Lampi di cultura

Israele, Gerusalemme Arte Cristiana

Nel corso del IV secolo l'arte imperiale romana risulta impegnata in importanti programmi di costruzione di basiliche e di edifici di culto. Questa tradizione non era nuova nella cultura imperiale romana, ma conobbe una specie di rivitalizzazione sotto l'impero degli ultimi imperatori pagani, Aureliano e Diocleziano. Questi favorivano con importanti donazioni i luoghi del culto delle divinitá che verso cui si sentivano debitori o che avevano scelto come propri numi tutelari.
Nata in ambito pagano questa tendenza si trasferí immediatamente nel mondo Cristiano grazie alla figura di Costantino. Subito dopo la pace della Chiesa il suo intervento fu energico, in particolare in Terra Santa, per costruire importanti edifici di culto in corrispondenza dei luoghi santi.  

Tuttavia l'interevento dello Stato e del Governo contribuirono in modo significativo a conferire all'arte cristiana una sorta di carattere ufficiale, strettamente legato al potere. Tale carattere, testimoniato da una lettera di Costantino al vescovo Macario (vedi Gerusalemme, Golgota) fu immediatamente interessato a materiali lussuosi, belli e preziosi, sovente fatti venire da lontano. Secondo A.Grabar, cui questa scheda é largamente ispirata, in queste prime costruzioni cristiane si riflette l'arte del Palazzo, con il suo eclettismo estetico e la ricerca di un certo sfarzo. L'arte cristiana nasce, dunque, fortemente ispirata da un programma ufficiale e di governo e questo ne segnerá le prime esperienze e i modelli cui in seguito si ispirerá.

Il mecenatismo di Costantino e di sua madre Elena non si fermó con la loro morte. Negli anni successivi altri membri della famiglia imperiale parteciparono di questa tendenza che divenne fenomeno di corte. L'impero dunque si ricorprí in breve tempo di chiese cristiane spesso sontuose ispirate ai modelli costantiniani. Vi fu, in questa ondata di mecenatismo imperiale, una pausa alla metá del IV secolo, ma questo riprese con Teodosio I, suo nipote Teodosio II e quasi tutti gli imperatori del V e del VI secolo. Se é vero che Teodosio I dedicó la sua principale attenzione a Roma, é altresí vero che questo fenomeno coinvolse in pari modo Milano, Ravenna, Costantinopoli.

Ma la cittá che ne ebbe il volto trasformato e rivoluzionato fu la cittá di Gerusalemme che Costantino voleva trasformare in metropoli cristiana e che nel volgere di pochi decenni divenne uno dei luoghi preferiti per il finanziamento e la costruzione di basiliche cristiane.
E' d'altra parte noto che nella fretta di individuare i luoghi della passione cristiana in questi stessi anni vennero compiute analisi molto rapide, talvolta superficiali. Sicché dopo questa epoca di grande fervore religioso e di grandi costruzioni imperiali riuscirá difficile - in molti casi impossibile - ridefinire una mappa dei luoghi santi non fantasiosa.
La Terra Santa di Costantino e di Elena diventerá una sorta di riferimento ideologico per le epoche successive e nessuno oserá piú contestare per diversi secoli collocazioni o identificazioni che - mosse dalla sola fede - furono sovente al limite del fantasioso.

Le implicazioni del mecenatismo imperiale legato alla figura di Costantino non si esaurirono comunque nel finanziamento degli edifici e nel carattere palaziale e lussuoso delle chiese. Gli stessi programmi iconografici cristiani, fino a quel momento timidi e senza un preciso progetto, subirono l'influenza di un'arte celebrativa dell'imperatore, propria del tempo. Sicché non solo l'architettura, ma anche l'arte figurativa cristiana risulterá profodamente influenzata non tanto dalla ingerenza imperiale, quanto soprattutto dall'arte di quegli anni "... in cui gli imperatori si erano appena convertiti e in cui l'arte che li celebrava aveva raggiunto il vertice." (A.Grabar)

La nascente iconografia cristiana trasporterá le formule dall'ampbito imperiale e quello ad uso del cristianesimo. Compariranno cosí temi essenziali come quello della Maestá. Mentre nella stessa organizzazione di parti degli edifici religiosi ci si ispirerá ai santuari o forse anche ai tribunali imperiali.