Lampi di cultura

India: Induismo e Islam II

L’India hindu e quella islamica - II

L’idea che esista un’India hindu e che questa possa considerarsi sostanzialmente diversa da quella islamica è affascinante, commercialmente seducente. Politicamente pericolosissima (come vedremo). Tuttavia per potere abbracciare questa ipotesi occorrerebbe prima spiegare come sia possibile convivere quasi 1500 anni a stretto contato con una religione diversa senza subirne influenze e senza condivisione.

La risposta - annunciata nei numeri - è confermata dai più grandi pensatori, mistici, filosofi indiani; dagli imperi più importanti che si sono formati in India; dalle religioni nate nell’ultimo millennio e che si sono ispirate all’una e all’altra grande religione (e ad altre ancora)... e si potrebbe continuare per pagine e pagine. 

A fronte di una rappresentanza di intellettuali - che oggi definiremmo integralisti - le più belle esperienze intellettuali e umanistiche dell’India non hanno mai fatto una questione sostanziale dell’Islam e della sua alterità rispetto all’Induismo. Talora, anzi, non hanno avvertito alcuna contrapposizione. O - meglio ancora - hanno pensato che fosse una strategia britannica per dividere e governare. Non solo Gandhi, ma un grande numero di intellettuali e politici indiani ha fatto sua - in qualche modo - la celebre affermazione del Mahatma “Sì, io sono anche musulmano, sono cristiano, sono buddhista, sono ebreo.”

Non è un’affermazione così geniale come si potrebbe credere. È la base di partenza di un pensiero colto e moderno. L’India è il frutto di uno scambio continuo tra religioni, fedi, pensieri diversi. È questa la sua grandezza per certi versi unica al mondo: l’essere cresciuta nel confronto con il diverso, non l’essere rimasta hindu, o buddhista, o cristiana o parsi.

Quando si parla di India hindu e la si contrappone a quella islamica si sposa una tesi cara al colonialismo britannico, un’ipotesi così ardita da risultare difficilmente dimostrabile. L’India che tutto il mondo ha ammirato e ammira, l’India che può arricchire la nostra vita e il nostro pensiero, non è quella che rivendica una presunta purezza hindu ma quella che - non senza fatica, proprio per questo apprezzabile - si è aperta al diverso e ha saputo farlo suo.