Lampi di cultura

Israele, Gerusalemme celeste

Gerusalemme celeste, cittá di Dio

da Apocalisse di San Giovanni

Allora io vidi un nuovo cielo e una nuova terra, il primo cielo e la prima terra erano spariti, e il mare non c'era piú, e vidi venire dal cielo, da parte di Dio, la santa cittá, la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per andare incontro allo sposo. Una voce forte che veniva dal trono esclamó: «Ecco l'abitazione di Dio fra gli uomini; essi saranno suo popolo ed egli sará "Dio con loro". Dio asciugherá ogni lacrima dei loro occhi, la morte non ci sará piú. Non ci sará piú né lutto né pianto né dolore. Il mondo di prima é scomparso per sempre.»

Allora Dio dal suo trono disse: «Ora faccio nuova ogni cosa». Poi mi disse: «Scrivi, perché ció che dico é vero e degno di essere creduto». E aggiunse: «E' fatto. Io sono l'Inizio e la Fine, il Primo e l'Ultimo. A chi ha sete io daró gratuitamente l'acqua della vita. Ai vincitori toccherá questa parte dei beni. Io saró loro Dio, ed essi saranno miei figli. Ma i vigliacchi, i miscredenti, i depravati, gli assassini, gli svergognati, i ciarlatani, gli idolatri e tutti i bugiardi andranno a finire nel lago ardente di fuoco e di zolfo. Questa é la seconda morte».
Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi disse: «Vieni, ti mostreró la sposa dell'Agnello». Lo Spirito mi trasformó in una grande montagna, molto alta, e l'angelo mi mostró Gerusalemme, la cittá santa che appartiene al Signore. Essa scende dal cielo, da parte di Dio. Aveva lo splendore di Dio, brillava come una pietra preziosa, come una gemma cristallina. Le sue mure erano solide ed elevate, con dodici porte. Alle porte stavano dodici angeli, e sulle porte erano scritti i dodici nomi, quelli delle dodici tribú di Israele.  

C'erano tre porte a oriente, tre a settentrione, tre a mezzogiorno e tre a occidente. Le mura poggiavano su dodici basamenti, e su ciascuno di questi era scritto un nome, quello di uno dei dodici apostoli dell'Agnello.  
L'angelo che parlava con me aveva una canna d'oro per misurare le cittá, le sue mura e le sue porte.
La cittá era quadrata, di larghezza uguale alla lunghezza. L'angelo misuró la cittá: dodicimila stadi. La lunghezza, la larghezza e l'altezza sono identiche.
Poi misuró le mura: centoquarantaquattro cubiti, secondo la misura umana che usava l'angelo.

La cittá era d'oro puro, splendente come cristallo; e le sue mura erano di diaspro. I basamenti delle mure erano ornati di pietre preziose di ogni genere:
di diaspro il primo,
di zaffiro il secondo,
di calcedonio il terzo,
di smeraldo il quarto.
Il quinto basamento era di sardonice,
il sesto di cornalina,
il settimo di crisolito,
l'ottavo di berillo,
il nono di topazio,
il decimo di crisopazio,
l'undicesimo di giacinto,
il dodicesimo di ametista,

Le dodici porte erano dodici perle: ognuna era ricavata da una perla sola. La piazza della cittá era d'oro puro splendente come cristallo.
Non vidi nessun santuario nella cittá, perché il Signore Dio Onnipotente e l'Agnello sono il suo santuario...