, tenne il controllo della regione attraverso la signoria sulle città di Samarcanda, Herat, Uzgen, e Tashkent. Furono i "Samanidi"  e spetta a loro merito l'avere trasformato Bukhara in una straordinaria città universitaria islamica ed avere abbellito con monumenti spesso strepitosi le città della regione.  

Nel 992 i Samanidi vennero sconfitti da un nuovo invasore , i Turchi Karakhanidi che tuttavia non interruppero il percorso culturale e politico della regione. L'Islam e la città santa di Bukhara proseguirono nella loro crescita. Negli stessi anni il loro rivale Mahmud di Gazni (971-1030) estese la presenza islamica al nord dell'India.

Nuovi movimenti di popolazioni sconvolsero ulteriormente negli anni successivi il mondo etnico e culturale delle regione centroasiatiche. Giunti da tempo sulle rive del Syr-darya (Issarte) i Turchi Selgiuchidi penetrarono in Transoxiana, sottomisero e trasformarono in vassalli i Turchi Karakhanidi, finalmente occuparono e conquistarono la Mesopotamia e la Siria. Nell'XI secolo l'Asia centrale era così parte di un impero che andava dalla Mongolia all'Anatolia, retto dai sovrani Selgiuchidi con estremo rigore e forza. Sebbene la capitale fosse stata spostata su Bagdad l'Asia centrale restò il retroterra ricco e sfarzoso dell'Impero. L'oasi di Merv, in quegli anni, contendeva a Bagdad e Bisanzio il titolo di città più ricca e più grande del mondo.